L’intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, sta cambiando il modo in cui le aziende gestiscono operazioni, logistica e interazioni con i clienti. Grazie alla capacità di comprendere il linguaggio naturale e prendere decisioni quasi umane, questa tecnologia promette di ridefinire i processi aziendali e migliorare la produttività.
Uno studio del McKinsey Global Institute stima che l’AI generativa potrebbe generare un valore economico globale annuale compreso tra 2,6 e 4,4 trilioni di dollari. Sono stati identificati 63 casi d’uso che includono supporto ai clienti, creazione di contenuti per il marketing, e sviluppo di codice software. Tuttavia, per realizzare questo potenziale, le aziende devono affrontare alcune sfide organizzative e culturali.
Adozione dell’AI in Italia
Secondo il nuovo Slack Workforce Index, il 32% dei lavoratori italiani utilizza già strumenti di intelligenza artificiale nel proprio lavoro, e il 43% si dichiara favorevole alla possibilità che l’AI sostituisca alcune mansioni. Nonostante ciò, emergono barriere significative: il 46% dei lavoratori italiani ammette di sentirsi a disagio nel rivelare ai propri superiori l’utilizzo dell’AI, temendo di essere percepiti come incompetenti, pigri o disonesti. Questo disagio è spesso legato a una carenza di formazione adeguata fornita dalle aziende.
A livello globale, tuttavia, emerge che i lavoratori che si sentono liberi di condividere con il proprio capo l’uso dell’AI hanno il 67% di probabilità in più di utilizzarla in maniera efficace nelle loro attività.
Le organizzazioni italiane, così come a livello globale, devono colmare il divario formativo e promuovere una cultura aziendale che incoraggi l’uso aperto e trasparente dell’AI. Dati internazionali evidenziano che i lavoratori supportati con linee guida chiare hanno il 67% di probabilità in più di applicare efficacemente l’AI alle loro attività.
Differenze tra priorità aziendali e lavoratori
Una discrepanza significativa emerge tra le aspettative aziendali e quelle dei lavoratori sull’utilizzo del tempo risparmiato grazie all’AI. Mentre le aziende vorrebbero che i dipendenti si concentrassero su innovazione e sviluppo di nuove competenze, i lavoratori tendono a preferire l’ottimizzazione di progetti già in corso e attività amministrative.
Affinché questa tecnologia possa essere adottata con successo, è essenziale un dialogo aperto tra leadership e lavoratori. Linee guida chiare e una formazione strutturata non solo aumentano l’efficacia dell’AI, ma riducono l’ansia e le resistenze al cambiamento.
Formazione e ruolo delle aziende
Uno degli ostacoli principali all’adozione dell’AI è la mancanza di competenze specifiche. In Italia, il 78% dei lavoratori riconosce l’importanza di acquisire competenze sull’AI, ma oltre la metà ha dedicato meno di cinque ore complessive a formarsi. Questo dato evidenzia un’urgenza: le aziende devono investire in programmi di formazione mirati per preparare i dipendenti al cambiamento.
Inoltre, il 75% dei lavoratori italiani considera fondamentale che i datori di lavoro offrano strumenti di AI e ne abilitino l’uso. Questo elemento sta diventando un criterio decisivo nella scelta di un’azienda, soprattutto tra i giovani professionisti.
Una recente ricerca di Salesforce conferma che i team di vendita che integrano l’AI nelle proprie attività hanno 1,3 volte più probabilità di vedere un aumento dei ricavi rispetto a chi non la utilizza. Per sfruttare appieno questi vantaggi, le aziende dovrebbero non solo fornire ai propri dipendenti una formazione adeguata, ma anche incoraggiarli a sperimentare e parlare apertamente delle possibili applicazioni dell’AI nel loro lavoro.
Christina Janzer, SVP of Research and Analytics di Slack, sottolinea che “le aziende devono investire non solo in formazione, ma anche in un clima di apertura e sperimentazione”. Strumenti come gli AI Agent, con ruoli definiti, possono ridurre le incertezze legate all’uso dell’AI, favorendo un ambiente di lavoro più collaborativo.

