DevSecOps, la risposta strutturale alle sfide della sicurezza finanziaria

Le ragioni per cui le istituzioni finanziarie devono integrare la sicurezza nel cuore dello sviluppo software e la proposta di OpenText Cybersecurity

Nel panorama finanziario odierno, l’adozione di applicazioni cloud-native, l’integrazione di API per l’open banking e l’impiego di tecnologie basate su intelligenza artificiale hanno accelerato la trasformazione digitale, ma al prezzo di un’esposizione crescente a nuovi rischi informatici. In questo scenario in costante evoluzione, il modello DevSecOps si afferma come approccio strategico per garantire la sicurezza delle applicazioni sin dalle prime fasi dello sviluppo software.

DevSecOps non è solo una metodologia, è un cambio di paradigma. Invece di confinare la sicurezza alle ultime fasi del ciclo di sviluppo, come avveniva nei modelli tradizionali, la integra in ogni fase (dalla progettazione iniziale al deployment), riducendo vulnerabilità, ritardi e costi. Un modello essenziale in un settore, quello dei servizi finanziari, che continua a essere tra i più bersagliati a livello globale.

Non è un caso che alcune delle violazioni più note, come quelle che hanno colpito Equifax, Capital One o JPMorgan Chase, abbiano avuto ripercussioni su decine di milioni di utenti, mettendo in luce come i ritardi negli aggiornamenti, le falle nelle infrastrutture cloud o gli accessi non autorizzati possano generare danni reputazionali e legali enormi.

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Pierpaolo Alì, Director Southern Europe di OpenText Cybersecurity

“In un settore altamente regolamentato e sotto pressione costante come quello finanziario, la sicurezza non può più essere un’aggiunta accessoria o un controllo a valle – sottolinea Pierpaolo Alì, Director Southern Europe di OpenText Cybersecurity -. Deve diventare una componente strutturale e continua di ogni fase dello sviluppo applicativo, integrata nei processi, nei tool e nella cultura delle organizzazioni. DevSecOps nasce per rispondere a questa esigenza: portare la sicurezza all’interno del ciclo DevOps, automatizzando i controlli, migliorando la trasparenza e riducendo drasticamente il tempo di risposta agli incidenti”.

DevSecOps e le peculiarità del settore finanziario

Le peculiarità del settore finanziario pongono sfide specifiche che DevSecOps contribuisce ad affrontare, dalla protezione dei dati sensibili e delle transazioni ad alto valore alla necessità di assicurare la conformità normativa con standard come PCI DSS, GDPR, SOC 2, FFIEC e ISO 27001. Inoltre, è essenziale proteggere le infrastrutture legacy (ancora oggi largamente presenti nei sistemi core bancari) conciliandole con ambienti cloud moderni.

Uno dei principali ostacoli all’adozione di DevSecOps nelle organizzazioni finanziarie è di tipo culturale. Storicamente, sviluppo, operazioni e sicurezza hanno lavorato in silos, rendendo difficile la collaborazione. DevSecOps, invece, promuove un’integrazione fluida tra team, facilitando la comunicazione e l’allineamento degli obiettivi. A questa criticità si aggiunge la complessità del quadro regolatorio e la difficoltà di gestire ambienti IT ibridi, dove le piattaforme tradizionali devono convivere con tecnologie moderne. Le minacce, infine, si evolvono rapidamente: attacchi tramite credential stuffing, insider threat, vulnerabilità delle API, sono solo alcune delle tecniche sempre più sofisticate che colpiscono il comparto.

Per contrastare questi rischi, una piattaforma DevSecOps efficace deve offrire una serie di funzionalità essenziali: testing automatico di sicurezza integrato nei flussi CI/CD, monitoraggio in tempo reale basato su intelligenza artificiale, sicurezza delle API, architettura zero trust con controlli di identità robusti, cifratura end-to-end dei dati sensibili e integrazione con strumenti di threat intelligence aggiornati costantemente.

Una proposta DevSecOps costruita intorno alle esigenze della finanza

In questa prospettiva, OpenText propone una piattaforma DevSecOps con caratteristiche mirate alle esigenze del settore finanziario, integrando strumenti di sicurezza, testing, monitoraggio e compliance all’interno di ambienti CI/CD. La soluzione supporta architetture complesse, ibridi legacy-cloud, e si distingue per la capacità di accompagnare le organizzazioni nei processi di trasformazione digitale senza sacrificare la resilienza operativa e la conformità normativa.

L’approccio di OpenText al DevSecOps si fonda su una strategia integrata end-to-end che unisce sviluppo, sicurezza e operations in un flusso intelligente e automatizzato. In un contesto in cui la velocità di rilascio è fondamentale, ma non può mai avvenire a scapito della sicurezza, questa impostazione consente di trasformare potenziali colli di bottiglia in controlli rapidi e automatici. L’obiettivo è chiaro: codice sicuro consegnato rapidamente, senza attriti né ritardi.

Per implementare questo modello, OpenText mette a disposizione un’ampia gamma di strumenti che permettono di automatizzare le pratiche di sicurezza lungo l’intero ciclo di vita del software. Tra i principali:

  • strumenti di Static Application Security Testing (SAST), per l’analisi del codice sorgente prima del deployment;
  • strumenti di Dynamic Application Security Testing (DAST), per il rilevamento di vulnerabilità in fase di esecuzione;
  • soluzioni di Software Composition Analysis (SCA), utili per individuare falle nei componenti open source;
  • strumenti per la sicurezza dell’Infrastructure as Code (IaC);
  • soluzioni per test automatici integrate nei pipeline CI/CD;
  • tecnologie per la sicurezza dei container;
  • sistemi di gestione sicura delle credenziali e delle chiavi;
  • strumenti di monitoring e risposta agli incidenti in tempo reale.

Combinando questi strumenti in una pipeline coerente e unificata, i team DevSecOps possono ridurre l’intervento manuale, anticipare la rilevazione delle vulnerabilità e velocizzare la loro risoluzione.

“DevSecOps non è solo una questione di sicurezza, ma di governance tecnologica a 360 gradi – conclude Alì -. In un contesto dove velocità, compliance e resilienza devono coesistere, l’automazione dei controlli, la trasparenza nei flussi di rilascio e l’integrazione nativa della qualità diventano elementi imprescindibili. Le organizzazioni finanziarie che adottano questo modello sono più agili, più sicure e più pronte ad affrontare le sfide del mercato digitale”.

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