Un milione di splendidi cores

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“Ministro Gaspari, dove sono Melchiorre e Baldassarre?” Fu questa la domanda, vergata su un apposito foglio di carta, che un giovine cronista propose all’addetto durante una conferenza stampa in un sito abruzzese per un notevole investimento italiano nel campo della microelettronica. L’addetto guardò il foglio di carta, fece una faccia schifatissima, lo strappò e non lo diede mai al ministro in questione. L’investimento, malgestito negli anni, non ha mai portato a quel salto in avanti che veniva magnificato nelle presentazioni.

La storia della microelettronica italiana ed europea, purtroppo, ha continuato a seguire quel percorso di regali che si fanno in occasione dei grandi eventi ma che in realtà non hanno una visione industriale a termine né breve, né medio, né lungo.

La domanda era fortemente provocatoria, ma aveva una sua attinenza alla situazione. Secondo l’interpretazione prevalente (ma non unica), “magus” è la trascrizione di un termine proto-persiano che indica il tecnologo, colui che gestisce e sa insegnare un certo tipo di preparazione tecnica. Quindi il giovine cronista, castigando ma ridendo, sottolineava la speranza che si cercasse di insegnare agli italiani come entrare in un mercato tecnologico in maniera strutturata.

Allora la situazione geopolitica era statica e non connessa. Oggi assistiamo a una serie di fenomeni geopolitici che sicuramente cambieranno tutto il mondo, compresa anche la parte di questi oggetti inanimati ma importantissimi che sono i chip e microprocessori. La maggior parte del mondo digitale oggi esegue carichi di lavoro che dipendono, direttamente o indirettamente, dal codice x86 e dalle architetture hardware che ne sono conseguite.

Pionieri cinesi nella terra dell’x86

Due notizie recentissime collegano il futuro di questo mondo. Pat Gelsinger non è più Ceo di Intel, azienda tuttora centrale sia per l’industria mondiale, sia per la supremazia tecnologica e militare statunitense.

La seconda notizia riguarda un antagonista nel mondo x86. La cinese ZhongXin, azienda fabless di microelettronica, ha lanciato il KaiXian KX-7000B. ZhongXin vuol dire “un milione di core”, mentre il KaiXian è il pioniere, colui che apre le strade. Già girano dei benchmark che indicano prestazioni molto ridotte rispetto agli equivalenti AMD e un po’ meno rispetto agli Intel, e anche prezzi alti fuori dalla Cina. È comunque lecito attendersi che le prestazioni verranno migliorate in tempi record rispetto alle medie occidentali e che il mercato interno cinese potrà assorbire grandi quantitativi di questi chip -a scapito di quelli statunitensi- e a prezzi molto minori rispetto a quelli di vendita all’estero del pioniere. E per dirne una, già andrebbero benissimo per mercati particolari come quello di Russia, Iran e Corea del Nord, sui quali non si ha alcuna notizia specifica. Il problema non sarà nei chip, ma nelle architetture e nell’ecosistema.

Per migliorare un settore è necessario investire. Secondo recenti stime di Bloomberg, il Chips and Science Act complessivamente prevedeva per gli Stati Uniti un investimento di circa 114 miliardi di dollari, dei quali 75 in incentivi di tasse e 39 in denaro: di questi, quasi 33 sono già stati allocati. L’Europa offriva un più modesto 46%, 46 miliardi. Tuttavia alla Corea del Sud 55 miliardi in incentivi di tasse e la Cina 142 miliardi. C’è da chiedersi cosa succederà alla luce dei fatti geopolitici sempre più incalzanti tra i quali non possiamo non rilevare l’elezione di Trump negli Stati Uniti – che probabilmente impatterà Intel – e le turbative in Corea del Sud, un Paese comunque piccolo che per supportare Samsung ha bisogno di una leadership coesa e stabile.

Dov’è l’Europa?

È forse possibile un futuro nel quale il codice x86 nel mondo sarà eseguito prevalentemente da chip cinesi? Oggi l’architettura è nelle mani di Intel e AMD, entrambe alle prese con problemi di vario genere: recenti alleate in UAlink, lo standard per l’interconnessione delle Gpu nato per fronteggiare gli NVlink/switch di Nvidia, le due aziende potrebbero unire gli sforzi in maniera più significativa per consolidare il mondo x86. Ma anche questo potrebbe non bastare. Cosa c’è da attendersi da questa situazione non è chiaro, ma difficilmente sarà bello e probabilmente sarà senza l’Europa.

Tornando all’incontro stampa di tanti anni fa, qualche tempo dopo più o meno nella stessa situazione. In un’altra conferenza stampa dello stesso ministro con lo stesso addetto stampa e con lo stesso giovine cronista, un’altra domanda fu vergata sul fatidico foglio: “Ministro Gaspari, Dov’è Zuzzurro?”. Purtroppo anche questo foglio fu stracciato, e con lui qualsiasi possibilità di una vera e propria strategia italiana microelettronica, ieri italiana e oggi europea.

Leo Sorge
Leo Sorge
Leo Sorge è laureato in ingegneria elettronica, ma ha preferito divulgare scienze e tecnologie reali o presunte. Ritiene che lo studio e l’applicazione vadano separate dai risultati attesi, e che l’ambizione sia il rifugio dei falliti. Ha collaborato a molte riviste di divulgazione, alle volte dirigendole. Ha collaborato a molti libri, tra i quali The Accidental Engineer (Lulu 2017), Lavoro contro futuro (Ultra 2020) e Internetworking (Future Fiction 2022). Copia spesso battute altrui, come quella sull’ambizione e anche l’altra per cui il business plan e la singolarità sono interessanti, ma come spunti di science fiction.

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