Uno studio sui buyer IT realizato da PwC fornisce interessanti spunti su come le imprese stanno cambiando le pratiche IT.

Lo studio rivela che i responsabili IT stanno pensando di migrare sempre più attività sul cloud nel corso dei prossimi tre anni per tutti i tipi di applicazioni. E’ interessante notare che la transizione al cloud sembra corrispondere a una trasformazione significativa dei criteri di acquisto.

Il campione 

PwC ha intervistato 235 imprese, il 70% delle quali con un fatturato superiore a 500 milioni di dollari, in diversi settori: tecnologia, servizi finanziari, retail, sanità e altri. Le aziende sono state selezionate in modo da rappresentare tutte le maggiori aree geografiche. Il 52% degli intervistati si definiva Cio o capo dell’ IT, mentre il 38% si definiva come responsabile o manager IT.

La sicurezza ha bisogno di tutti

Dalla ricerca emerge che il primario criterio d’acquisto è la sicurezza. Se, in senso generale, vedere la sicurezza in cima alla lista delle considerazioni non sorprende, vale la pena di notare che questo particolare studio era incentrato sul networking data center.

Nell’IT enterprise il networking e la sicurezza sono storicamente due domini separati. Vedere la sicurezza emergere al primo posto tra i criteri d’acquisto per il networking rappresenta un cambiamento importante delle priorità, determinato probabilmente dagli incidenti di sicurezza di alta visibilità che hanno colpito un po’ tutti i settori e dalla percezione che questi incidenti stiano diventando sempre più frequenti e dannosi.

Le implicazioni per le imprese possono essere profonde. L’assottigliarsi della linea di separazione tra i team dedicati al networking e quelli alla sicurezza significa che quest’ultima e le pratiche operative dovranno convergere.  Con lo svanire dei confini tra i team, dovrà cambiare anche il modo in cui le soluzioni sono progettate e i prodotti valutati. I tool di automazione e visibilità dovranno necessariamente non limitarsi a colpire solo la sicurezza o solo i dispositivi di rete.

Per il networking in particolare questo significa che la rete deve giocare un ruolo attivo nel rafforzamento della posizione di sicurezza dell’azienda. Sembra inevitabile che la rete serva come fonte di informazione, con un ruolo critico nell’identificazione e nel contenimento degli attacchi.

L’agilità sostituisce il TCO

La ricerca PwC dimostra anche che l’automazione ha sorpassato il TCO in termini di importanza. In particolare nello studio l’automazione appare come criterio numero due, ma se si considera che le priorità 4 e 5 sono rispettivamente l’agilità e l’innovazione tecnologica, appare chiaro che la velocità del business viene considerata più importante del costo del business.

Per le aziende che ancora vedono l’IT come un centro di costo al servizio del business, queste considerazioni potrebbero sembrare esagerate. Ma per le aziende che stanno attuando il loro percorso di trasformazione digitale e hanno a che fare con l’adozione delle nuove tecnologie, questi dati supportano l’idea che l’IT sia sempre più un abilitatore strategico del business.

Per quanto riguarda la sicurezza le considerazioni qui sono importanti. Per sfruttare tutti i vantaggi dell’automazione le aziende devono investire sia in tecnologia sia nelle persone. Le competenze e i processi devono considerare un set di strumenti emergenti che aiutano ad accelerare l’innovazione all’interno dell’IT aziendale.

Le aziende dovranno sviluppare pratiche open source e allargare l’apertura delle loro soluzione per includere nuove classi di prodotti che favoriscano un’automazione pesante.

Cloud e multicloud come motori del cambiamento

Tornando ai dati esposti in apertura dell’articolo, tutti questi cambiamenti avverranno nel contesto del cloud e del multicloud. Man mano che le imprese sposteranno workload nei cloud pubblici e privati troveranno un punto di incontro naturale tra sicurezza e operatività.

Molte aziende potrebbero prendere in considerazione una strategia incentrata sul cloud, ma la realtà è che la maggior parte avrà molto probabilmente un futuro multicloud. Che sia la gestione fornitori a spingere verso diversi fornitori cloud o la sicurezza a chiedere che il data storage sia on premise o semplicemente il rendersi conto che le migrazioni porteranno a cavalcare cloud pubblici e privati, il futuro è sicuramente multicloud.

Ciò crea il contesto in cui le practice di sicurezza e di automazione devono cambiare. In un mondo multicloud i confini tra sicurezza e automazione non si chiudono alle pareti fisiche del data center. Essi anzi si estendono al cloud pubblico e anche al cloud che esiste a livello di campus e di filiali.

Ciò richiede una pianificazione completa e implicita, il che significa che le aziende devono ancor più  modificare le pratiche architetturali con l’inserimento di nuovi team nel processo.

Non prosciugate le finanze

Naturalmente, mentre le priorità sono un po’ cambiate, non è un caso che il costo non sia più il fattore determinante. Secondo i  professionisti intervistati da PwC il TCO continua ad occupare il terzo posto, a indicare che tutti i cambiamenti devono avvenire considerando attentamente le implicazioni di budget.

L’IT aziendale dovrà decidere come supportare l’infrastruttura esistente e simultaneamente sviluppare nuove discipline per il modello di arrivo. Navigare in queste acque può essere difficile e, va detto, alcune aziende non sopravvivranno alla transizione.

La chiave per trovare un equilibrio tra cambiamento e costi consiste nello sfruttare l’espansione naturale e le opportunità di rinnovamento per fare in modo che vi sia un costante spostamento in avanti.

E le aziende la cui strategia ancora non ha considerato la prospettiva del multicloud, dovranno essere certe che ogni passo non chiuda involontariamente una potenziale porta futura. In pratica, soddisfare le esigenze di oggi diventando sempre più multicloud ready.

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