Site icon bizzIT.it – Magazine di Information Technology B2B

Open Source, il motore della trasformazione digitale

open-source-il-motore-della-trasformazione-digitale

Immagine di Freepik

L’open source è diventato grande; da nicchia per nerd è cresciuto fino a diventare un pilastro delle infrastrutture IT nel mondo enterprise. Oggi non ha più l’aura del garage con gli sviluppatori che creano e condividono codice, da diverso tempo non è più così. Oggi, parlare di open source significa parlare del cuore del mondo IT, un cuore fatto di codici ed esperienze condivise che impattano su tutti gli ambiti del business, spesso incentivati anche dalle normative che promuovono l’adozione di soluzioni open source nel settore della pubblica amministrazione e non solo.

Emanuele Caronia, Founder e CEO di Exelab
Emanuele Caronia, Founder e CEO di Exelab

A sottolinearne l’importanza è Emanuele Caronia, CEO di Exelab, system integrator romano: “L’open source è un pilastro della trasformazione digitale aziendale. L’evoluzione dei modelli di sviluppo basati su AI e analisi dei dati ha reso le tecnologie open un acceleratore strategico: framework come TensorFlow e PyTorch alimentano l’innovazione in ambiti chiave, mentre iniziative come DeepSeek dimostrano come anche nel settore degli LLM l’open source possa competere con soluzioni proprietarie. Questa evoluzione rappresenta un’opportunità e una sfida per gli operatori ICT. Opportunità, perché la trasparenza e la flessibilità dell’open source consentono di sviluppare soluzioni personalizzabili, riducendo il rischio di lock-in tecnologico. Tuttavia, la crescente complessità delle infrastrutture richiede un approccio strutturato alla governance e alla sicurezza. Secondo Kpmg, il 78% delle aziende utilizza componenti open source senza adeguati processi di monitoraggio, aumentando il rischio di vulnerabilità nella supply chain del software. Le imprese che vogliono trarre il massimo dall’open source devono coniugare agilità e sicurezza, adottando strategie come la mappatura delle dipendenze software, l’automazione degli aggiornamenti e l’integrazione con framework di threat intelligence. In un mondo in cui velocità e affidabilità sono cruciali, l’open source non è solo una scelta tecnica, ma un vantaggio competitivo da gestire con visione e responsabilità”.

Massimiliano Battigaglia, head of managed services VEM Sistemi

Anche per Massimiliano Battigaglia, product manager di VEM Sistemi, l’open source è più che una soluzione per ridurre i costi delle licenze: “Se in passato era considerato un modo per contenere i costi di licenza, oggi rappresenta un motore di sviluppo in diversi settori strategici, quali l’intelligenza artificiale, il cloud computing e la cybersecurity. L’integrazione con i modelli di sviluppo DevOps e Infrastructure as Code (IaC) ha reso l’open source un acceleratore di automazione ed efficienza operativa. Tuttavia, ogni evoluzione implica nuove sfide: una di queste è la gestione della sicurezza. Per cogliere le opportunità e al contempo mitigare i rischi, gli operatori del mondo ICT possono adottare diverse misure: in primo luogo, investire in soluzioni di sicurezza e conformità, come tecnologie di automated security scanning, strumenti di gestione della Software bill of materials (Sbom) e l’adozione di un approccio zero trust. Inoltre, la gestione efficiente di infrastrutture complesse richiede strumenti avanzati di observability e monitoraggio, che garantiscano un controllo proattivo sulle performance e la sicurezza delle architetture. Infine, la partecipazione attiva delle aziende alle community open source, contribuendo ai progetti chiave, rappresenta un’occasione per indirizzarne gli sviluppi e garantire un vantaggio competitivo duraturo”.

Massimiliano Bellifemine, responsabile della digital factory cloud & data driven applications di Exprivia

