IBM Bob, Elmec modernizza il codice RPG su IBM i

Il managed service provider varesino usa l’assistente agentico di IBM per leggere, documentare e convertire applicazioni con decenni di storia. Dopo i test interni, l’approccio viene esteso ai clienti con workshop e progetti pilota

Elmec Informatica, Managed services provider con una lunga storia nell’ecosistema IBM i, ha adottato IBM Bob per modernizzare il software legacy che gira su questa piattaforma. L’azienda ha testato lo strumento prima sui propri sistemi, come “Client Zero”, e ora lo porta presso i clienti finali insieme a IBM Client Engineering, attraverso workshop, mini-pilot e casi d’uso mirati. Il motivo è concreto: molte imprese italiane dipendono ancora da applicazioni critiche nate su S/38 e AS/400, difficili da mantenere per una nuova generazione di sviluppatori.

Perché il legacy IBM i è un problema

Una parte rilevante del codice in produzione sulla piattaforma IBM i è scritta in RPG posizionale, un formato poco leggibile per chi si è formato su linguaggi moderni. A questo si aggiungono una documentazione spesso assente o non aggiornata e una fitta rete di dipendenze tra programmi, file e oggetti, accumulate in decenni di modifiche ed esigenze di business. Il risultato è un patrimonio applicativo che funziona ma che pochi sanno interpretare, con il rischio di perdere la logica di business incorporata nel software man mano che le competenze storiche escono dalle aziende.

Cos’è IBM Bob

IBM Bob è un partner di sviluppo basato su AI agentica, pensato per l’uso aziendale. Secondo IBM, non si limita a suggerire codice ma copre l’intero ciclo di vita del software (SDLC), dalla pianificazione ai test, dal deployment alla modernizzazione, integrando controlli di governance e sicurezza. Lo strumento è uno dei pilastri della strategia IBM su governance, sicurezza e AI presentata nel 2026 e si inserisce nella più ampia tendenza a portare gli agenti AI in produzione all’interno dei processi IT.

Il test interno come Client Zero

Elmec ha usato IBM Bob sulle proprie applicazioni come banco di prova in scenari reali e ad alto impatto operativo. Gli ambiti di intervento sono quattro: interpretazione del codice storico, produzione di documentazione, conversione da RPG posizionale a RPG free-form preservando la logica di business e analisi delle dipendenze tra oggetti applicativi.

Secondo Maurizio Sali, Delivery & Operations Director di Elmec, lo strumento ha funzionato da acceleratore: ha aiutato i team a leggere meglio il codice storico e a intervenire più rapidamente su applicazioni ancora centrali per il business. Partire dai sistemi interni, spiega, ha permesso di misurarne il valore in modo diretto prima di proporlo ai clienti.

Da giorni a ore

Le difficoltà incontrate internamente si sono rivelate comuni a molte aziende con sistemi attivi da oltre trent’anni. Da qui un approccio che Elmec definisce replicabile e scalabile, già applicato in diversi casi d’uso: la conversione di applicazioni in RPG free-form, l’analisi dei riferimenti tra numerosi oggetti applicativi e la creazione di nuove interfacce che riutilizzano programmi e servizi in produzione da anni.

Il dato più significativo riguarda i tempi. Secondo l’azienda, attività che richiedevano giorni di lavoro vengono ora completate in poche ore, con effetti diretti sulla produttività dei team e sulla capacità di intervenire sulle applicazioni critiche.

I prossimi passi

Elmec e IBM prevedono nuove iniziative per il mercato, tra cui sessioni di approfondimento su IBM Bob e la presentazione del Premium Package for IBM i, pensato per rispondere alla crescente attenzione delle imprese verso la sovranità digitale e il trattamento delle informazioni sensibili.

L’obiettivo dichiarato è rendere la modernizzazione del legacy un percorso di continuità più che di sostituzione: mantenere il valore costruito nel tempo, rendendolo comprensibile e gestibile anche per i team di domani.

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