Tecnologie audio che ridefiniscono l’esperienza d’ascolto

Dal controllo software dell’esposizione sonora all’audio open-ear, JBL e Xiaomi mostrano come le proprie tecnologie audio stiano evolvendo verso esperienze d’ascolto adattive e contestuali.

L’audio personale non è più solo una questione di qualità sonora. La diffusione di dispositivi indossabili, l’uso continuo di contenuti digitali e la crescente attenzione verso salute, privacy e contesto d’uso stanno ridefinendo il modo in cui il suono viene progettato, fruito e regolato. In questo quadro si inseriscono i due recenti annunci di JBL e Xiaomi accomunati da un approccio che mette al centro l’esperienza di ascolto come ambiente controllato, adattivo e responsabile.

Il suono come spazio protetto

Le cuffie wireless della gamma JBL Junior
Le cuffie wireless della gamma JBL Junior

Con la nuova gamma di cuffie wireless JBL Junior, JBL interviene su un tema spesso trascurato: l’esposizione sonora dei più piccoli. Il focus non è solo il limite di volume, ma la costruzione di un perimetro digitale governabile dai genitori, attraverso controlli su tempo di utilizzo, report di ascolto e notifiche personalizzate.
L’integrazione con un’app di parental control estende il concetto di sicurezza oltre l’hardware, introducendo una logica di monitoraggio continuo che trasforma l’ascolto in un’attività misurabile e consapevole.

“Introducendo controlli parentali avanzati attraverso la nostra App per cuffie JBL, stiamo creando un’esperienza audio unica che è allo stesso tempo piacevole e sicura per i giovani ascoltatori”, ha dichiarato Carsten Olesen, presidente di Consumer Audio di JBL.

Dal punto di vista tecnologico, l’adozione di funzioni come la cancellazione attiva del rumore – pensata per ridurre la necessità di alzare il volume – mostra come anche dispositivi destinati a un pubblico infantile recepiscano dinamiche tipiche del mondo professionale: prevenzione, controllo, riduzione delle variabili ambientali.

Le cuffie JBL Junior 470NC e JBL Junior 320BT hanno un design compatto e ultraportatile. La durata della batteria raggiunge 50 ore di autonomia e la connessione multi-point consente di essere associati tramite Bluetooth a più dispositivi in contemporanea.

Ascoltare senza isolarsi

Mijia Smart Audio Glasses
I nuovi Mijia Smart Audio Glasses

Su un piano diverso, ma concettualmente affine, si collocano i Mijia Smart Audio Glasses, presentati da Xiaomi come parte di un ecosistema di dispositivi indossabili audio open-ear.
Qui l’obiettivo non è limitare l’ascolto, ma integrarlo con l’ambiente, permettendo all’utente di rimanere ricettivo rispetto a ciò che lo circonda. La scelta di altoparlanti direzionali, microfoni multipli e algoritmi per la riduzione della dispersione del suono indica una progettazione orientata alla convivenza tra contenuto digitale e spazio fisico.

La connettività Bluetooth consente l’uso con più dispositivi, mentre i controlli touch permettono di gestire riproduzione e funzioni senza ricorrere allo smartphone.
L’autonomia arriva fino a circa 13 ore di ascolto continuo, supportata da ricarica rapida, e la struttura certificata IP54 garantisce resistenza a polvere e schizzi. Il tutto è gestito tramite app dedicata, che abilita personalizzazioni, controlli gestuali e funzioni di privacy audio.

Particolare attenzione è riservata alla privacy, con modalità dedicate per le chiamate e indicatori visivi durante le registrazioni audio. Anche in questo caso, il suono non è un semplice output, ma un flusso regolato da regole di contesto e responsabilità.

Una convergenza tecnologica

Pur partendo da soluzioni diverse, entrambi gli annunci mostrano come l’audio personale stia convergendo verso architetture ibride, in cui hardware, app e algoritmi lavorano insieme per adattare l’esperienza d’uso. Il suono non è più un flusso continuo e passivo, ma un fenomeno regolato, tracciabile e sensibile al contesto.

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