La sicurezza informatica non è più solo una sfida tecnica, ma un equilibrio strategico tra integrazione, governance e cultura aziendale. È uno dei principali messaggi emersi dal recente Acronis TRU Security Summit 2025. In un contesto di minacce pervasive e normative stringenti, due aziende italiane, RackOne e IT Way, hanno raccontato come la collaborazione con Acronis stia trasformando il modo in cui MSP, system integrator e imprese affrontano la cyber resiliency.
La complessità è il principale nemico della sicurezza
Per Luis Casagrande, Data Center manager di RackOne, tutto parte da un’evoluzione di mercato: “Siamo nati come hosting provider, ma, col passare del tempo, abbiamo capito che il valore non era più nell’infrastruttura, bensì nella capacità di governare complessità e sicurezza dei dati”. Da semplice fornitore cloud, RackOne è così diventata un Security service provider e ha puntato su una piattaforma unificata che gestisce backup, disaster recovery, protezione degli endpoint e sicurezza gestita in modo integrato.
“La complessità è il principale nemico della sicurezza – spiega Casagrande –. Il problema non è la mancanza di tecnologie, ma la loro cattiva implementazione dovuta a stratificazioni e frammentazioni. L’unificazione riduce il rischio di errore umano e garantisce coerenza operativa, soprattutto in ambienti ibridi e multi-cloud”.
Questo approccio ha permesso a RackOne di semplificare i processi e portare valore alle PMI italiane, spesso prive di risorse interne dedicate. “La piattaforma Acronis ci consente di offrire un servizio scalabile, dalla microimpresa all’azienda enterprise, con la stessa efficienza e visibilità”. La partnership con Acronis ha anche una valenza strategica: “Il dialogo diretto con i product manager ci consente di incidere sulla roadmap tecnologica. È il caso dell’integrazione di Proxmox, soluzione open source che abbiamo contribuito a far supportare nativamente. Un vantaggio per tutto l’ecosistema di partner”.
Spinta verso automazione e AI Ops
Se RackOne rappresenta la governance, IT Way incarna l’automazione e l’AI Ops. Come racconta Francesco Faenzi, head of Customer Innovation & Success: “Per soddisfare le esigenze dei nostri clienti del retail ci serviva un sistema di backup e recovery one-click per proteggere i PC-cassa e gli endpoint delle filiali. Un attacco ransomware in quel contesto ha come conseguenza un blocco degli incassi e un rilevante danno reputazionale”.
Da un’analisi delle proposte disponibili effettuata da IT Way, la tecnologia Acronis è risultata l’unica in grado di garantire il ripristino one-click e la gestione remota semplificata cercate. Da quella ricerca è nata una partnership che ha portato allo sviluppo dei Managed detection and response (MDR) services basati su Acronis, capaci di unire cybersecurity e recovery in un’unica logica operativa.
“Mentre le soluzioni MDR tradizionali si fermano alla detection e all’eradicazione, noi copriamo anche la fase di recovery completo – spiega Faenzi –. Questo riduce i tempi di inattività e consente ai C-level di concentrarsi sulla gestione strategica, mentre la parte tecnica è automatizzata”.
Apertura e collaborazione per fare rete
Oggi IT Way punta all’integrazione tra MDR e AI Ops, dove automazione e intelligenza artificiale cooperano per prevedere e prevenire incidenti. “L’AI ha bisogno di dati – aggiunge Faenzi –. Per questo chiediamo ai vendor piattaforme sempre più aperte: solo un ecosistema condiviso può generare la massa critica necessaria per sviluppare difese efficaci”.
Il tema dell’apertura è centrale anche per RackOne. “In un mercato frammentato come quello italiano, l’unica strada è fare rete – sostiene Casagrande –. Collaboriamo con Polizia Postale e università per raccogliere indicatori di compromissione territoriali e adattare le nostre difese alle minacce più attive”.
Il ruolo strategico della formazione
Se la tecnologia evolve, l’essere umano resta un anello debole. “La mail è ancora il principale veicolo d’attacco – ricorda Casagrande –. L’intelligenza artificiale permette di creare messaggi di phishing sempre più credibili: la vulnerabilità non è tecnica, ma emotiva”.
Per questo RackOne ha avviato programmi di formazione rivolti a clienti e partner, con corsi, video e sessioni in presenza, anche in linea con gli obblighi introdotti dalla direttiva europea NIS2.
Faenzi vede nella NIS2 un’occasione di crescita culturale: “Spinge le aziende a cambiare mentalità. Non si tratta solo di evitare sanzioni, ma di trasformare la sicurezza in un principio di governance, al pari della continuità operativa o della compliance fiscale. Aiutiamo CIO e CFO a parlarsi: la sicurezza non è più un costo tecnico, ma un investimento strategico”.
I partner a supporto della trasformazione
Casagrande e Faenzi concordano sul fatto che la maturità digitale del mercato italiano è ancora in costruzione, ma la spinta normativa e la diffusione dei servizi gestiti stanno accelerando la trasformazione. Le PMI, spesso più esposte, stanno capendo che la resilienza è un vantaggio competitivo. “Il vecchio modello ‘ti chiamo quando si rompe’ sta scomparendo – osserva Casagrande –. Oggi i clienti chiedono continuità e prevenzione”. In questo scenario, MSP e system integrator diventano interlocutori strategici, capaci di accompagnare le imprese nella definizione di modelli di governance e processi di difesa integrati. “Il valore dei partner non è più solo tecnico – evidenzia Faenzi –, ma consulenziale: dobbiamo guidare le aziende nella costruzione di un ecosistema cyber che unisca tecnologia, persone e cultura”. La visione condivisa da RackOne e IT Way dimostra che la cyber resiliency non è un concetto astratto, ma un percorso fatto di integrazione, collaborazione e conoscenza. È la nuova grammatica della sicurezza digitale: meno stratificazione, più intelligenza e consapevolezza. “La sicurezza non è mai un punto di arrivo – conclude Casagrande –. È un processo continuo di apprendimento e semplificazione”. E Faenzi rilancia: “Solo integrando tecnologia, governance e cultura possiamo rendere la cybersecurity un motore del business, non un ostacolo”.

