Intelligenza artificiale nelle funzioni HR: il Report Littler 2024

Il report Littler 2024 rivela: boom dell'AI negli HR europei, preoccupazioni su privacy e conformità. Il 53% teme violazioni dati, solo il 29% ha policy dedicate.

L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente i processi HR nelle aziende europee, ma questa rivoluzione porta con sé nuove sfide in termini di conformità e gestione della forza lavoro. Il dato emerge dall’ultimo European Employer Survey Report di Littler, che fotografa un settore in rapida evoluzione.

I numeri parlano chiaro: il 72% delle organizzazioni europee utilizza già l’AI generativa o predittiva nelle funzioni HR, segnando un balzo significativo rispetto al 60% registrato nel 2023. Questo incremento sottolinea la velocità con cui le aziende stanno abbracciando le nuove tecnologie per ottimizzare i processi del personale.

La privacy dei dati preoccupa gli executive. Il 53% degli intervistati esprime timori moderati o elevati sulla conformità alle normative sulla protezione dei dati nell’utilizzo dell’AI. Un aspetto critico riguarda l’uso improprio degli strumenti di AI generativa: solo il 53% dei responsabili HR si dice sicuro che i dipendenti utilizzino correttamente queste tecnologie.

La governance dell’AI resta un punto debole: appena il 29% delle aziende ha implementato policy specifiche per regolamentare l’uso degli strumenti di AI da parte dei dipendenti. Questo gap normativo interno espone le organizzazioni a rischi potenziali, dalla sicurezza dei dati alla conformità normativa.

Le sfide ESG si intrecciano con l’innovazione tecnologica. Il 79% delle organizzazioni ha intensificato gli sforzi sulle iniziative ambientali, sociali e di governance nell’ultimo anno. Il rischio climatico, in particolare, ha guadagnato priorità per il 76% delle aziende.

La Direttiva europea sulla due diligence per la sostenibilità aziendale sta spingendo le imprese verso una maggiore responsabilità: l’85% dichiara di essere almeno parzialmente preparato ai nuovi obblighi di conformità, nonostante il termine per l’implementazione sia fissato al 2026.

Le trasformazioni in atto coinvolgono anche aspetti cruciali come la trasparenza salariale e il benessere dei dipendenti. L’87% degli executive si dice pronto a conformarsi alla Direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Parallelamente, il 73% ha registrato un aumento delle richieste di supporto per la salute mentale.

Il quadro che emerge dallo studio Littler, basato sulle risposte di 630 dirigenti HR e leader aziendali europei, evidenzia come l’integrazione dell’AI nei processi HR richieda un approccio bilanciato tra innovazione e gestione del rischio. Le organizzazioni devono sviluppare framework normativi interni solidi per governare l’uso dell’AI, proteggere i dati sensibili e garantire la conformità alle normative vigenti.

La sfida per le aziende non è solo tecnologica ma anche culturale: occorre costruire un ambiente lavorativo che sappia sfruttare i vantaggi dell’IA mantenendo al centro le persone e i loro diritti. La tecnologia deve essere un acceleratore di crescita sostenibile, non una fonte di rischi incontrollati.

LEGGI ANCHE

Gli ultimi articoli