Secondo Massimiliano Bellifemine, responsabile della digital factory cloud & data driven applications di Exprivia, l’importanza dell’open source nelle aziende è in costante aumento: “Oggi è diventato essenziale in infrastrutture complesse e progetti innovativi, con un’adozione crescente da parte di aziende di ogni settore. Piattaforme open source come Kubernetes, TensorFlow e Apache Kafka sono esempi significativi di strumenti che permettono di attuare la trasformazione digitale, rispondendo a esigenze sempre più avanzate in termini di rapidità e scalabilità. Oggi l’open source si distingue anche per il suo approccio collaborativo e agile, e favorisce la rapida disponibilità di piattaforme e strumenti. Nel contesto degli operatori ICT, l’open source è una risorsa strategica per ottimizzare i costi, migliorare l’agilità operativa e introdurre innovazione e sperimentazione in modo rapido ed efficace. La flessibilità dell’open source consente alle aziende di personalizzare le soluzioni e di integrarle nelle infrastrutture esistenti. Tuttavia, questa evoluzione pone anche importanti sfide: la sicurezza e l’affidabilità rimangono temi critici. Per affrontarle è necessario adottare un approccio integrato che operi su più fronti: stringere partnership con le community open source, investire in formazione continua e utilizzare strumenti avanzati per la gestione delle vulnerabilità e delle infrastrutture. Questo approccio consente di mitigare i rischi e trasformare le criticità in opportunità per distinguersi sul mercato. L’open source non è più solo una tecnologia: è un vero e proprio paradigma che guida l’evoluzione del settore ICT (e non solo). Le aziende che sapranno coglierne appieno le potenzialità potranno ottenere vantaggi concreti e competitivi”.

Jacopo Nardiello, head of cloud native services & open source di ReeVo

Anche per Jacopo Nardiello, head of cloud native services & open source di ReeVo, siamo di fronte a un cambio di paradigma grazie all’evoluzione dell’open source: “L’open source non è più solo condivisione di codice, ma rappresenta un modello di innovazione collaborativa che accelera lo sviluppo tecnologico. Progetti come Kubernetes dimostrano come le community open source possano creare standard de facto per interi settori. Allo stesso tempo, l’emergere di progetti AI open source sta democratizzando l’accesso a tecnologie trasformative, ridefinendo il panorama tecnologico. Per gli operatori ICT, questo significa ripensare le strategie di sviluppo in un’ottica di collaborazione e contribuzione. Il vantaggio competitivo non deriva più dal codice proprietario, ma dalla capacità di integrare, orchestrare e innovare su basi open source. La sfida principale è trovare il giusto equilibrio tra apertura e sicurezza, implementando pratiche di sicurezza all’interno dei propri processi di sviluppo. La complessità crescente delle moderne infrastrutture IT richiede un nuovo approccio strategico: l’adozione di architetture cloud-native e dei principi open source diventa fondamentale per garantire agilità operativa e innovazione continua”.

Luca Balzola, CTO di Exclusive Networks Italia

Anche Luca Balzola, CTO di Exclusive Networks Italia, è d’accordo e sottolinea il ruolo centrale dell’open source nel futuro delle ICT: “L’open source è un passaggio chiave per gli operatori del settore e rappresenta un valore aggiunto per i servizi gestiti in ambito ICT e cyber sicurezza, grazie alla sua flessibilità, trasparenza e capacità di innovazione. L’integrazione di strumenti open source nei servizi a valore permette agli operatori di offrire soluzioni più personalizzabili, scalabili e competitive. Inoltre, la collaborazione con la community open source garantisce aggiornamenti continui e una risposta più rapida alle minacce informatiche, aumentando così l’efficacia e la qualità dei servizi offerti ai clienti. Questo approccio consente anche di accelerare il time-to-market e di ridurre i costi. Ancora più importante è la sua capacità di personalizzazione: l’open source non è più da considerarsi una soluzione alternativa/economica, ma è diventata un elemento centrale che favorisce la collaborazione fra aziende leader di settore. Tuttavia, per poterla utilizzare in modo efficace sono necessari governance, sicurezza e investimenti mirati”.

Romeo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Axiante

Romeo Scaccabarozzi, amministratore delegato di Axiante, mette a fuoco il ruolo dirompente che l’open source ha avuto e ha tuttora: “Nato come movimento “ribelle” contro i modelli proprietari, è oggi essenziale: il 70% del software moderno lo utilizza e il 90% delle aziende lo integra, dal momento che offre vantaggi strategici a cominciare dalla riduzione dei costi di licenza e dall’aumento della flessibilità. Apertura, reciprocità e accesso sono i valori fondanti di questa tipologia di soluzioni. Per consolidarli, però, sono necessari investimenti e supporto ai manutentori. Garantire compensi e favorire connessioni tra sviluppatori è pertanto cruciale per rendere l’open source accessibile a una comunità più diversificata. In un mondo frammentato, le competenze per collaborare in modo asincrono con diversi gruppi e tecnologie verso un obiettivo comune diventeranno sempre più cruciali per sviluppare una tecnologia più accessibile e innovativa. L’open source incarna trasparenza e inclusività, attirando sviluppatori motivati dall’impatto sociale. Dal punto di vista economico, l’open source aiuta le aziende a ridurre costi e dipendenza dai fornitori, evitando il vendor lock-in. Abbassa inoltre le barriere all’ingresso per gli sviluppatori, democratizzando l’accesso alla tecnologia e offrendo strumenti gratuiti che favoriscono l’innovazione, come dimostra Python nel data science e nello sviluppo web. Tuttavia, la frammentazione dell’ecosistema complica la sicurezza, richiedendo competenze avanzate per gestire vulnerabilità e ridurre i rischi. Tuttavia, la forza dell’open source risiede proprio nella collaborazione: una comunità ampia può individuare e risolvere falle più velocemente. In questa direzione, standardizzare la sicurezza è essenziale per rendere l’ecosistema più sicuro e resiliente”.

