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Siemens ridisegna il futuro della produzione industriale

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Il concetto di “industria intelligente” ha compiuto negli ultimi anni un balzo che va ben oltre l’automazione tradizionale. Oggi si parla di Industrial AI, un paradigma che non consiste soltanto nell’applicare algoritmi a processi esistenti, ma nell’integrare nativamente intelligenza artificiale e competenze di dominio industriale per trasformare l’intero ciclo di vita del prodotto: dal design al service.

Questa visione è parte di una traiettoria che ha già attraversato due transizioni epocali: la quarta rivoluzione industriale, segnata dalla digitalizzazione e dalla convergenza IT/OT e l’attuale fase che sempre più analisti chiamano Industria 5.0, in cui produttività, sostenibilità e centralità delle persone diventano priorità imprescindibili.

Siemens pioniere e leader nell’AI industriale

Già dall’inizio degli anni ’70, il Dipartimento Centrale di Ricerca di Siemens stava esplorando le potenzialità dell’AI applicata all’industria, anticipando di decenni le evoluzioni che oggi stanno trasformando il mondo produttivo.

L’impegno costante e strutturato, che ha reso Siemens un punto di riferimento per l’AI industriale a livello globale è oggi confermato dai dati: 3.700 domande di brevetto AI depositate, primo posto in Europa per brevetti AI (13° al mondo), oltre 500 famiglie di brevetti AI attivi, oltre 1.400 esperti di AI distribuiti in laboratori di ricerca in Europa, Stati Uniti e Asia.

Questi risultati consentono a Siemens di porre le basi per quelle che si prospettano le prossime due rivoluzioni nell’ambito dell’AI e di proporsi per guidare le aziende nel processo decisionale e accompagnarle lungo un percorso personalizzato e sostenibile.

Dall’automazione all’intelligenza agentica alla physical AI

Negli ultimi due anni l’attenzione pubblica si è concentrata sulla AI Generativa, resa popolare da modelli come GPT. Ma in ambito industriale lo scenario si è già spostato oltre: l’Agentic AI consente di passare da sistemi che forniscono risposte a sistemi che, in autonomia, eseguono task, orchestrano attività e interagiscono con macchine, software e persone in ambienti dinamici.

Una competenza che prepara già il passaggio futuro verso la Physical AI in cui l’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica consentirà di interagire direttamente con il mondo fisico. In questo modo l’AI non sarà solo uno strumento, ma un vero e proprio agente di trasformazione.

Siemens ha costruito un ecosistema completo per semplificare l’adozione dell’AI che comprende: Competence center dedicati, modelli software as a service, programmi di formazione mirati; una rete di partner certificati per l’implementazione operativa.

Siemens Industrial Copilot

L’approccio sviluppato da Siemens con Industrial Copilot è un esempio concreto per “mettere a terra” nel mondo industriale e manifatturiero i benefici dell’AI.

Questa soluzione automatizza attività ripetitive come la gestione dei dati, la configurazione dei sensori e la reportistica, permettendo agli ingegneri di concentrarsi su lavori più complessi e a valore aggiunto. In tal modo l’AI diventa interfaccia naturale tra l’operatore e la fabbrica, capace di tradurre linguaggio naturale in azioni specifiche, di suggerire correzioni, di generare codice per PLC e di supportare l’ingegneria in tempo reale.

A questo si aggiunge la prospettiva degli Industrial AI Agents che operano come “specialisti” in aree specifiche (dal controllo qualità all’analisi dei sensori) coordinati da un orchestratore centrale.

Un’opportunità per l’Italia

Per un Paese manifatturiero come l’Italia, l’Industrial AI rappresenta un’occasione unica. Secondo lo studio AI 4 Italy from theory to practice realizzato da The European House – Ambrosetti insieme a Microsoft, l’adozione della sola AI generativa può generare fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo per il sistema-Paese, pari all’incirca al PIL della Lombardia.

La natura “cloud-based” delle soluzioni riduce la barriera d’ingresso, rendendo queste tecnologie accessibili non solo alle grandi aziende ma anche alle PMI. È proprio qui che Siemens Italia sta concentrando parte delle proprie iniziative, mostrando come strumenti quali Industrial Copilot possano supportare l’engineering in studi tecnici con pochi progettisti tanto quanto in stabilimenti di scala globale.

Valore aggiunto e impatto sul business

L’adozione di Industrial AI trova la sua naturale declinazione in un contesto di smart factory che permette di abilitare tre direttrici fondamentali di valore.

