Formazione e AI: il 73% delle imprese italiane investe in upskilling tech

Secondo l'Osservatorio sulla Formazione Aziendale di Boolean, realizzato con Excellera Intelligence, 7 aziende italiane su 10 pianificano investimenti in competenze digitali nei prossimi 18 mesi: AI, cybersecurity e cloud computing sono le aree formative considerate prioritarie, con una platea di destinatari che si allarga oltre i soli specialisti IT.

L’intelligenza artificiale sta ridisegnando le priorità formative delle aziende italiane. Secondo l’Osservatorio sulla Formazione Aziendale realizzato da Boolean, AI Tech Academy attiva dal 2018 nello sviluppo di competenze tecnologiche, in collaborazione con Excellera Intelligence, l’87% delle imprese considera prioritario investire nell’upskilling tecnologico dei dipendenti. Il 69% ha già programmi di formazione attivi o in partenza nei prossimi 12-18 mesi, una quota che sale al 96% includendo le aziende che prevedono di introdurli nel medio periodo.

AI, cybersecurity e cloud computing: le aree formative più richieste dalle aziende

L’indagine fotografa una gerarchia chiara tra le competenze su cui le aziende intendono investire. L’intelligenza artificiale guida la domanda di formazione, indicata dal 73% delle aziende come l’ambito più rilevante per il futuro, seguita da cybersecurity (56%), cloud computing (48%) e data analysis (45%).

Formazione digitale non più solo per l’IT: coinvolta tutta l’organizzazione

Cambia anche il target della formazione tecnologica. IT manager e tecnici informatici restano i principali destinatari dei percorsi specialistici (46%), ma quasi un’azienda su due (48%) dichiara di voler estendere le competenze digitali di base a tutte le figure aziendali. L’aggiornamento delle competenze tecnologiche è considerato prioritario anche per manager e C-level (29%), per le figure business e sales (28%) e per neoassunti e profili junior (29%): un segnale che la trasformazione guidata dall’AI coinvolge l’intera organizzazione e non solo le funzioni tecniche.

Fabio Forghieri, founder di Boolean
Fabio Forghieri, founder di Boolean

“L’interesse delle aziende per l’AI continua a crescere: sempre più organizzazioni la vogliono integrare nei propri processi per restare competitive, perché ne riconoscono l’impatto su ogni funzione aziendale – sottolinea Fabio Forghieri, founder di Boolean –. Spesso, però, mancano le competenze necessarie per trasformarne il potenziale in risultati concreti. I dati del nostro Osservatorio mostrano un aumento degli investimenti nella formazione specialistica: le imprese stanno comprendendo che l’accesso agli strumenti non basta, perché l’AI genera valore solo quando le persone sanno utilizzarla in modo efficace.”

Budget per la formazione tech in crescita: il 72% delle aziende aumenterà gli investimenti

Il 41% delle aziende intervistate destina già oggi alla formazione tra 50.000 e 100.000 euro l’anno, mentre quasi una su tre supera i 100.000 euro: il 23% investe tra 100.000 e 300.000 euro e il 7% oltre 300.000 euro. In media circa un quarto del budget formativo complessivo è riservato all’upskilling tecnologico, e il 72% delle imprese prevede di aumentare ulteriormente le risorse destinate alla formazione tech nel prossimo anno fiscale, per ridurre il divario di competenze interno.

Formazione online o ibrida? Le modalità di apprendimento preferite dalle aziende

Cambiano anche le modalità con cui le aziende scelgono di formare le proprie persone. A livello generale, i corsi online restano la tipologia più diffusa (61%), ma per i percorsi di upskilling tecnologico emerge una preferenza più marcata per i modelli ibridi, che combinano formazione digitale e in presenza (35%).

Oltre la formazione: cresce la domanda di consulenza strategica sull’AI e di recruiting tecnologico

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro si traduce in una trasformazione organizzativa più ampia, che va oltre i percorsi formativi. Secondo la ricerca, le aziende richiedono anche consulenza strategica sull’evoluzione delle competenze digitali e sull’AI (56%), supporto nel recruiting tecnologico (42%) e progetti di AI adoption (36%).

“La sfida per le aziende oggi è passare da una fase di sperimentazione frammentata dell’intelligenza artificiale a un approccio strutturato, sviluppando competenze solide e diffuse in tutta l’organizzazione, calibrate sui diversi ruoli e sulle attività quotidiane. Per farlo occorre una guida che affianchi le imprese in un’adozione ragionata, definendo le priorità e orientando l’implementazione tecnologica nei processi chiave. È in questo percorso, e solo partendo da un’analisi calata sulle esigenze reali delle imprese, che la formazione specialistica può accelerare innovazione e competitività” conclude Fabio Forghieri.

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