L’Azienda USL Toscana Sud Est ha avviato un percorso di adozione della metodologia BIM (Building information modeling) per rendere più strutturata e digitale la gestione degli appalti pubblici. L’iniziativa, partita da un progetto di formazione dedicato al Dipartimento Tecnico e sviluppata con il supporto metodologico di Harpaceas, risponde agli obblighi introdotti dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) per le stazioni appaltanti.
La scelta arriva in un momento in cui la Pubblica amministrazione italiana è chiamata ad accelerare sulla trasformazione digitale dei propri processi. Per la sanità pubblica, dove la complessità normativa si somma a vincoli organizzativi specifici, l’adozione del BIM è un passaggio delicato: non riguarda solo l’introduzione di nuovi strumenti informatici, ma una revisione dei processi e delle responsabilità interne.
Dalla formazione ai primi capitolati informativi
Il progetto è partito da un percorso formativo articolato in più unità, dedicato al BIM Management e rivolto al personale tecnico e amministrativo dell’intero Dipartimento Tecnico dell’azienda sanitaria. Secondo quanto riferito da Harpaceas, l’obiettivo non era limitato all’uso di nuovi strumenti software, ma alla costruzione di una base comune di competenze e alla definizione del BIM come metodologia trasversale ai processi, superando un approccio meramente strumentale.
Nel corso della formazione sono stati affrontati in particolare tre nodi:
- l’adeguamento agli adempimenti preliminari previsti dall’Allegato I.9 del D.Lgs. 36/2023;
- l’armonizzazione della documentazione contrattuale;
- la definizione di una prima struttura organizzativa a supporto dell’adozione del BIM.
Al termine del percorso formativo, l’azienda ha redatto i primi Capitolati Informativi per le fasi di progettazione ed esecuzione dei lavori, in linea con la roadmap di adozione delineata dal D.M. 560/2017 e poi dal Codice dei Contratti Pubblici. È stato inoltre costituito un team di coordinamento interno, coinvolto nella redazione dell’Atto di Organizzazione e nello sviluppo di un primo progetto pilota: un passaggio che segna il salto dalla fase formativa a una prima applicazione operativa del metodo.
Un caso di riferimento per la sanità pubblica
Il percorso della USL Toscana Sud Est si inserisce in un quadro normativo che, dal 2017 a oggi, ha reso il BIM un requisito sempre più stringente per le stazioni appaltanti pubbliche, sanità compresa. I risultati concreti dell’iniziativa — dai Capitolati Informativi al progetto pilota — si vedranno nei prossimi mesi, ma l’azienda toscana si candida già a essere un riferimento per altre strutture sanitarie pubbliche alle prese con gli stessi adempimenti normativi.

