Rete sicura con l’analisi comportamentale di Forcepoint

L’analisi comportamentale di Forcepoint aiuta i team di sicurezza delle aziende a ridurre i tempi di azione concentrandosi sugli utenti a maggior rischio 

 

Forcepoint ha rafforzato il portfolio di sicurezza in cloud mettendo a disposizione dei team IT nuovi controlli di analisi comportamentale che permettono di semplificare la protezione di dipendenti, dati aziendali critici e proprietà intellettuale.

Le nuove funzionalità, disponibili in Forcepoint CASB, Forcepoint Web Security e Forcepoint Email Security, abilitano, ha spiegato l’azienda, il ricorso al l Cloud come motore per lo sviluppo del proprio business in modo sicuro e affidabile. In particolare, i miglioramenti hanno interessato:

  • Forcepoint Web Security: le nuove funzionalità consentono un controllo più granulare delle applicazioni cloud e bloccano eventuali attività di shadow IT.
  • Forcepoint Web Security: comprende nuovi strumenti di migrazione in cloud che consentono agli utilizzatori di Forcepoint Web Security con installazioni locali di migrare in ambiente Cloud in qualsiasi momento.
  • Advanced Malware Detection (AMD) Powered by Lastline: è disponibile per le piattaforme on premise e in Cloud Forcepoint Web Security e Forcepoint email security. L’integrazione della tecnologia AMD sandbox consente inoltre di proteggere in tempo reale gli utenti ovunque si trovino.

A livello funzionale  la analisi comportamentale  di Forcepoint CASB analizza il comportamento dell’utente e le caratteristiche dell’applicazione, ad esempio i dati, il dispositivo e la posizione da dove si accede.

A questo si accompagna anche una nuova User Risk Dashboard single-view che evidenzia sia le attività dei dipendenti che il potenziale impatto sul business basato sulle autorizzazioni che l’utente detiene all’interno dell’organizzazione.

«Approcciare la security attraverso un filtro human-centric aiuta le organizzazioni a comprendere meglio gli indicatori del normale comportamento informatico e identificare rapidamente attività e operazioni, quali la shadow IT, che rappresentano i maggiori rischi», ha commentato Kris Lamb, vice presidente e direttore generale della BU di Cloud Security di Forcepoint. «Da quando le imprese e le agenzie governative spostano le proprie applicazioni su modelli SaaS e Cloud IT, esse richiedono sistemi intelligenti che rapidamente individuino anomalie, valutano il rischio e facilitino una risoluzione rapida, per proteggere gli utenti e i loro dati in un mondo sempre più lontano dal concetto di perimetro».

 

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