Nell’incerto e altamente competitivo scenario economico attuale, la Process intelligence (PI) assume un ruolo sempre più strategico. Non si tratta soltanto di digitalizzare o monitorare i processi, ma di interpretarli, ottimizzarli e orchestrare ogni fase operativa in modo intelligente, trasformando i dati in leva per ridurre i costi, migliorare la sostenibilità e garantire un’esperienza cliente allineata alle aspettative.
Sono stati questi i temi che hanno caratterizzato il Process Intelligence Day organizzato a Milano da Celonis. Alla platea, composta da rappresentanti di importanti aziende italiane, decision maker e partner, Celonis ha mostrato come, grazie alla PI, numerose imprese sono riuscite a individuare inefficienze strutturali e a tradurre informazioni grezze in interventi concreti sui processi logistici. L’analisi avanzata dei dati in tempo reale ha generato impatti misurabili: dalla riduzione dei tempi di consegna all’incremento della disponibilità dei prodotti, fino al contenimento dei costi operativi.
Il country leader per l’Italia Andrea Carboni ha sottolineato come “l’utilizzo della piattaforma Celonis abbia permesso una riduzione del 10% delle giacenze eccessive e un aumento del 33% della rotazione di magazzino, dimostrando come l’efficienza nei processi logistici si traduca direttamente in performance economiche e ambientali migliorate”.
Un caso esemplare citato da Carboni riguarda una grande catena retail con oltre 400 punti vendita, dove la PI ha reso possibile anticipare la domanda, orchestrare i flussi di approvvigionamento in tempo reale e ottimizzare i carichi dei trasporti, con benefici in termini di produttività e minori emissioni. L’intervento non si è limitato a un’azione di monitoraggio, ma ha determinato un ripensamento dell’intera organizzazione operativa, orientandola a una logica predittiva e adattiva.
Trasformare i dati grezzi in azioni concrete
“Abbiamo aiutato i nostri clienti a trasformare dati grezzi in azioni concrete – ha affermato Carboni – ridisegnando le loro operation con intelligenza. Il risultato? Consegne più rapide, stock ottimizzati e una supply chain che lavora finalmente per il cliente, non contro di lui”. In quest’ottica, diventa fondamentale superare la frammentazione dei sistemi informativi. L’interoperabilità, infatti, consente alla piattaforma di Celonis di integrarsi con ambienti SAP, Oracle, Salesforce e altri, creando un livello trasversale capace di garantire coerenza tra le decisioni operative e il contesto di processo. “Il vero ostacolo alla trasformazione non è la tecnologia, ma la frammentazione – ha ribadito Carboni –. La nostra piattaforma restituisce visibilità in tempo reale su ciò che accade nei processi, a prescindere dal sistema IT utilizzato. È il linguaggio comune che mancava per rendere intelligenti e coerenti le decisioni operative”.
Un ecosistema con al centro il cliente
Celonis si propone così come un ecosistema collaborativo in cui il cliente è al centro di un percorso strutturato che coinvolge partner tecnologici, system integrator e consulenti (sono oltre 300 i service partner). Partendo dall’analisi approfondita dello stato dei processi, si definiscono obiettivi condivisi e si implementano use case prioritari, facendo leva sull’intelligenza artificiale e su strumenti di automazione. Il modello si sviluppa in modo scalabile, fino a raggiungere una piena orchestrazione trasversale e sostenibile. Come evidenziato da Carboni, “lavoriamo con un intero ecosistema per accompagnare i clienti nel percorso di estrazione del valore dai processi. Non si tratta solo di incrementare l’efficienza, ma di ripensare radicalmente il modo in cui l’azienda funziona, con intelligenza, trasparenza e impatto. La Process intelligence di Celonis fornisce all’AI la conoscenza dei processi e il contesto aziendale per renderla efficace. Ecco perché crediamo fermamente che non ci sia intelligenza artificiale senza Process intelligence”.
Il valore generato dalla trasformazione non è solo interno. Gli effetti si riflettono sull’esperienza globale del cliente, che riceve consegne puntuali, meno errori e una comunicazione più trasparente. “Inoltre – ha precisato Carboni –, si riduce l’impatto ambientale grazie a una gestione più efficiente dei trasporti e si rafforza la resilienza organizzativa, rendendo l’azienda più pronta a reagire a oscillazioni del mercato”.
Benefici anche per la generazione di documenti
L’intelligenza di processo si combina in Celonis con un Execution Management System in grado di automatizzare i processi decisionali e le attività ripetitive. Per esempio, è possibile orchestrare in modo coerente tutto il ciclo degli acquisti, dalla richiesta fino all’emissione dell’ordine, riducendo gli errori e i tempi di gestione.
Anche la generazione documentale ne beneficia: l’intelligenza artificiale, alimentata dal contesto dei processi, è in grado di redigere autonomamente la documentazione necessaria, anticipando le esigenze dell’utente. “È particolarmente interessante vedere come l’AI, alimentata dal contesto dei processi, sia in grado di scrivere autonomamente parti significative di documentazione – ha aggiunto Carboni –. Oggi l’utente riceve un draft già precompilato, aderente alle regole aziendali e coerente con lo storico dei fabbisogni”.
Assieme a Microsoft per massimizzare l’impatto dell’intelligenza artificiale
Andrea D’Onofrio, head of AI & Data di Microsoft Western Europe, ha evidenziato come l’integrazione tra process mining e AI offra alle aziende un’opportunità unica di reinventare i propri processi. Tuttavia, avverte che senza dati e senza contesto, anche l’AI più sofisticata resta inefficace. “L’integrazione tra Celonis e la Power Platform di Microsoft – ha affermato D’Onofrio – permette di individuare con precisione i punti dove l’AI può generare il massimo impatto, come dimostrato dall’esperienza del gruppo energetico Uniper, che ha ridotto i costi di integrazione e accelerato la creazione di valore. L’integrazione nativa tra le nostre tecnologie consente di evitare duplicazioni e inefficienze tipiche di piattaforme isolate”.
Governance e sponsorship strategica
Un ultimo aspetto cruciale riguarda il ruolo della governance e della sponsorship strategica. Nel 2023, Gruppo Iren ha avviato una roadmap strutturata che, partendo da benchmark di mercato, ha selezionato casi d’uso significativi, come quelli legati alla gestione regolatoria, alle forniture idriche e ai reclami bancari. I primi risultati sono stati estesi progressivamente a nuovi ambiti, con benefici tangibili anche in termini di riallocazione delle risorse interne su attività a maggior valore. “Non volevamo una trasformazione a compartimenti stagni, ma un processo scalabile e sostenibile – ha spiegato Antonio Iavarone, data e analytic officer del Gruppo Iren –. L’applicazione di logiche di Process intelligence ci ha permesso di ottenere un beneficio del 20% in termini di efficienza”.

