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Infinidat: data center affamati di energia

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Il 2026 sarà caratterizzato da nuovi trend tecnologici strettamente interconnessi e destinati ad avere un impatto su larga scala, coinvolgendo persone e organizzazioni in ogni ambito della vita quotidiana – dal lavoro alla sfera domestica, fino alla mobilità: intelligenza artificiale, cybersecurity, automazione autonoma e consumo energetico. Proprio su quest’ultimo tema, Eric Herzog, CMO di Infinidat, fornisce la propria vision.

Secondo il manager, infatti, il fabbisogno energetico sta mettendo sotto forte pressione i data center, che risultano sempre più affamati di energia. Il trend tecnologico legato all’aumento delle richieste di consumo energetico in un numero crescente di data center è destinato a intensificarsi nel tempo. Indipendentemente dall’adozione o meno dell’intelligenza artificiale, molti data center si trovano già oggi prossimi a esaurire la disponibilità di energia nel futuro immediato. Il boom dell’AI rappresenta uno dei principali fattori alla base della necessità, per i data center, di un incremento esponenziale della quantità di energia richiesta, a conferma della complessa interconnessione di questo trend con quello dell’intelligenza artificiale, oltre che con i trend legati alla cybersecurity e all’automazione.

Parallelamente alla crescita della domanda di energia, si assiste anche a una forte accelerazione nella costruzione di nuovi data center. L’attenzione del mercato è rivolta in particolare alla scala e alla capacità energetica delle nuove infrastrutture. Secondo ABI Research, il mercato della costruzione di data center è cresciuto di oltre il 55% nel 2024 e si stima che abbia registrato un’ulteriore crescita superiore al 33% nel 2025. Negli Stati Uniti, nel solo mese di luglio 2025, la spesa per la costruzione di data center è risultata quasi tripla rispetto allo stesso periodo dei primi sette mesi del 2024. In questo contesto di espansione edilizia, il numero di grandi data center hyperscale operativi è aumentato in modo significativo.

Nel 2025, ad esempio, il consumo di energia negli Stati Uniti ha raggiunto un livello record, superando i 4.100 miliardi di kilowattora. Uno dei principali fattori alla base di questo incremento è stato l’aumento della domanda proveniente dai data center, secondo quanto rilevato dalla U.S. Energy Information Administration (EIA). L’EIA prevede inoltre che la domanda complessiva di energia salirà a oltre 4.300 miliardi di kWh nel 2026.

Le implicazioni di questo trend tecnologico ad alto consumo energetico sono evidenti: le aziende devono individuare nuove modalità per risparmiare energia, reindirizzarla in modo più efficiente e/o ridurne i costi. L’efficienza energetica diventa così il nuovo “call to action” per i team IT a livello globale, chiamati a dimostrare come stiano implementando strategie concrete per ridurre i consumi o destinare l’energia verso sistemi di AI più strategici. In questo scenario, l’infrastruttura di storage enterprise rappresenterà uno degli ambiti prioritari di intervento nel 2026, attraverso investimenti in piattaforme di storage a basso consumo, in grado di rendere le infrastrutture dati più efficienti dal punto di vista energetico. Il risultato sarà duplice: data center aziendali più “green” e significativi risparmi sui costi per le organizzazioni.

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