Dojo, azienda specializzata in servizi di pagamento digitale, orientata al mondo retail, ha avviato la sua espansione internazionale arrivando in Italia nel 2024, dopo aver consolidato la sua presenza in Inghilterra e Irlanda.
Grazie a terminali di nuova generazione e a un’infrastruttura cloud altamente integrata, Dojo punta a ridurre le inefficienze e migliorare la redditività degli esercenti, fornendo allo stesso tempo un supporto umano e diretto.
L’arrivo di Dojo in Italia porta un uovo player nel mercato dei pagamenti digitali, proponendo una soluzione orientata alle esigenze degli esercenti.

Antonio di Berardino, country manager per l’Italia di Dojo, racconta: “Nei primi sette anni dell’attività abbiamo sviluppato un modello distributivo che ha permesso di conoscere il mercato a fondo e di rispondere alle vere esigenze dei clienti, non solo con prodotti, ma con soluzioni pratiche e personalizzate.
Abbiamo quindi deciso di creare qualcosa che andasse al di là dei limiti dei modelli distributivi tradizionali. L’azienda ha così investito massicciamente nel software engineering per sviluppare in-house una piattaforma in grado di migliorare l’efficienza operativa degli esercenti, riducendo i tempi di transazione e offrendo soluzioni integrate.
Questo approccio è stato alla base del successo di Dojo portandola oggi a contare circa 150mila clienti nel Regno Unito, con transazioni annuali per 42 miliardi di sterline e consentendo al suo country manager di affermare che: “Siamo convinti che la nostra offerta possa fare la differenza anche nel mercato italiano non solo per la tecnologia che offriamo, ma per la passione e l’attenzione che mettiamo nel supporto ai nostri clienti.”
L’espansione in Italia: un’opportunità per rinnovare i pagamenti digitali
L’Italia rappresenta una sfida e un’opportunità per Dojo. Secondo De Bernardino, il Paese si configura come un mercato dalle enormi potenzialità per i pagamenti digitali con stime per il 2024 che prevedono un volume di transazioni digitali di circa 450 miliardi di euro, con una crescita dell’8,6% rispetto all’anno precedente” (fonte: Osservatorio Politecnico di Milano, https://www.osservatoriopolimi.it).
Un altro dato interessante riguarda la riduzione dello scontrino medio, passato da 45 euro nel 2023 a 42 euro nel 2024. Questo indica un maggiore utilizzo dei pagamenti digitali anche per transazioni di basso valore, confermando il passaggio verso una cultura “cashless” più simile agli altri Paesi europei.
Un’innovazione pensata per semplificare la vita degli esercenti
Dojo ha individuato una serie di problematiche nel mercato italiano che non vengono adeguatamente affrontate dai mediatori di pagamento tradizionali.
Tra queste, la scarsa velocità di transazione e la presenza di terminali obsoleti che non sfruttano appieno le potenzialità delle nuove tecnologie risultando incapaci di gestire rapidamente le transazioni nei momenti di picco, traducendosi in lunghe code e inefficienze per gli esercenti.
Uno dei punti di forza dell’offerta Dojo è anche la semplificazione delle operazioni di riconciliazione e gestione degli incassi. La piattaforma sviluppata dall’azienda consente di integrare facilmente le operazioni di backoffice, rendendo le transazioni più rapide ed efficienti con accreditamenti il giorno successivo all’incasso.
“L’obiettivo è regalare tempo agli esercenti – conclude Di Berardino – permettendo loro di dedicarsi a ciò che conta davvero: offrire la migliore esperienza possibile ai propri clienti . Oltre all’efficienza, Dojo si distingue per il suo approccio umano nella vendita e nel supporto ai clienti: quando un esercente ha un problema, c’è una persona in carne e ossa che lo aiuta, non un disco registrato. Il nostro servizio clienti permette di risolvere il 90% delle problematiche da remoto, senza interrompere le operazioni”.

