Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio What’s Next nelle Operations? Benchmarking Study di Bonfiglioli Consulting, l’industria italiana si mostra solida e orientata alla sostenibilità, ma resta indietro sul fronte della trasformazione digitale.
La ricerca, presentata durante l’AI Operations Forum 2025 agli IBM Studios di Milano, ha coinvolto oltre 100 aziende appartenenti a 22 settori industriali. Il campione, composto per l’85% da figure manageriali di vertice, restituisce un quadro articolato: se da un lato la sostenibilità raggiunge un livello medio di maturità dell’89%, dall’altro la digitalizzazione si ferma al 48%.
Digitalizzazione ancora a rilento
ERP (73%), CRM (34%) e MES (32%) risultano le tecnologie più adottate, seguite dal cloud computing (25%). Restano invece marginali strumenti più avanzati come Digital Twin (9%), robotica avanzata (12%) e realtà aumentata o virtuale (22%).
La percezione della propria maturità digitale resta bassa: oltre la metà dei C-level (53%) ritiene che la propria azienda sia ancora poco digitalizzata. L’intelligenza artificiale è in gran parte ancora in fase sperimentale: il 55% delle imprese non l’ha implementata, il 34% è nella fase di avvio e solo il 3% la utilizza in modo consolidato.
La Generative AI è ancora meno diffusa, integrata solo nel 9% dei processi aziendali. Tra le principali barriere emergono la mancanza di competenze interne (42%), la qualità dei dati (40,4%) e la difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti (38,4%).
Sostenibilità come valore strategico
Le aziende mostrano un forte impegno nella sostenibilità, con investimenti che nel 74% dei casi raggiungono fino al 5% del fatturato e nel 19% arrivano al 30%. Le motivazioni principali sono la conformità normativa (38%), la riduzione dei costi (34%) e il miglioramento della reputazione (28%).
Operations e capitale umano in evoluzione
Il livello di maturità operativa tocca il 71%, segno di una solida cultura del miglioramento continuo. Il 62% delle imprese ha avviato programmi di Eccellenza Operativa e il 75% pianifica con orizzonti superiori ai tre anni, puntando su innovazione, efficienza e qualità.
Sul fronte delle risorse umane, la formazione si conferma cruciale: il 92% delle aziende investe fino al 5% del fatturato nella crescita delle competenze, con un focus su nuove tecnologie, soft skills e sostenibilità. L’Intelligenza Artificiale entra progressivamente anche nei percorsi formativi (40%).
Per trattenere i talenti, le imprese privilegiano ambienti di lavoro stimolanti (78%), percorsi di sviluppo professionale (66%) e attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro (58%).

“L’industria italiana continua a dimostrare una forte propensione al miglioramento e all’eccellenza, ma il ritardo nella digitalizzazione rischia di pesare sulla competitività – osserva Michele Bonfiglioli, CEO di Bonfiglioli Consulting –. L’adozione dell’intelligenza artificiale non è più una possibilità, ma una necessità per sostenere la crescita e la resilienza delle imprese”.

