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La stampa, un grande rischio di sicurezza spesso sottovalutato

Stampa rischio sicurezza, La stampa, un grande rischio di sicurezza spesso sottovalutato

Per anni le stampanti sono state considerate semplici periferiche di output, ma l’evoluzione tecnologica le ha trasformate in veri endpoint intelligenti, connessi alla rete, dotati di memoria, firmware e sistemi operativi proprietari. Questa metamorfosi ha introdotto nuove superfici d’attacco e implicazioni dirette in termini di governance, compliance e gestione del rischio di cybersecurity. Al punto che, secondo una ricerca IDC, oltre un quarto dei responsabili IT dichiara di aver subito violazioni legate a dispositivi di stampa non protetti nell’ultimo anno, segno che la sicurezza di stampa è ancora troppo spesso sottovalutata.

Tre livelli di sicurezza

Brother ha adottato il modello Triple Layer Security, un framework a tre livelli (dispositivo, documento e rete) che affronta la protezione dei dati in modo sistemico e coerente lungo l’intero ciclo di vita informativo. L’obiettivo è garantire che la sicurezza non si esaurisca nel perimetro logico, ma si estenda fino all’output fisico, assicurando la confidenzialità e l’integrità del dato dalla generazione alla stampa.

Livello 1: l’endpoint fisico sotto controllo

Il primo livello riguarda la sicurezza del dispositivo, intesa come hardening dell’endpoint fisico e del software residente. Ogni stampante multifunzione è un sistema embedded completo, con interfacce di amministrazione, porte di comunicazione e firmware aggiornabile. Se non correttamente gestiti, questi elementi rappresentano vettori di compromissione. Brother applica misure di protezione multilivello: firma digitale dei firmware, blocco delle impostazioni critiche, restrizione delle funzioni per utente e autenticazione obbligatoria tramite badge NFC, smart card o credenziali Active Directory. Questa gestione dei privilegi consente di controllare puntualmente l’accesso alle funzioni di stampa, copia e scansione, assicurando che solo utenti autorizzati possano operare sui dispositivi.

Nei modelli più avanzati, l’assenza di dischi rigidi interni riduce la persistenza dei dati, mentre nei sistemi che ne dispongono la crittografia hardware AES-256 e la cancellazione automatica dei file temporanei eliminano il rischio di recupero forense. Tuttavia, la robustezza tecnologica non sostituisce la corretta configurazione: password predefinite, firmware obsoleti o protocolli non cifrati restano le cause più comuni di esposizione.

Livello 2: protezione e tracciabilità del dato

Il secondo livello del modello riguarda la sicurezza dei documenti, ovvero la protezione dei dati che transitano nel flusso di stampa e scansione. Le vulnerabilità più frequenti derivano da job lasciati incustoditi nei vassoi di uscita o da trasmissioni in chiaro sulla rete. Soluzioni come Secure Print e Secure Print+ consentono di trattenere i lavori in coda fino all’autenticazione fisica dell’utente, riducendo drasticamente il rischio di accesso accidentale o doloso ai documenti. La cifratura delle comunicazioni tra PC, server e stampante tramite protocolli TLS o SSL garantisce la protezione dei dati in transito, mentre la scansione verso cartelle di rete o indirizzi e-mail utilizza canali protetti (SMBv3, SFTP, HTTPS). L’integrità dei documenti è ulteriormente salvaguardata tramite firme digitali e password di protezione per i PDF.

Nei contesti enterprise, l’integrazione con piattaforme di document management o soluzioni di Managed print services (MPS), come Pagine+ di Brother, consente una tracciabilità completa delle operazioni. Sistemi di watermarking, log di audit e report centralizzati permettono di associare ogni stampa o scansione a un utente identificato, garantendo accountability e conformità al GDPR. In caso di incidenti o data breach, l’audit trail fornisce elementi di prova forense indispensabili per ricostruire l’origine dell’anomalia.

Livello 3: il perimetro invisibile della stampa

Il terzo livello, la sicurezza di rete, è probabilmente il più delicato, perché la stampante è a tutti gli effetti un nodo connesso. Senza adeguati controlli, può essere sfruttata come punto d’ingresso per attacchi laterali o esfiltrazioni di dati. Brother integra nei propri dispositivi firewall interni, filtri IP e protocolli di autenticazione IEEE 802.1X, che consentono di validare la legittimità del dispositivo sulla rete prima di concedergli accesso. L’adozione di protocolli cifrati come HTTPS e IPPS sostituisce le connessioni in chiaro, mentre IPsec assicura la protezione a livello di pacchetto.

La segmentazione VLAN rappresenta un ulteriore livello di difesa: isolare i dispositivi di stampa in reti dedicate riduce la possibilità di propagazione di minacce in caso di compromissione. Inoltre, l’integrazione con sistemi di logging centralizzati come Syslog e SNMPv3 consente di rilevare in tempo reale comportamenti anomali o tentativi di accesso non autorizzato. L’obiettivo è far rientrare i dispositivi di stampa all’interno delle politiche di sicurezza e monitoraggio già applicate a server, endpoint e apparati di rete.

Cloud, BYOD e obsolescenza tecnologica

La complessità aumenta con la diffusione di modelli di lavoro ibridi e BYOD. Ogni dispositivo personale che accede a una rete aziendale rappresenta un potenziale vettore di rischio. La stampa mobile o cloud, se non adeguatamente protetta, può diventare un canale d’ingresso per malware o un punto di fuga di informazioni sensibili. Soluzioni come Brother Cloud Secure Print affrontano questo scenario garantendo la trasmissione cifrata dei job e l’autenticazione dell’utente, preservando la coerenza con le policy di sicurezza aziendali anche fuori dal perimetro tradizionale.

Un ulteriore elemento di vulnerabilità deriva dall’obsolescenza tecnologica. Dispositivi non aggiornati o privi di supporto per protocolli moderni non solo aumentano il rischio di exploit, ma rendono più difficile la conformità alle normative sulla protezione dei dati. In questi casi, la mitigazione passa da strategie di asset management e segmentazione, oltre che da politiche di sostituzione programmata del parco macchine. Anche la diversità dei modelli in uso può complicare la gestione delle policy di sicurezza, richiedendo piattaforme di controllo centralizzato capaci di uniformare la configurazione e gli aggiornamenti.

La sicurezza di stampa come parte della governance IT

Sul piano organizzativo, la sicurezza della stampa deve essere integrata nella governance IT aziendale. Occorrono procedure di onboarding e decommissioning dei dispositivi, policy di gestione delle credenziali e formazione degli utenti. La sicurezza tecnologica, infatti, perde efficacia se non è accompagnata da comportamenti consapevoli: documenti sensibili lasciati nei vassoi di uscita o credenziali condivise tra colleghi rappresentano vulnerabilità tanto gravi quanto una vulnerabilità software. È quindi necessario un approccio che combini strumenti, processi e cultura della sicurezza.

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