Compliance normative: un’opportunità per aumentare la competitività

L’adeguamento con le normative NIS2, DORA e GDPR rappresenta un’opportunità per l’evoluzione convergente dei servizi MSP-MSSP e il miglioramento della competitività delle imprese italiane

Con le prime scadenze d’attuazione della direttiva NIS2, che si affianca alle implementazioni dei regolamenti europei DORA e GDPR, l’ecosistema digitale italiano è entrato in una fase decisiva di allineamento strategico alle normative, in un quadro più chiaro e unificato. Il recepimento di NIS2, più rapido rispetto ad altri Paesi, pone l’Italia in testa nella corsa verso un’economia digitale più sicura e resiliente. Un impegno rafforzato, nel marzo scorso, dal decreto legislativo n. 23/2025 che ha integrato DORA nell’ordinamento italiano e reso esplicito un cambio di paradigma. Le conformità non sono più formalità burocratiche, bensì un passo strategico verso la competitività delle imprese attraverso una maggiore solidità operativa e affidabilità.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), l’autorità pubblica italiana per la sicurezza e la resilienza informatica, ha già iniziato ad applicare nuovi requisiti di cybersecurity sia alle imprese sia agli service provider IT che le supportano. Allo stesso modo, le autorità per la regolamentazione finanziaria (Banca d’Italia, AGCM e IVASS) stanno applicando, in conformità con DORA, i nuovi requisiti di resilienza ICT per banche, assicurazioni e per i loro fornitori terzi.

Un passo fondamentale: dalla compliance alla resilienza digitale e operativa

Un numero crescente di aziende italiane di ogni settore, dal manifatturiero alla finanza, dovranno rafforzare l’infrastruttura digitale sotto il profilo delle capacità di vigilanza e resilienza. La cybersecurity e la compliance normativa diventano fattori strutturali per la conduzione e la crescita del business.

Andrés Mendoza, technical director, Southern Europe di ManageEngine
Andrés Mendoza, technical director, Southern Europe di ManageEngine

“La direttiva NIS2, recepita dalla legge italiana nello scorso anno, sottopone migliaia di imprese e i loro fornitori, inclusi Managed service provider, a nuovi obblighi di controllo. Allo stesso modo, il DORA stabilisce un quadro armonizzato per la gestione del rischio ICT nel settore finanziario europeo” sottolinea Andrés Mendoza, technical director Southern Europe di ManageEngine.

Queste normative vanno oltre la semplice richiesta di sistemi più sicuri, richiedendo una documentazione di governance chiara, responsabilità della supply chain e una pianificazione proattiva della resilienza. In questo nuovo contesto, la compliance richiede di dimostrare nel concreto la maturità in materia di sicurezza informatica e non soltanto di dichiararla.

Da MSP a MSSP: l’evoluzione dei modelli di servizio IT

Con l’adeguamento delle aziende italiane ai quadri normativi più rigorosi, i tradizionali modelli MSP incentrati esclusivamente sulla manutenzione dell’infrastruttura IT e sull’uptime necessitano di aggiornamento. “Le imprese clienti – spiega Mendoza – hanno nuove esigenze. Hanno bisogno di trovare partner in grado di monitorare, rilevare e rispondere alle minacce 24 ore su 24, 7 giorni su 7, allineare le attività digitali ai requisiti NIS2 e di integrare la sicurezza in modo strutturale nelle attività quotidiane”.

Questo alimenta l’ascesa dei modelli ibridi MSP-MSSP, in cui i service provider uniscono la gestione IT, la sicurezza informatica e la consulenza sulla conformità in un’unica offerta gestita. Per molti MSP, questa evoluzione non è facoltativa ma del tutto essenziale per rimanere rilevanti e competitivi nel nuovo contesto normativo italiano.

I vantaggi di una piattaforma MSP-MSSP unificata

L’utilizzo di una piattaforma per MSP centralizzata che unifica le attività di Remote Monitoring & Management (RMM),  ITSM (IT Service Management) e la cybersecurity in un unico ambiente sicuro rappresenta un punto di svolta nella risposta ai requisiti normativi.

“Una piattaforma integrata permette di gestire la protezione dei dati e la crittografia per gli asset gestiti, il tutto nell’ambito di un’infrastruttura resiliente, conforme alle normative UE – sottolinea Mendoza –. Consente inoltre di avere visibilità e controllo su tutti i domini IT e di sicurezza per garantire la conformità e le reportistiche per l’audit dei requisiti normativi. Integrando la sicurezza informatica con la conformità normativa in modo strutturale, questa architettura è in grado di trasformare gli adeguamenti ai requisiti normativi in punti di forza operativi”.

Questo è in linea con l’impegno collaborativo dell’ACN, delle autorità di regolamentazione finanziaria, del Governo e del settore privato per creare un ambiente digitale più sicuro e affidabile, capace di favorire l’innovazione. Cybersecurity e resilienza digitale sono le chiavi di volta della strategia italiana per garantire la protezione delle infrastrutture critiche.

Che cosa ci riserva il futuro

Compliance e cybersecurity stanno sempre più smettendo d’essere tematiche indipendenti per diventare le componenti di un linguaggio condiviso tra le imprese, per instaurare rapporti di fiducia con fornitori di servizi e utenti.

Sempre di più, nel futuro, risulterà avvantaggiato chi avrà considerato la compliance non come un peso, ma come un modello per creare un ambiente digitale migliore. “Allineando le attività digitali con NIS2, DORA e GDPR e abbracciando contestualmente la convergenza dei modelli MSP e MSSP, le imprese italiane hanno l’opportunità di diventare leader in fatto di cyber-resilienza, sicurezza informatica e IT e diventare un punto di riferimento per il resto d’Europa” conclude il manager.

Cosa può offrire una moderna piattaforma unificata MSP-MSSP

L’evoluzione delle normative in ambito digitale impone a imprese e service provider di unire in modo sinergico la gestione, la cybersecurity e i supporti alla conformità. Per molti MSP l’evoluzione sarà essenziale per continuare a fornire servizi a clienti e restare competitivi. Di seguito una sintesi delle capacità oggi offerte dalla piattaforma MSP Central di ManageEngine.

  • Unificazione e consolidamento operativo. La piattaforma deve superare la moltiplicazione delle console e silos funzionali che rendono difficile la gestione degli scenari digitali d’impresa. La piattaforma deve poter offrire il supporto per le attività di ITSM (IT Service Management), Endpoint Management e per la cybersecurity in un unico ambiente protetto. L’unificazione migliora visibilità e controllo dei sistemi anche attraverso la correlazione degli eventi.
  • Compliance by design e tutela dei dati. La piattaforma dev’essere progettata per offrire supporto nativo ai servizi fondamentali di compliance e cybersecurity. Per esempio, deve poter produrre rapidamente i report che servono per gli audit dei requisiti normativi, supportare la documentazione riguardante la governance e le responsabilità nella supply chain.  Deve proteggere i dati mediante crittografia per tutti gli asset gestiti, strumenti di Data Loss Prevention (DLP) e tracciare chi accede a sistemi, dati e applicazioni.
  • Supporto a resilienza e risposte proattive. La piattaforma dev’essere essa stessa resiliente e conforme alle normative UE, adatta per servizi che devono restare operativi 24*7. Deve poter fornire la massima visibilità sulle complesse infrastrutture ibride e migliorare l’efficienza nei processi attraverso l’automazione. Tra le capacità fondamentali ci sono quelle per la gestione degli incidenti e garantire il recupero funzionale più rapido dell’operatività in seguito agli attacchi informatici.

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