Perché investire in sostenibilità

Attraverso tecnologie, scelte organizzative e metodologie correlate, la sostenibilità è diventata una leva concreta di innovazione dei modelli di business e di realizzazione di efficienza e risparmio. Numeri alla mano, uno studio fotografa il forte cambiamento in atto che aiuta le imprese nel realizzare una nuova capacità competitiva in mercati complessi e in profonda trasformazione

A metà dello scorso anno, Capgemini ha effettuato una ricerca su un campione di 1.000 executive in imprese con fatturato da oltre 1 miliardo di dollari in 12 nazioni e altrettanti settori di industria. E i numeri non mentono: se l’82% aumenterà i propri investimenti in sostenibilità e quasi la totalità del campione (98%) lo farà nel corso di quest’anno, significa che da obbligatoria scelta di compliance, la sostenibilità, con le tecnologie e le metodologie che l’accompagnano, sta diventando un driver strategico di innovazione di business e di creazione di vantaggio competitivo a lungo termine.

Ecco pochi numeri a sostegno di questa tesi:

  • le aziende investono in iniziative di sostenibilità perché risparmiano sui costi. Il campione dichiara di aver realizzato risparmi dall’8% al 20% in diverse aree. Ed esiste un ampio margine per ulteriori benefici dato che circa il 95% del campione ha realizzato solo il 26% del potenziale di risparmio complessivo.
  • vendite e sviluppo del business sono, per l’82% delle imprese, il principale motore degli investimenti in sostenibilità.
  • una strategia di crescita basata su una reale sostenibilità contribuisce a costruire un vantaggio competitivo: il 69% afferma di dovere la propria accelerazione nell’innovazione alla sostenibilità, mentre il 54% dichiara di aver perso quote di mercato a favore di un concorrente con prodotti più sostenibili.
  • la sostenibilità contribuisce a ridurre i rischi. Quasi tre imprese su dieci dichiarano che un’azione insufficiente in materia di sostenibilità ha portato a problemi normativi e il 44% ha subìto danni reputazionali a causa dell’inazione in questo ambito.

Interessante il dato relativo al nuovo sviluppo di prodotti e servizi, quindi al ricorso di disegni e metodi legati a criteri di sostenibilità: se nel 2022 una stessa ricerca Capgemini indicava il 22% di aziende che innovavano seguendo criteri di sostenibilità, alla fine dello scorso anno la percentuale era quasi del 60%.

I vantaggi direttamente collegati a strategie di sostenibilità (velocità di innovazione, risparmio sui  costi, attrattiva per nuovi clienti, ecc) ha rapidamente trasformato quello che pochi anni fa era moda o semplice green washing in una serie di parametri e metodologie di riferimento per operare efficacemente nella disruption attuale e futura. Si pensi, ad esempio, che ben il 59% del campione ha dichiarato che lo sviluppo di nuovi prodotti attraverso un design di sostenibilità ha portato l’azienda all’apertura di nuovi mercati, mentre ben l’81% ha affermato che anche da un punto di vista finanziario sono arrivati nuovi investitori solo grazie all’interesse suscitato da innovativi programmi di sostenibilità.

Naturalmente, come per ogni trasformazione strutturale, i problemi da affrontare sono numerosi ma rappresentano il normale percorso attuativo:

  • ripensare processi e competenze in ottica di sostenibilità, con kpi chiari e misurazione capillare di progetti, percorsi e obiettivi;
  • integrare la totalità dell’estensione della filiera (fornitori, start up, ecc) nel nuovo percorso;
  • utilizzare framework e metodologie riconosciute rispetto a un proprio modello “home made”;
  • evitare che la mancanza di questi parametri induca nel mercato la percezione di un green washing controproducente in termini di immagine e inefficace per quanto riguarda i risultati d raggiungere;
  • necessità di investire, dal punto di vista organizzativo e di competenze, sul change management, superando le inevitabili resistenze interne ed esterne;
  • sviluppare strategie di sostenibilità con una visione globale che deve prevedere, oltre ad elementi di salvaguardia sul fronte ambientale, anche una considerazione dell’impatto dei propri prodotti e servizi sul territorio e sui modelli sociali che sono anch’essi in profonda trasformazione.

LEGGI ANCHE

Gli ultimi articoli