Commvault verso l’enterprise sulla spinta del GDPR

Con l'arrivo del nuovo country manager Vittorio Bitteleri, l'azienda si indirizza verso il settore Enterprise con l'obiettivo di raddoppiare in 2 anni il proprio market share sfruttando anche le opportunità offerte dall'entrata in vigore del GDPR

Data management in blue glass blocks
© Marinini | Dreamstime Stock Photos

Commvault è nota prevalentemente come azienda di backup con una presenza relativamente contenuta nel settore enterprise. In realtà, l’offerta dell’azienda comprende una gamma di soluzioni che copre ad ampio spettro le tematiche legate al data management e alla protezione dei dati.

Con l’arrivo di Vittorio Bitteleri, già country manager del settore enterprise di Symantec, che ha assunto la guida di Commvault Italia da luglio 2017, l’azienda punta a ridefinire il proprio go-to market .

I cardini di questa evoluzione saranno una dedizione più spinta verso il settore enterprise, l’organizzazione di una struttura focalizzata su questo mercato e un rafforzamento del posizionamento come azienda di data management a 360 gradi.

“Credo che in questo momento – spiega Bitteleri – le maggiori opportunità di business siano nel data management piuttosto che nella sicurezza. Per diverso tempo questi due temi sono stati considerati come convergenti. Ritengo, invece, che le tematiche legate alla cybersecurity siano attualmente molto diverse da quelle del data management e che essere sul mercato con una focalizzazione su entrambi sia molto difficile. Non a caso Symantec, da cui provengo, ha deciso di separare queste due strade rendendo autonoma la componente Veritas”.

Vittorio Bitteleri, country manager di Commvault
Vittorio Bitteleri, country manager di Commvault

Nei confronti dei service provider italiani, che rappresentano un importante target di riferimento dell’azienda in Italia, l’approccio sarà di operare con un rapporto di partnership a livello sia tecnico sia commerciale anziché di fornitore-cliente.

A supporto di questo approccio arrivano anche nuove modalità di licenza delle soluzioni Commvault, con un approccio orientato al servizio e basato su abbonamento e opzioni di pay as you grow.

“L’obiettivo a livello globale – dichiara Bitteleri – è di duplicare in 2 anni il marketshare di Commvault, portandolo da 8% a 16%. In Italia abbiamo avviato una serie di investimenti, che includono l’apertura di un nuovo ufficio a Roma, un piano di assunzione di personale, il prossimo cambio di ufficio a Milano più rappresentativo”.

La spinta del GDPR

Bitteleri ritiene che in questo momento si stia attraversando una fase di ripensamento nell’approccio al data management, guidata dalla spinta del GDPR che avrà un forte impatto sulle aziende che hanno nel proprio “core business” tecniche di indicizzazione capillari dei dati.

“Penso che le aziende siano molto in ritardo rispetto all’entrata in vigore di questa normativa prevista per il 25 maggio 2017 – sostiene Bitteleri – con poca consapevolezza di ciò che richiede e la mancanza di budget allocati. Non sono previste proroghe, anche se è evidente che non si inizierà a controllare a tappeto”.

Il GDPR prevede molteplici richieste nella gestione e protezione dei dati a cui Commvault conta di fornire risposta con le proprie soluzioni. A livello tecnologico Commvault ci tiene a sottolineare il valore di essersi sviluppata senza alcuna acquisizione.

“Questo ci ha permesso di non dover affrontare le difficoltà nell’integrazione di soluzioni sviluppatesi in modo indipendente – precisa Bitteleri – perché la tecnologia alla base delle soluzioni di Commvault si è sviluppata in modo organico per diventare una soluzione unica e integrata. Questo lo consideriamo un notevole valore aggiunto”

Le funzioni a supporto del GDPR

Il diritto all’oblio ovvero la possibilità che un utente possa richiedere la distruzione di tutti i suoi dati è uno dei requisiti richiesti dal GDPR più complessi da soddisfare

La soluzione di indicizzazione di Commvault consente di rispondere a questa esigenza poiché permette di localizzare i dati personali distribuiti ovunque.

Per rispondere ai requisiti di data protection, la soluzione Commvault mette a disposizione funzioni di autodiscovery di malware, di backup/recovery, cifratura, accesso basato su ruoli, individuazione dei ransomware.

La possibilità di esportazione in molteplici formati (per esempio pdf e XML) risponde alle richieste di “data portability” previsti dal GDPR.

Infine, una serie di funzioni di audit e reporting risponde ai requisiti di governance richiesti dalla nuova normativa.

Commvault ha annunciato anche l’imminente il rilascio di una serie di appliance a supporto della propria architettura hyperscale, pensata per la scalabilità e il software defined storage.

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