Marco Tessarin (nella foto a sinistra), presidente della RIOS (Rete italiana open source), e Stefano Pampaloni, vice presidente

Marco Tessarin (nella foto a sinistra), presidente della RIOS (Rete italiana open source), e Stefano Pampaloni, vice presidente della stessa organizzazione, ci tengono a sottolineare che l’open source è oggi il motore dell’ICT e che risponde ai nuovi standard europei di questo settore: “L’open source è passato da alternativa economica a pilastro strategico per le aziende e le pubbliche amministrazioni. Oggi è il motore dell’innovazione digitale, abilitando nuovi modelli di sviluppo e collaborazione. L’Europa impone nuovi standard con il Cyber resilience act (CRA) e l’AI Act, rendendo cruciale una gestione rigorosa del software open source e innalzando il livello dei servizi richiesti. Questa trasformazione rappresenta un’opportunità concreta per gli operatori ICT: superare la mera rivendita di soluzioni di terze parti significa costruire valore con competenze proprie. L’open source permette di sviluppare soluzioni personalizzate, creare prodotti differenziati e posizionarsi strategicamente. Per quanto riguarda la sicurezza, è fondamentale adottare strategie di security by design, con gestione delle dipendenze software (Sbom) e monitoraggio della conformità normativa. L’open source è il futuro del digitale, ma le sfide legate alla sicurezza, alla conformità normativa e alla gestione delle infrastrutture complesse richiedono competenze avanzate e una visione strategica. Il vero valore non risiede solo nell’adozione del software open source, ma nella capacità di svilupparlo, governarlo e renderlo sicuro. RIOS, grazie alla forza della sua rete, garantisce l’accesso a competenze di alto livello e supporta imprese, istituzioni e comunità nell’affrontare queste sfide con soluzioni concrete e sostenibili. Gli operatori ICT che investiranno in know-how e contribuiranno attivamente all’ecosistema open source potranno giocare un ruolo da protagonisti in un mercato sempre più competitivo e regolamentato”.

Walter Aglietti, IBM technical leader manager

IBM, nella figura di Walter Aglietti, IBM technical leader manager, mostra come business e open source possano coesistere: “Coerente con i propri valori, IBM ha da tempo scelto l’open source come elemento fondante di tutta la sua offerta, dall’AI generativa, alla virtualizzazione, al quantum computing, con l’obiettivo di creare ecosistemi aperti e flessibili per la modernizzazione dell’IT senza vincoli per le aziende. In ambito AI, IBM ha sviluppato il proprio portafoglio WatsonX con un approccio aperto e trasparente, seguendo linee guida etiche e valoriali condivise con la comunità open source. Inoltre, la famiglia dei modelli IBM Granite viene rilasciata anche come open source e la metodologia InstructLab, creata da IBM e Red Hat, consente di risparmiare tempo e risorse nella fase di addestramento e di sviluppare modelli di base attraverso una serie di contributi incrementali che migliorano le soluzioni senza l’uso di tecnologie proprietarie. Questo metodo permette di lavorare in modalità multi-modello e multimodale e di adottare anche modelli di terze parti con libertà. IBM è inoltre tra i promotori dell’AI Alliance, un’organizzazione che sostiene la collaborazione tra aziende, istituzioni, ricercatori e accademia per lo sviluppo governato dell’AI con un approccio condiviso. IBM adotta una strategia open source anche per quanto riguarda le tecnologie di virtualizzazione e orchestrazione, dove promuove ecosistemi aperti attraverso progetti come OpenShift e KVM. Questo permette di ottenere soluzioni scalabili e flessibili, sia su infrastrutture on-premise che su cloud ibridi, e si differenzia radicalmente dagli approcci proprietari. È così che IBM risponde alle esigenze di modernizzazione delle infrastrutture aziendali, guidando l’innovazione in modo sostenibile e trasparente”.

