D-Link, soluzioni integrate e innovazione per il networking professionale

Intervista a Victor Kuo, chairman di D-Link: tra crescita nel segmento B2B, sviluppo di tecnologie emergenti e investimenti strategici nel mercato europeo, il gruppo punta a consolidare il proprio ruolo come partner globale per il networking professionale

D-Link è oggi uno dei protagonisti internazionali nel campo del networking e delle comunicazioni. Dal 2020, l’azienda è parte del gruppo taiwanese TSG, uno dei primi 100 conglomerati industriali del Paese, attivo anche nei settori  high-tech, dell’acciaio, dell’aerospazio, della salute e dello sport.

Il chairman Victor Kuo ci racconta visione, mercati e tecnologie che guideranno la crescita del gruppo nei prossimi anni.

Può darci un quadro sintetico della struttura e dell’attività di D-Link?

Siamo presenti sul mercato da oltre trent’anni e oggi contiamo più di 90 filiali nel mondo, con una rete capillare che include America, Asia, Giappone, Corea, Cina e naturalmente Europa. Inoltre vantiamo quattro centri di innovazione tecnologica distribuiti tra Taiwan, India e Cina. Operiamo come fornitore globale di soluzioni per la comunicazione di rete, con un portafoglio prodotti molto ampio che copre i segmenti consumer, professionale e industriale.

Quali sono i valori chiave su cui costruite il vostro posizionamento?

Il nostro valore centrale è l’innovazione. Lavoriamo per portare soluzioni ad alta tecnologia ai nostri partner. Per esempio, stiamo spingendo su tecnologie di networking sempre più veloce passando da switch a 100 Gbps ai nostri nuovi core switch da 400 Gbps ideali per i micro data center. Abbiamo già lanciato soluzioni compatibili con Wi-Fi 6 e Wi-Fi 7 e in ambito mobile supportiamo il 5G con router cellulari pensati per contesti residenziali, smart city e progetti IoT. A ciò si aggiungono le competenze core di D-Link con la capacità di fornire soluzioni per l’intera infrastruttura di rete in differenti scenari applicativi.

Avete una proposta per il mercato consumer?

Sì, ma con un approccio mirato. Per esempio, rispondiamo alla crescita dei lavoratori mobili e freelance con router da viaggio, power bank, dock USB e HDMI wireless. Vogliamo semplificare la vita a chi lavora ovunque, senza dover acquistare ogni dispositivo separatamente. Anche per chi lavora da casa e deve connettersi alla rete aziendale proponiamo soluzioni complete: router wireless, sistemi di archiviazione, docking station.

Qual è il peso attuale del mercato europeo per D-Link?

L’Europa rappresenta circa un terzo del nostro fatturato globale, che nel 2024 ha raggiunto i 600 milioni di dollari. Anche se oggi non generiamo ancora profitti in Europa, ci crediamo molto e stiamo investendo a lungo termine. Gli utenti europei hanno esigenze elevate in termini di qualità e affidabilità e questa è una sfida che siamo pronti ad affrontare.

Avete una strategia specifica per il segmento B2B?

Assolutamente sì. Oggi il B2B pesa più del B2C nel nostro fatturato. Abbiamo identificato diversi segmenti chiave. Il primo è quello degli uffici di piccole dimensioni, con meno di 100 o anche 50 addetti. Sono molto diffusi in tutto il mondo e necessitano di soluzioni affidabili e a basso costo. Per queste esigenze offriamo router con firewall, switch PoE, access point con autenticazione basata su EAP (Extensible Authentication Protocol), videocamere IP e altro ancora, con un approccio one-stop-shop. Un altro segmento di mercato in cui è presente D-Link è quello dei Telco Internet service provider di secondo livello e dei Mobile virtual network operator (MVNO), per i quali sviluppiamo soluzioni personalizzate compatibili con le loro infrastrutture. Abbiamo anche un’offerta a supporto dell’infrastruttura di rete, dai core agli edge switch, pensata per ambienti commerciali che richiedono l’installazione di reti all’interno di campus, uffici, edifici condominiali, negozi, scuole e uffici digitali, garantendo il livello di scalabilità che D-Link è in grado di offrire.

Cosa proponete nell’ambito della connettività mobile?

Abbiamo un portafoglio prodotti molto ricco nel settore della connettività cellulare. Dal punto di vista tecnologico, l’obiettivo è supportare scenari applicativi diversificati: dalle reti mobili aziendali alla connettività distribuita.  Una parte importante della nostra proposta riguarda anche il “fixed wireless access”, una soluzione strategica soprattutto nelle aree suburbane o in quelle non raggiunte da infrastrutture cablate. In questi contesti, integriamo la connettività cellulare con tecnologie mesh Wi-Fi per garantire continuità e prestazioni elevate.

Anche in questo caso, non ci limitiamo ai dispositivi: puntiamo a costruire soluzioni su misura per ciascun segmento di mercato.

In Giappone stiamo anche testando il private 5G per realtà enterprise e applicazioni speciali e in futuro, quando i costi si ridurranno e queste soluzioni diventeranno più accessibili, contiamo di promuoverle in modo più aggressivo.

Qual è la vostra visione sull’arrivo del Wi-Fi 7?

La transizione da Wi-Fi 4 a 6 è stata rapida, e il Wi-Fi 7 rappresenta una nuova opportunità. Per l’utente consumer, il Wi-Fi 6 è spesso sufficiente. Ma nei contesti professionali, dove la domanda di prestazioni è alta, il Wi-Fi 7 può fare la differenza. Abbiamo già introdotto dispositivi compatibili e monitoriamo attentamente il mercato.

E per quanto riguarda la sicurezza informatica?

Ogni nostro dispositivo supera certificazioni internazionali e verifiche sui componenti open source. Offriamo una piattaforma di gestione centralizzata per monitorare l’intera rete e integriamo funzioni di sicurezza VPN. Tuttavia, sappiamo che sulla sicurezza infrastrutturale possiamo fare di più. Stiamo valutando collaborazioni strategiche per rafforzare la nostra offerta in quest’area.

L’intelligenza artificiale avrà un ruolo nella vostra roadmap?

Sì. Integriamo già funzionalità di AI nei nostri sistemi, in particolare per la diagnostica automatica e la gestione intelligente della rete. L’obiettivo è semplificare la manutenzione e ottimizzare le prestazioni, soprattutto per i partner e le PMI.

Qual è il vostro approccio di fondo al mercato europeo?

Siamo consapevoli delle complessità geopolitiche e delle sensibilità locali. Alcuni Paesi sono più aperti alla collaborazione con fornitori asiatici, altri meno. Non puntiamo sulla competizione basata sul prezzo: preferiamo offrire soluzioni di qualità, supporto locale e un rapporto di partnership con il cliente. Per noi, il futuro si gioca su tre parole chiave: tecnologia, soluzioni e partnership.

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