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Vertiv accelera sull’AI Infrastructure

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La trasformazione in atto nel settore dei data center procede a un ritmo che solo pochi anni fa sarebbe stato difficilmente immaginabile. L’impulso arriva dalla combinazione tra l’evoluzione delle piattaforme NVIDIA e la necessità di creare infrastrutture capaci di sostenere un computing sempre più denso e ad alta intensità energetica adatto ai requisiti dell’AI. In questo scenario Vertiv interpreta il cambiamento come una fase di ridefinizione dell’intera catena del valore, dal design alla costruzione fino alla gestione dell’infrastruttura digitale.

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Giordano Albertazzi, Chief Executive Officer di Vertiv

Giordano Albertazzi, CEO di Vertiv, nel corso della Vertiv Week che si è svolta lo scorso novembre a Tognana in provincia di Padova, individua il punto nevralgico nel passaggio da modelli tradizionali di costruzione a un paradigma basato su reference design. La logica è quella di ridurre drasticamente il time-to-deploy, abilitare architetture standardizzate e pronte per i nuovi chip GPU e rendere possibile una scalabilità non più misurata in megawatt, ma in gigawatt.

Mentre una parte del mercato continuerà a muoversi secondo approcci tradizionali, un’altra parte accelererà in modo drastico sulle architetture pre-ingegnerizzate: le uniche in grado di rendere coerenti i tempi di realizzazione dei data center con la velocità di sviluppo della domanda.

In questo contesto Vertiv punta su architetture di riferimento in linea con il blueprint DSX sviluppato da NVIDIA, capace di anticipare le esigenze delle future generazioni di processori e server e di supportare configurazioni versatili e applicabili su larga scala.

All’interno di questa nuova stagione di infrastrutture iper-performanti, Vertiv si ritaglia non solo un ruolo da fornitore di soluzioni tecnologiche, ma anche quello di attore coinvolto in modo diretto nella definizione dei modelli con cui l’intera industria costruirà i data center del prossimo decennio.

Domanda globale, tecnologia e nuove dinamiche

Albertazzi riassume lo scenario attuale attraverso due dimensioni complementari. La prima riguarda l’intensità della domanda e la capacità dei singoli mercati di trasformarla in progetti concreti. La seconda riguarda l’evoluzione tecnologica, oggi talmente rapida da rappresentare un fattore strategico di differenziazione per chi progetta, costruisce e gestisce infrastrutture critiche.

Oltre alla velocità, anche la variabile geografica sta generando un’evoluzione asimmetrica. Secondo il CEO di Vertiv, il Nord America continua a guidare l’espansione con un vantaggio temporale stimato tra i 12 e i 24 mesi rispetto al resto del mondo. L’accelerazione è evidente anche in India, nel Sud-est asiatico, nel Medio Orient, in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. L’Europa, invece, fatica ad avviare iniziative operative. A rallentare la messa a terra dei progetti concorrono la carenza di potenza disponibile, la complessità regolatoria e un contesto autorizzativo più articolato.

Eppure, Albertazzi fa osservare come i tassi di vacancy dei data center europei siano ai minimi storici: un indicatore che anticipa una fase di forte accelerazione nei prossimi mesi, pur con un ritardo fisiologico rispetto a Stati Uniti e Asia. Anche nell’adozione delle tecnologie di nuova generazione, secondo il CEO di Vertiv, l’Europa si posiziona oggi leggermente indietro; soprattutto per quanto riguarda il liquid cooling e i futuri modelli di distribuzione elettrica ad alta tensione in corrente continua a 800 V o a ±400 V.

L’avanzata dell’AI, peraltro, sta spingendo non solo verso architetture più complesse ma anche verso un ruolo crescente di batterie e sistemi di energy storage come elementi attivi nella gestione della potenza anziché come semplici componenti per il backup.

Rispondere alle sfide energetiche e industrializzare il data center

La questione energetica, soprattutto nell’area EMEA, emerge come uno dei principali fattori di rallentamento. Vertiv vede un aumento significativo nell’utilizzo di generazione on-site, spesso basata su fonti rinnovabili oppure turbine a gas o motori endotermici, con l’obiettivo di compensare limiti infrastrutturali e garantire continuità di fornitura a siti di grandi dimensioni. Questo modello richiede powertrain e sistemi termici più evoluti, capaci di integrare fonti diverse e di dialogare in modo intelligente con la rete, come quelli proposti da Vertiv.

Parallelamente cresce l’interesse per architetture prefabbricate e preingegnerizzate e Vertiv interpreta questa tendenza come un cambiamento strutturale in cui il data center passa da un modello di costruzione tradizionale a un processo industrializzato in cui cicli ripetibili e produzione modulare diventano strumenti essenziali per mantenere il ritmo imposto dall’AI. L’azienda considera questo modello il vero abilitatore della futura crescita su scala gigawatt.

La crescita finanziaria di Vertiv conferma la solidità del suo modello industriale. Nell’’ultimo report finanziario indirizzato agli investitori si legge di un tasso di crescita 2025 verso il 2024 del fatturato organico nell’ordine del 27%. Le valutazioni degli analisti fanno riferimento a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) delle vendite organiche compreso tra il 12% e il 14% nei prossimi cinque anni, trainato dalla massiccia domanda di infrastrutture di intelligenza artificiale, in particolare soluzioni di raffreddamento e alimentazione per i data center.

La strategia tecnologica si fonda su un portfolio che Albertazzi definisce ben bilanciato e coerente con le esigenze del mercato e focalizzato su tutto ciò che riguarda la critical digital infrastructure.

Il CEO ricorda come qualche anno fa c’era chi metteva in dubbio la necessità dei sistemi di alimentazione in corrente continua di Vertiv: un ambito considerato in passato un segmento marginale ma che oggi si rivela una competenza decisiva per i nuovi progetti per ambienti ad altissima densità energetica.

Nel complesso Vertiv interpreta la trasformazione del settore non come una semplice corsa alla capacità, ma come un cambio di paradigma fondato su industrializzazione, accelerazione tecnologica e capacità di portare sul mercato soluzioni già pronte per il futuro, posizionandosi come uno dei protagonisti della nuova frontiera del data center: un fronte che sempre più coincide con la crescita esponenziale delle applicazioni AI e con l’urgenza di realizzare infrastrutture globali su scala senza precedenti.

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