Roberto Vicenzi, chief sales and marketing officer di MegaByte Sistemi Informatici

Roberto Vicenzi, chief sales and marketing officer di MegaByte, pone l’accento su alcuni aspetti della filosofia open source, con un focus particolare sulla sicurezza: “I recenti episodi di sicurezza, come l’incidente CrowdStrike del 2024, hanno messo in luce l’importanza della trasparenza del codice e della sicurezza partecipativa, caratteristiche tipiche dell’open source. La nostra esperienza con Proxmox dimostra che le moderne soluzioni open source offrono vantaggi competitivi significativi. Oltre alla riduzione dei costi (fino all’80% rispetto a soluzioni proprietarie come VMware), l’open source garantisce un maggiore controllo, flessibilità e indipendenza dai fornitori. Gli operatori ICT possono ottimizzare le proprie strategie puntando su: trasparenza e sicurezza; innovazione collaborativa, sviluppo guidato da esigenze reali degli utenti; scalabilità, adattamento rapido alle necessità aziendali; indipendenza tecnologica, nessun vendor lock-in. La gestione di infrastrutture complesse richiede competenze specializzate. Noi di MegaByte affianchiamo i nostri clienti nell’adozione di soluzioni open source enterprise-ready come Proxmox, garantendo supporto certificato e integrazione con l’hardware esistente. L’open source rappresenta oggi la scelta strategica per un’infrastruttura IT moderna, sicura ed economicamente efficiente, specialmente nell’era dell’intelligenza artificiale e dell’iperconvergenza. Innovare significa crescere: le nuove soluzioni offrono sempre vantaggi concreti alle imprese”.

Rodolfo Falcone,
country manager Red Hat

Red Hat, nella figura di Rodolfo Falcone, country manager Italy, evidenzia il ruolo di assoluta protagonista che la filosofia open source riveste in questo momento storico: “I vantaggi promessi dall’AI sono sotto gli occhi di tutti e non sarebbero possibili senza la possibilità di accedere a piattaforme open source e condividere dati e competenze. Comprensibilmente, l’interesse del mercato è alto, come dimostrano le 4000 presenze registrate ai Red Hat Summit Connect di Roma e Milano, solo qualche mese fa. In quell’occasione, aziende e organizzazioni di grande prestigio hanno illustrato al pubblico come le piattaforme open source enterprise di Red Hat abbiano reso possibili progetti di innovazione e digitalizzazione di grande impatto. Oggi, le più importanti infrastrutture al mondo, in ogni settore, si basano su piattaforme open source. I vantaggi per gli operatori ICT, ma anche per i clienti finali, sono molteplici, a cominciare dalla possibilità di garantirsi prestazioni elevate abbinate a una flessibilità senza eguali. Altri elementi di rilievo sono la spinta innovativa della community e l’indipendenza dai vendor, soprattutto in momenti di incertezza geopolitica come quelli che stiamo vivendo. Per amplificare gli effetti positivi dell’open source, le aziende devono adottare un approccio strategico, investendo in competenze e collaborando con la community, considerando con la dovuta attenzione gli aspetti più delicati, quali la sicurezza e la complessità delle infrastrutture. In questo senso, l’apertura e l’interoperabilità tipiche delle piattaforme open source, abbinate all’approccio enterprise offerto da Red Hat, hanno un valore inestimabile come abilitatori dell’innovazione”.

Galina Godukhina, sales director di Onlyoffice

Secondo Galina Godukhina, sales director di Onlyoffice, l’open source offre una serie di vantaggi unici che permettono di ottenere un vantaggio competitivo: “Oggi, i modelli ibridi combinano trasparenza e supporto premium, mentre l’integrazione con l’AI accelera lo sviluppo. Onlyoffice ne è un esempio: offre strumenti open source per la produttività aziendale con AI Assistant per ottimizzare la gestione documentale. Gli operatori ICT possono trarre vantaggi e ottimizzare le strategie aziendali grazie a: flessibilità e indipendenza, riduzione dei costi, innovazione continua, sicurezza avanzata, intelligenza artificiale e automazione, riduzione dei tempi per le attività quotidiane. Le sfide non mancano: la governance, la sicurezza e la gestione infrastrutturale richiedono strategie solide, ma con strumenti come Onlyoffice, l’open source diventa una scelta strategica per ottimizzare i processi e innovare il business”.

Exit mobile version