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Physical AI, omlox punta sullo standard aperto di localizzazione

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PROFIBUS & PROFINET International (PI), attraverso il Consorzio PI Italia, rilancia omlox, lo standard aperto per la localizzazione in tempo reale nella produzione industriale e nella logistica, come base comune per la cosiddetta Physical AI. L’obiettivo è evitare che fabbriche, magazzini e supply chain si ritrovino vincolati a sistemi di posizionamento proprietari e non comunicanti. A sostegno dell’interoperabilità, PI porta i risultati dell’ultimo Plugfest, svolto a giugno 2026 presso SmartFactoryOWL a Lemgo, in Germania, dove hardware e software di aziende diverse sono stati collaudati insieme in un ambiente industriale reale.

Perché la posizione è diventata un dato critico

Robot mobili autonomi, digital twin, sistemi di gestione del magazzino e software di ottimizzazione basati sull’AI hanno un requisito in comune: sapere con precisione dove si trovano persone, mezzi e merci. Secondo PI, i dati di localizzazione stanno passando da strumento operativo a infrastruttura critica per l’AI industriale. È un’evoluzione che accompagna la crescente diffusione della Physical AI e della robotica, cioè di sistemi in grado di percepire l’ambiente fisico e di agire in base al contesto.

Per Matthias Jöst, head of the Committee omlox di PI, i processi industriali sono sempre più dinamici, mobili e autonomi: perché persone, macchine e sistemi di AI possano collaborare in sicurezza, devono condividere una comprensione comune dello spazio e del movimento. In questa visione, dati di localizzazione aperti e interoperabili rappresentano la “base spaziale” della Physical AI. Un tema che riguarda da vicino anche le nuove piattaforme di robot che apprendono direttamente in linea di produzione.

Un livello neutrale tra UWB, BLE, Wi-Fi e RFID

Il rischio evidenziato dal consorzio è quello dei silos tecnologici: in assenza di interfacce aperte, ogni sistema di localizzazione resta isolato, con costi elevati di espansione e integrazione. omlox si propone come livello tecnologicamente neutrale, indipendente dai produttori, che armonizza i dati provenienti da Ultra-Wideband (UWB), Bluetooth Low Energy (BLE), Wi-Fi, GNSS, sistemi di localizzazione basati su immagini, RFID e dalle future tecnologie di posizionamento.

In pratica, le aziende possono combinare dispositivi e soluzioni di fornitori diversi secondo una logica best-of-breed, far evolvere l’infrastruttura nel tempo senza dover sostituire quanto già installato e mantenere il controllo sui propri dati spaziali. Un aspetto rilevante in un comparto in forte crescita anche in Italia, dove il mercato della robotica ha superato 1,1 miliardi di euro e si sta spostando verso integrazione software e sistemi di produzione adattivi.

Il banco di prova del Plugfest

L’interoperabilità viene verificata ogni anno nei Plugfest, sessioni in cui componenti sviluppati in modo indipendente vengono collegati in un ambiente industriale condiviso e testati in condizioni operative reali. All’edizione di giugno 2026 hanno partecipato 21 esperti di 9 aziende, che hanno messo alla prova 12 componenti omlox: infrastrutture UWB, tag di localizzazione, tecnologie di posizionamento complementari, omlox hub e applicazioni software industriali.

I test si sono concentrati sull’interazione tra elementi diversi, ad esempio tra tag UWB e omlox Core Zones o tra Complementary Zones e omlox hub. Secondo PI, le prove hanno dato esito positivo.

Il Plugfest è stato affiancato quest’anno da una conferenza ospitata da Fraunhofer IOSB-INA presso SmartFactoryOWL e organizzata insieme a PI. Le dimostrazioni dal vivo hanno riguardato automazione dei magazzini, robotica autonoma, applicazioni di sicurezza, ottimizzazione dei flussi di materiali e intelligenza operativa basata sull’AI.

Lo standard e le prospettive

omlox è presentato da PI come il primo standard aperto al mondo per la localizzazione nella produzione industriale e nella logistica. Definisce interfacce interoperabili tra tecnologie di localizzazione, infrastrutture, piattaforme software e applicazioni aziendali, con l’obiettivo di diventare il riferimento spaziale per fabbriche digitali, smart warehouse, supply chain connesse e nuove applicazioni di Physical AI.

In Italia lo standard è promosso dal Consorzio PI Italia, fondato nel 1994, che opera come punto di raccordo tra enti di standardizzazione, produttori e utilizzatori su temi come cybersecurity OT, diagnostica avanzata e interoperabilità, anche attraverso eventi sul territorio come l’IO-Link Day 2026. La sfida, per omlox, sarà ora tradurre i risultati dei test in adozione su larga scala negli impianti.

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