La prima è l’efficienza. L’AI riduce tempi di progettazione, velocizza la messa in servizio degli impianti e abilita manutenzione predittiva, con riduzioni dei fermi macchina che studi indipendenti stimano fino al 30% (fonte: McKinsey, The state of AI in 2023: Generative AI’s breakout year).

La seconda è la flessibilità, fondamentale per il manufacturing europeo e italiano, caratterizzato da produzioni ad alta variabilità. L’AI consente di simulare scenari alternativi, riprogrammare linee produttive e orchestrare supply chain in modo dinamico, un aspetto che Gartner individua come chiave per la resilienza delle aziende manifatturiere nei prossimi cinque anni (fonte: Gartner, Predicts 2024: Future of Supply Chain Operations).

La terza è la sostenibilità, perché l’AI è i grado di analizzare consumi ed emissioni, creando le condizioni per ottimizzare l’uso delle risorse e supportare strategie di economia circolare.

Per Siemens, questo significa integrare Industrial AI nella piattaforma Xcelerator, dove le applicazioni vengono sviluppate, scalate e condivise in un ecosistema aperto che comprende partner e aziende.

Verso una nuova idea di fabbrica

Tutto ciò pone le basi per costruire la fabbrica del futuro. Un futuro più vicino di quanto si possa pensare, in cui la fabbrica non sarà soltanto connessa o automatizzata ma cognitiva, all’interno della quale AI agentici collaboreranno con operatori, ingegneri e manager per prendere decisioni in tempo reale, personalizzare la produzione, ridurre sprechi e creare valore lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.

È questo lo scenario in cui Siemens si propone come partner tecnologico e industriale, non limitandosi a fornire strumenti ma costruendo, insieme alle imprese, un ecosistema aperto, data-driven e sostenibile.

Un ecosistema in cui l’AI smette di essere tecnologia a sé stante e diventa parte integrante del DNA della manifattura.

Engineering Copilot for Totally Integrated Automation (TIA) Portal

Engineering Copilot for TIA Portal è l’assistente che si connette direttamente al TIA Portal con l’obiettivo di aumentare l’efficienza dei processi di ingegneria, ridurre il peso delle attività ripetitive, diminuire gli errori e introdurre l’automazione guidata dall’AI nei flussi di lavoro giornalieri. Attraverso un’interfaccia che permette l’interazione in linguaggio naturale, gli ingegneri dell’automazione possono generare rapidamente codice SCL o JavaScript, creare pannelli di visualizzazione per le interfacce uomo macchine (HMI), documentare il codice, tradurre testi e ottenere risposte a quesiti legati all’automazione. Questo consente di migliorare la qualità dei progetti e ridurre i tempi di sviluppo spostando l’attenzione verso compiti di maggior valore.

In prospettiva, Siemens Industrial Copilot si configura come un insieme di assistenti basati su intelligenza artificiale generativa, integrati attraverso l’intera catena del valore dei clienti e applicati a diversi settori industriali e casi d’uso.

Siemens in Italia e nel mondo: i numeri di un presidio strategico

In Italia Siemens è presente dal 1899 e oggi conta 2.800 collaboratori, con un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro. Il quartier generale è a Milano, affiancato da centri di eccellenza a Bologna e Genova e da due Digital Experience Center a Milano e Piacenza, luoghi di sperimentazione e co-creazione con i clienti.

Le attività spaziano dalle soluzioni per l’industria digitale alle infrastrutture intelligenti, dalla mobilità alle tecnologie per la salute, coprendo l’intera catena del valore industriale e infrastrutturale. L’Italia è riconosciuta come mercato strategico, per dimensioni della manifattura e capacità di innovazione, in particolare nel percorso di trasformazione avviato dal PNRR.

Il posizionamento italiano si inserisce in un quadro globale imponente. Nell’anno fiscale 2024 Siemens ha registrato un fatturato di 75,9 miliardi di euro e un utile netto di 9 miliardi. Il Gruppo è tra le prime dieci aziende software a livello internazionale e investe in ricerca e sviluppo più di 6,3 miliardi di euro l’anno, da cui solo nell’anno fiscale 2024 sono scaturite 5.250 nuove invenzioni e 2.900 domande di brevetto.

Alla base di questa accelerazione c’è una strategia che combina acquisizioni mirate e partnership con i principali attori globali della tecnologia, da Microsoft a Nvidia, da Accenture a Sony e AWS.

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