Celonis riscrive il process mining con il Context Model

Nata in Germania nel 2011 dall’intuizione di tre studenti, Celonis è oggi tra i nomi di riferimento del process mining, la disciplina che ricostruisce i processi aziendali reali a partire dalle tracce digitali lasciate dai sistemi gestionali. Da lì il gruppo ha fatto evolvere la propria tecnologia in una piattaforma di Process Intelligence, capace di affiancare all’analisi dei dati storici la lettura in tempo reale e la previsione.

Un passaggio che recentemente Gartner ha sancito, ribattezzando il proprio Magic Quadrant da Process mining a Process intelligence e collocando Celonis tra i Leader. Su un mercato stimato in 1,4 miliardi di dollari nel 2024 e proiettato a 21,92 miliardi entro il 2030 (fonte: Grand View Research), l’azienda prova ora a ridefinire i confini della propria piattaforma.

Dal mining dei processi al modello di contesto

Il fulcro della nuova fase è il Context Model, la rappresentazione digitale di come l’azienda opera realmente. Si fonda su tre elementi, i dati, la conoscenza del business e l’intelligence.

Il primo è la materia prima storica di Celonis, perché ogni sistema lascia una traccia digitale e ogni operatore che inserisce un ordine o esegue un’azione genera un evento che la piattaforma recupera per ricostruire la sequenza effettiva delle attività.

Quella traccia viene poi arricchita con la conoscenza del business, raccolta sedendosi accanto agli operatori per comprendere le regole e le logiche che guidano le decisioni, spesso custodite nella sola esperienza delle persone e assenti dai dati.

Il terzo elemento, reso possibile dall’avvento dell’AI, è il layer di intelligence, capace di leggere i dati di contesto e la conoscenza digitalizzata per supportare il processo decisionale delle aziende.

È qui che si colloca l’acquisizione di Ikigai Labs, società di origine accademica legata al MIT, annunciata a maggio 2026 insieme al lancio del Context Model. La tecnologia di Ikigai, fondata su un modello a grafo per dati tabellari e serie temporali, porta in dote capacità di pianificazione, simulazione e previsione.

Se finora Celonis si concentrava nell’analisi del passato e nella comprensione del presente, l’obiettivo dichiarato è ora anticipare ciò che potrebbe accadere e prevenire a monte le cause profonde delle inefficienze.

In Italia Celonis opera con una sede a Milano dal 2021. Tra i suoi clienti figurano Unipol, Zoppas Industries e Danieli, che hanno adottato la piattaforma tra il 2023 e il 2024, prima che integrasse questa evoluzione e che oggi sono in fase di migrazione verso la nuova versione.

Dove finisce la tecnologia e comincia la consulenza

In questo percorso tecnologia e consulenza diventano sempre più inscindibili.
“Nessuna piattaforma tecnologica può essere implementata senza supporto. Si tratta sempre di una combinazione di persone e di sistemi – conferma Mauro Terraneo, regional managing director di Celonis Italia -. La tecnologia può velocizzare quello che prima veniva fatto con un diagnostico tramite interviste e quella parte può essere così migliorata e resa molto più rapida. Ma l’apporto umano resta imprescindibile per comprendere il contesto e dare le linee guida alla tecnologia. Le due cose sono imprescindibili”.

I requisiti per ottenere risultati, del resto, vanno oltre il software. Conta la cultura aziendale e la maturità nell’affrontare trasformazioni avanzate, così come la presenza di sistemi gestionali sufficientemente standardizzati con cui la piattaforma deve poter dialogare.

Soprattutto conta la disponibilità e la qualità del dato, un fattore comune a ogni trasformazione digitale a prescindere dallo strumento adottato.

Terraneo conferma che, anche in Italia, molte aziende hanno già compiuto il passo di raggruppare le informazioni a livello globale e si stanno dotando di data layer come quelli di Databricks o Microsoft, che consentono ad applicativi come Celonis di attingere al dato attraverso un’unica integrazione invece di rincorrerlo su molteplici fonti

L’orchestrazione degli agenti AI e il nodo della sicurezza

L’AI si conferma un elemento con potenzialità rivoluzionarie e la postura strategica con cui si propone Celonis è quella dell’orchestratore, per portare il contesto operativo a diventare un layer di orchestrazione per applicare l’AI in modo efficace, affidabile ed efficiente.

La piattaforma Celonis è di tipo aperto e può operare con i principali fornitori di modelli linguistici, da Anthropic a OpenAI fino a Microsoft, lasciando al cliente la scelta degli agenti e fornendo il contesto necessario perché operino in modo efficiente. Con Anthropic, in particolare, Terraneo ha riferito di una partnership strategica orientata a sviluppare piloti specifici sull’impiego degli agenti AI in alcune aree di business, in partenza in queste settimane e attesi sul mercato nei prossimi mesi.

Ma la piattaforma, per le sue capacità di orchestrazione, può diventare anche uno strumento di controllo.

“La nostra tecnologia è in grado di fare il mining degli agenti – precisa Terraneo -. Lo stiamo già facendo, non ancora in Italia ma a livello europeo e in particolare in Germania, dove viene usata per attività di audit e di monitoraggio sul modo in cui gli agenti lavorano in determinati contesti aziendali, così da migliorarne efficacia, affidabilità e sicurezza”.

Il manager ci tiene anche a riaffermare come il controllo e l’intervento umano resteranno comunque  sempre necessari per supportare le decisioni strategiche e che solo le attività più semplici, come la generazione di una fattura o parte del procurement, potranno essere standardizzate e automatizzate

I settori, l’Italia e i prossimi mesi

In Italia l’azienda guidata da Terraneo punta a estendere il proprio raggio d’azione dalle aree tradizionali di finance, audit e procurement, verso le funzioni orizzontali dell’azienda. Sul piano dei mercati verticali Celonis copre le principali industrie, dal manifatturiero all’automotive fino all’energia, ambiti che il gruppo considera ben presidiati.

La crescita maggiore, per l’Italia, è attesa invece nel settore finanziario e nel consumer retail, con applicazioni che vanno dalla gestione dei sinistri assicurativi, come sta già avvenendo in Unipol, fino alla logistica e alla gestione di grandi eventi catastrofali.

Tra i settori in cui Celonis è presente in Italia vi sono anche la Pubblica Amministrazione, con alcune municipalizzate soprattutto nell’area romana, e la Difesa, un comparto dove pesano il tema della sovranità del dato, particolarmente sentito dalle aziende europee e quello dell’accesso alle infrastrutture e a informazion riservate. Entro fine anno il gruppo punta a finalizzare progetti già avviati con un operatore dell’automotive, uno assicurativo e uno dell’energia, consolidando la posizione di riferimento riconosciuta da Gartner.

Il posizionamento dell’azienda a livello europeo vede il primato tedesco, ma l’Italia si colloca bene, al pari della Francia e poco dietro i mercati più avanzati.

“L’Italia, all’interno dell’Europa, ha un’importanza strategica – conferma Terraneo -. Siamo un gruppo di circa 40 professionisti e l’anno scorso siamo stati premiati internamente come il paese che a livello internazionale ha saputo trattenere di più i propri clienti. A penalizzare un po’ Celonis in Italia concorrono la minore presenza di realtà enterprise e un’inferiore maturità tecnologica nell’approccio a queste trasformazioni, con la conseguenza che, talvolta, implementazioni complesse e di qualità ottengono ritorni inferiori a quelli che lo stesso progetto otterrebbe in Germania o nel Regno Unito. Una differenza che riflette, in fondo, anche il diverso peso economico dei rispettivi sistemi produttivi”.

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