Smart City è ora di usare le tecnologie disponibili

L’Intelligenza artificiale entra nel settore delle Città Intelligenti, ma l’Italia perde posizioni in questo settore: manca la cultura digitale per crescere

Le Smart City stanno attraversando una fase di transizione, con progressi alternati da sfide complesse. Tuttavia, il percorso è ormai tracciato e difficilmente si potrà tornare indietro. Parlare di città intelligenti oggi significa discutere non solo di intelligenza artificiale (AI), ma anche di trasformazione urbana e sostenibilità. In Italia, il tema delle Smart City viene affrontato, ma i risultati sono ancora modesti, come dimostrato dall’ultimo Smart City Index 2024 elaborato dall’Institute of Management Development (IMD). Mentre Zurigo si conferma la città più smart al mondo, l’Italia fatica a competere: Bologna è solo al 78° posto, seguita da Milano al 91° e Roma al 133°. Al vertice della classifica troviamo Oslo e Camberra, mentre l’Europa dimostra una forte leadership nel settore, con Ginevra, Copenaghen e Londra tra le prime dieci. La Svizzera, in particolare, spicca con ben tre città nella top ten.

Il ritardo dell’Italia nelle smart city

In Italia, nonostante l’attenzione sul tema, l’avanzamento delle Smart City è lento e le città italiane continuano a perdere posizioni. Uno dei principali problemi è la scarsa cultura digitale, come evidenziato dall’associazione Smart Buildings Alliance Italia Ets (SBA Italia). Solo il 46% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, secondo Eurostat, una lacuna che ostacola l’adozione di tecnologie per edifici e città intelligenti. Questa carenza limita la capacità degli italiani di investire in dispositivi per la gestione smart degli edifici, come sistemi di controllo remoto dei consumi o soluzioni di manutenzione preventiva.

Intelligenza artificiale: il futuro delle città intelligenti

L’intelligenza artificiale è destinata a rivoluzionare le città del futuro, con applicazioni che spaziano dalla mobilità urbana alla gestione dei rifiuti, fino al monitoraggio ambientale. Grazie all’AI, sarà possibile ottimizzare il traffico, analizzando in tempo reale i flussi di veicoli, suggerendo percorsi alternativi e prevenendo incidenti. L’AI può inoltre migliorare il trasporto pubblico, prevedendo la domanda e ottimizzando la frequenza delle corse. Anche la gestione dei parcheggi può beneficiare di sensori intelligenti, che aiutano gli automobilisti a trovare stalli liberi riducendo il traffico urbano.

In campo ambientale, l’intelligenza artificiale consente di monitorare la qualità dell’aria in tempo reale, fornendo informazioni critiche ai cittadini e permettendo interventi tempestivi in caso di emergenze. L’AI potrebbe anche svolgere un ruolo fondamentale nella gestione delle risorse idriche, identificando eventuali perdite e ottimizzando l’uso dell’acqua, come evidenziato dai recenti problemi estivi legati alle reti idriche italiane.

La sfida della cultura digitale in Italia

Uno dei principali ostacoli per il pieno sviluppo delle Smart City in Italia è la limitata alfabetizzazione digitale della popolazione. Domenico Di Canosa, presidente di SBA Italia, sottolinea come l’italiano medio investa in tecnologia principalmente per non sentirsi escluso dai social media, piuttosto che per migliorare la propria quotidianità. Di conseguenza, è necessaria una formazione digitale di massa per proiettare il Paese verso una piena integrazione delle tecnologie smart. Solo così sarà possibile sfruttare appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale e delle soluzioni digitali per gli edifici e le città.

Le soluzioni tecnologiche per le smart city

Sul mercato, diverse aziende stanno sviluppando soluzioni innovative per le Smart City. IBM è una delle realtà pionieristiche nel settore, con soluzioni che spaziano dalla gestione dell’energia alla sicurezza urbana, mentre Microsoft offre piattaforme cloud e strumenti per l’Internet delle Cose (IoT) a supporto delle città intelligenti. Anche Google propone tecnologie per il monitoraggio del traffico e l’analisi dei dati urbani. Cisco si concentra sulla creazione di reti intelligenti per connettere i vari elementi della città, fornendo una base infrastrutturale per l’implementazione dell’AI. Siemens e Schneider Electric, invece, si specializzano rispettivamente in infrastrutture intelligenti per l’energia e in soluzioni per l’automazione degli edifici.

Le smart home come pilastro delle città intelligenti

Le Smart Home giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle città intelligenti. L’IFA 2024 di Berlino ha messo in luce alcune delle principali innovazioni nel settore della domotica, con l’AI come protagonista. LG ha presentato il suo nuovo Hub ThinQ ON, compatibile con oltre 200 dispositivi di terze parti e progettato per automatizzare la gestione domestica, anticipando le abitudini degli utenti grazie all’intelligenza artificiale. Anche Samsung ha svelato la sua visione “AI for All”, con l’obiettivo di potenziare oltre 200 milioni di dispositivi Galaxy con funzionalità AI entro la fine del 2024. La crescita dell’ecosistema SmartThings, che attualmente connette oltre 500 milioni di dispositivi, dimostra come la domotica sia destinata a diventare sempre più integrata nella vita quotidiana.

Le sfide per il futuro delle smart city italiane

Per portare l’Italia al passo con le altre nazioni in termini di Smart City, sarà fondamentale affrontare diverse sfide. Il digital divide rappresenta ancora una barriera significativa, impedendo l’accesso equo alle tecnologie digitali. Gli investimenti necessari per trasformare le città richiedono risorse economiche considerevoli, e mancano ancora figure professionali capaci di progettare e gestire soluzioni innovative. Sebbene le soluzioni tecnologiche siano già disponibili, la politica e l’economia devono accelerare il processo di trasformazione per colmare il divario e garantire che le città italiane possano offrire servizi smart e sostenibili.

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