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Acronis cresce e democratizza la cyber protection

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La costante e sempre più rapida ascesa di Acronis, fondata nel 2003, sembra essere la riprova di una strategia efficace che ha visto l’azienda evolvere il proprio modello operativo passando dalla data protection tradizionale alla più ampia sfera della cyber protection, concentrandosi in modo deciso sul settore dei Managed service provider (MSP). Questi ultimi, in particolare per le aziende di dimensioni ridotte, rappresentano oggi il modello più efficace per affrontare le crescenti sfide della cyber security. Affidandosi a fornitori esterni, infatti, le aziende possono mantenersi aggiornate sulle minacce in continua evoluzione e adottare una gestione dei servizi strutturata e professionale.

Quest’anno, l’azienda ha visto anche una revisione nella propria compagine societaria, con il fondo EQT Partners che ha assunto la maggioranza assoluta, confermando e rafforzando la strategia aziendale.

Un modello operativo a misura di partner

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Denis Cassinerio, Senior Sales Director and General Manager South EMEA, Acronis

In Italia, l’azienda è guidata da Denis Cassinerio, che ricopre la carica di general manager South Europe, Balkans & Turkey EMEA di Acronis.

“Acronis sta crescendo estremamente velocemente ed è in costante evoluzione – sostiene Cassinerio -. Il nostro percorso nel mondo della cyber security è iniziato con un progetto avviato tra il 2013 e il 2019, che ha portato alla creazione della nostra piattaforma. Dal 2019 in avanti, grazie al supporto di investitori come Goldman Sachs, CBC e BlackRock, abbiamo registrato una crescita senza precedenti. Nel 2024, EQT Partners ha acquisito la quota di maggioranza dell’azienda, con una transazione che si concluderà entro i primi sei mesi del 2025, apprezzando il nostro percorso di evoluzione verso la cyber protection, che riunisce data protection e cyber security”.

Per rispondere alla carenza di competenze IT e cybersecurity, in un mercato reso sempre più complesso dalla nuove normative, Acronis ha sviluppato un modello operativo dedicato ai service provider, veicolando le proprie soluzioni esclusivamente attraverso i partner. Questo approccio ha determinato una rapida espansione a livello internazionale e, di fatto, anche una trasformazione del modello commerciale in concomitanza con l’ampliamento della piattaforma, passando da una modalità di vendita a licenza (per “il prodotto” backup) a un modello in abbonamento in cui il backup rappresenta solo una delle componenti integrate del ciclo di security risk management.

Una piattaforma in costante ampliamento

La piattaforma di Acronis oggi integra diversi controlli di sicurezza, dalla protezione al rilevamento delle minacce, includendo soluzioni come la protezione delle email e la prevenzione della perdita di dati. Recentemente, l’azienda ha arricchito la piattaforma con servizi MXDR (Managed eXtended detection and response), che permettono ai partner di fornire servizi proattivi per la gestione del rischio e la valutazione delle vulnerabilità, utilizzando un unico agente e si amplierà ulteriormente nel 2025 in direzione della capacità di integrazione con i dati esterni per migliorare la threat intelligence.

“Abbiamo integrato nella piattaforma prima la parte di detection e poi quella di risposta, unendole con la parte di protezione – afferma il manager – con la possibilità di correlare le informazioni da più sorgenti e dando vita a una piattaforma sempre più orientata all’investigazione degli eventi cyber. Inoltre, non va dimenticato che tutte le tecnologie sono integrate in maniera nativa”.

Da ricordare anche la presenza all’interno della piattaforma del Security Awareness Training, una componente che mira a ridurre il rischio intervenendo direttamente sulle persone.

Acronis sta investendo molto anche nella gestione dei servizi per semplificare il lavoro dei partner, fornendo strumenti per erogare e gestire efficacemente i servizi ai clienti.

“Il nostro obiettivo è di democratizzare i servizi cyber protection – afferma Cassinerio – come, per esempio, il disaster recovery che rendiamo accessibile con costi estremamente competitivi. Questo ci ha permesso anche di rispondere prontamente alle sfide poste dalle nuove normative, come la direttiva NIS2 appena entrata in vigore e il regolamento DORA, che entrerà in vigore a gennaio 2025.”

Focus sui partner

Oggi, Acronis conta oltre 20mila partner a livello globale, di cui 800 in Italia. Di questi, più del 25% ha adottato formule di collaborazione avanzata con l’azienda e usufruisce di un “success manager” dedicato per favorirne la crescita e la specializzazione, con un focus particolare sulla sicurezza.

“Il nostro obiettivo è educare i partner su come posizionarsi nel nuovo quadro della cultura cyber. Questo significa passare da soluzioni personalizzate a una proposta di ottimizzazione dei budget esistenti, puntando sulla cyber resilience e facendo capire ai clienti finali il valore di una proposta end-to-end ‘chiavi in mano’– sostiene Cassinerio -. In questa direzione anche la recente introduzione di una community sales denominata Acronis Launch che ha l’obiettivo di favorire l’incontro informale con i nostri partner per scambiarci delle idee ma, soprattutto, per lavorare su alcuni temi importanti come ad esempio rivedere l’offerta a supporto dei requisiti normativi delle aziende e come riuscire ad avere tra i nostri interlocutori non solo CISO e CIO, ma anche membri dei Consigli di amministrazione che avranno una responsabilità sempre più importante in merito alla  gestione della cyber protection”.

Un altro aspetto che distingue Acronis è la capacità di integrare servizi di terze parti attraverso l’utilizzo delle API, che coinvolgono oltre 300 partner tecnologici.

“Lavorando con Acronis, si entra in un ecosistema supportato da uno sviluppo tecnologico continuo – conclude Cassinerio -. In Italia, siamo cresciuti del 43% anno su anno e abbiamo aumentato del 50% il numero di clienti finali gestiti dai nostri partner”.

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