Nel contesto della cybersecurity, l’acronimo DFIR (Digital Forensics and Incident Response) indica l’insieme di tecniche e strumenti utilizzati per analizzare incidenti informatici, raccogliere prove digitali e rispondere in modo strutturato agli attacchi. Si tratta di una disciplina che unisce competenze di investigazione forense a capacità operative di contenimento e remediation, con l’obiettivo di identificare, documentare e neutralizzare gli attacchi informatici in modo tempestivo ed efficace.
Gli investigatori digitali si trovano a dover gestire quantità crescenti di dati provenienti da fonti eterogenee come file PST, dischi cifrati, sistemi cloud, dispositivi mobili, log di sistema; spesso in condizioni di emergenza. In questo scenario, la rapidità di elaborazione, la profondità dell’analisi e la possibilità di produrre risultati legalmente difendibili diventano fattori determinanti.
La velocità è essenziale
In scenari in cui la velocità di risposta è determinante, disporre di un’infrastruttura investigativa capace di operare con precisione e trasparenza si traduce in un vantaggio competitivo e in una garanzia di resilienza per l’intera organizzazione.
In un caso reale, Peri Storey, Senior Product Marketing Manager di OpenText, ha messo a confronto EnCase Forensic Cloud Edition 21.4 con un software concorrente. Con 13 file PST da 75 GB e oltre 500mila email, EnCase ha completato l’indagine in 2,5 ore contro le 10 ore dello strumento alternativo: una riduzione del 75% nei tempi di elaborazione. In un secondo test, con un file da 26 GB e 41mila email, EnCase ha richiesto 20 minuti contro oltre un’ora del concorrente.
Il valore della piattaforma OpenText risiede nell’approccio artifact-first: invece di processare ogni bit, gli strumenti EnCase si focalizzano subito sugli elementi rilevanti (cronologie, log, metadata, email, file critici), permettendo di isolare le evidenze utili e accelerare il lavoro investigativo. La piattaforma include OCR, preview delle directory, supporto multilingua e funzioni dedicate per l’analisi dei social media.
Acquisizione distribuita e conformità delle prove
Grazie alla compatibilità con oltre 36mila tipi di dispositivo e alla possibilità di acquisizione remota, gli strumenti DFIR OpenText permettono agli analisti di operare anche in ambienti distribuiti, ibridi o cifrati (per esempio BitLocker, FileVault), senza compromettere l’integrità probatoria.
La piattaforma consente di acquisire dati da fonti complesse come Microsoft 365, Facebook, dispositivi mobili e file system cifrati, mantenendo una tracciabilità continua. Questa flessibilità si estende anche all’acquisizione remota in tempo reale, utile nei casi in cui il dispositivo target non è fisicamente accessibile. L’intero processo di raccolta delle prove è documentato in modo dettagliato e conforme alle best practice della digital forensics, assicurando così la validità e difendibilità legale del materiale acquisito.
Collaborazione, reporting e automazione
Nel contesto delle indagini digitali, la capacità di generare report strutturati e condivisibili non rappresenta solo un’esigenza documentale, ma un vero e proprio fattore abilitante per la gestione coordinata dell’incidente. Gli strumenti DFIR di OpenText rispondono a questa necessità con una piattaforma progettata per favorire la cooperazione tra team tecnici, legali e di compliance, semplificando l’accesso alle evidenze e garantendo una visione unificata delle informazioni raccolte.
I report sono altamente personalizzabili e adatti a diversi livelli di lettura, consentendo una narrazione coerente dell’indagine che tiene conto tanto delle esigenze forensi quanto dei vincoli normativi e di audit. Le dashboard interattive permettono un monitoraggio costante dello stato dell’analisi, facilitando il coordinamento tra le funzioni aziendali coinvolte e migliorando la reattività complessiva nella gestione dell’incidente.
Un ulteriore elemento distintivo della piattaforma è l’elevato grado di automazione integrato nei flussi di lavoro. Attività ripetitive e time-consuming come l’estrazione di metadati, l’indicizzazione dei contenuti, la ricostruzione delle timeline o l’analisi dei log vengono gestite attraverso workflow preconfigurati, riducendo il margine di errore e velocizzando l’intero processo investigativo. L’integrazione di tecnologie basate su intelligenza artificiale consente inoltre di affinare la classificazione dei dati e identificare rapidamente le evidenze rilevanti, anche in presenza di dataset voluminosi e complessi.
Questa sinergia tra collaborazione, automazione e capacità di reporting conforme alle normative rende la suite DFIR di OpenText uno strumento strategico non solo per accelerare le indagini, ma per migliorarne l’affidabilità, assicurando che ogni azione compiuta sia tracciabile, ripetibile e legalmente difendibile.
