L’access management di Imprivata arriva in Italia

La società statunitense di access management apre una presenza diretta nel nostro Paese promuovendo la sua piattaforma identity-first, forte di 4.400 clienti nel mondo e di una strategia di crescita costruita su acquisizioni mirate. Nel mirino sanità, manifattura e retail.

Imprivata ha scelto di presidiare direttamente l’Italia. L’azienda, fondata nel 2000 con sede a Waltham in Massachusetts, propone soluzioni di gestione degli accessi e delle identità digitali e ha ufficializzato l’ingresso nel mercato nazionale individuando un terreno reso fertile da due fattori convergenti: gli investimenti del PNRR e l’entrata in vigore della direttiva NIS2, recepita in Italia nell’ottobre 2024.  In oarticolare, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha destinato alla sola sanità (settore in cui Imprivata è particolarmente forte), ben 16,29 miliardi di euro, cifra che colloca il Paese davanti a Francia (circa 4,5 miliardi) e Germania (4,4 miliardi) e che ha accelerato digitalizzazione, interoperabilità e nuovi modelli di assistenza territoriale.

In parallelo si colloca un quadro di mercato generale che vede oggi il segmento globale dell’identity and access management stimato per il 2026 in 25,34 miliardi di dollari, in crescita verso i 77,92 miliardi del 2034 (Fonte Fortune Business Insights), con l’Europa che vale 5,93 miliardi nel 2026 e resta sotto pressione proprio per i vincoli normativi di Paesi come Italia, Germania e Spagna.

Nel comparto sanitario, dove Imprivata ha costruito la propria reputazione, il mercato dovrebbe passare da 1,91 miliardi di dollari nel 2025 a 4,26 miliardi nel 2030, con una crescita media annua del 17,46% (fonte Grand View Research).

Gilberto Bonutti regional sales manager and head of Italy Imprivata
Gilberto Bonutti, Regional sales manager e Head of Italy di Imprivata

“L’Italia non è soltanto una nazione in più da mettere a portafoglio – sostiene Gilberto Bonutti, regional sales manager e head of Italy di Imprivata – ma è un punto di svolta, grazie anche al PNRR e a un ecosistema che ha smesso di chiedersi se digitalizzare per concentrarsi su come farlo senza generare fragilità operativa”.

In cinque lustri di attività Imprivata ha raggiunto circa 1.400 dipendenti e 4.400 clienti che, secondo Bonutti, corrispondono a circa 13 milioni di utenti gestiti. Nel portafoglio figurano realtà come Accenture, 3M, Metro e Delta Air Lines, mentre in ambito sanitario il riferimento va a strutture come il Phoenix Children’s Hospital negli Stati Uniti e a operatori del sistema sanitario britannico. La crescita poggia su una politica di acquisizioni costante: dal 2015 al 2025 la società ne ha completate otto, quasi una all’anno. Tra le più rilevanti, SecureLink (2022), confluita nelle funzionalità di privileged access per fornitori e clienti, Xton Technologies, alla base dell’attuale Privileged Access Management e Verosint, rilevata nel 2025 per le capacità di Identity Threat Detection and Response.

Ogni operazione ha avuto un obiettivo dichiarato, ridurre la complessità per il cliente finale, consolidando in un’unica offerta funzioni che il mercato propone in modo frammentato.

Una piattaforma unica che supporta anche gli agenti AI

L’approccio è quello che l’azienda definisce Identity-first a indicare una piattaforma in grado di coprire l’intero ciclo di vita dell’identità digitale, dall’Enterprise Access Management con accesso tramite badge a postazioni condivise, singoli computer e dispositivi connessi, fino al Single Sign-On per applicazioni on-premise, cloud e remote, all’autenticazione multifattore, alle modalità senza password e al privileged access management per gli account a maggior rischio.

“L’obiettivo è dare al cliente una piattaforma con cui accedere al dispositivo fisico, al mobile, al virtuale e agli accessi privilegiati, gestendo le terze parti e la governance dell’identità digitale – prosegue Bonutti –, senza costringerlo a moltiplicare fornitori, contratti e punti di contatto”.

In concomitanza con il debutto italiano la società ha presentato Agentic Identity Management, soluzione pensata per gli agenti AI autonomi che operano nelle reti aziendali e sanitarie. La tecnologia applica a questi agenti le stesse logiche di controllo previste per gli utenti umani, inserendoli nel medesimo perimetro di sicurezza per prevenire manipolazioni come gli attacchi di prompt injection, capaci di corrompere dati clinici o bloccare sistemi di laboratorio.

Autenticando gli agenti, applicando il principio del privilegio minimo e monitorando l’attività in tempo reale, Imprivata punta a consentire l’implementazione sicura degli agenti AI al fine di per sfruttarne le potenzialità di miglioramento produttivo senza ridurre la capacità di controllo.

Mercati e target oltre la sanità

Il settore sanitario resta per Imprivata un mercato di riferimento importante, con ospedali, aziende sanitarie locali e strutture assistenziali private come destinatari principali. La complessità del mercato italiano, dove i software medicali in uso sono molti di più rispetto agli Stati Uniti, rappresenta secondo l’azienda un banco di prova significativo proprio per la capacità di integrazione con sistemi e dispositivi eterogenei. L’access management si estende però a manifattura, retail e a tutti i comparti mission-critical, dall’energia ai trasporti, dalla finanza alle telecomunicazioni.

“Imprivata opera su ambienti complessi e critici, dove la moltiplicazione di sistemi e password rischia di trasformare la digitalizzazione in un ostacolo anziché un volano di innovazione – puntualizza Bonutti –. L’esigenza di coniugare importanti obiettivi di trasformazione digitale con crescenti requisiti di sicurezza ed efficienza operativa interessa certamente le organizzazioni sanitarie in tutta Italia, ma è una sfida che riguarda molti settori. Tra queste il manifatturiero dove la continuità produttiva e la sicurezza delle tecnologie operative sono punti nevralgici e il retail, dove la forza lavoro e i punti vendita distribuiti richiedono agilità, protezione dei dati e un controllo degli accessi robusto. Il nostro compito è garantire un accesso sicuro e veloce, tenendo insieme efficienza operativa, conformità e resilienza all’interno di un’unica logica, evitando di gestirle come progetti separati”.

Sul piano tecnologico l’azienda lavora con software e hardware certificati, con supporto non solo dei sistemi di autenticazione online ma anche delle soluzioni on premise basate su lettori di badge e di impronta digitale, puntando a contrastare con i sistemi di volta in volta più efficaci, le pratiche non conformi diffuse nelle organizzazioni complesse, dalle credenziali condivise alle sessioni lasciate aperte fino agli account di servizio generici, in linea con i requisiti di GDPR e NIS2.

L’intelligenza artificiale rientra nel paniere delle tecnologie di Imprivata e viene oggi utilizzata per individuare e mitigare i rischi e per isolare i malware, in una piattaforma che integra contesto ed evidenza degli accessi per stabilire chi sta facendo cosa, su quale dispositivo e in quale momento.

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