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Privacy e VPN gratuite: il lato nascosto della navigazione

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Con oltre 8.230 violazioni informatiche già registrate nel corso del 2024 e più di 345 milioni di dati sensibili compromessi a livello globale, la privacy digitale sta attraversando una fase critica. Se la tendenza dovesse mantenersi costante, entro dicembre il numero di informazioni esposte potrebbe superare i 512 milioni, superando il record dell’anno precedente.

Il problema riguarda chiunque utilizzi la rete: ogni accesso, transazione o interazione digitale lascia tracce che possono diventare un facile bersaglio per broker di dati, cybercriminali o servizi non adeguatamente protetti. Come sottolinea Marijus Briedis, Chief technology officer di NordVPN, quando i dati personali finiscono nelle mani sbagliate, le conseguenze possono essere irreversibili.

Quando un dato diventa un bersaglio

Password, credenziali bancarie, conversazioni, documenti sanitari: la comodità del cloud e della connettività permanente ha trasformato le informazioni personali in una moneta preziosa. Allo stesso tempo, la crescita dell’economia dei dati, la pubblicità mirata, il tracciamento digitale e l’evoluzione degli attacchi informatici stanno minando il controllo degli utenti sulle proprie informazioni.

Non si tratta più di una questione di “lusso”: la perdita di privacy espone a rischi concreti come furto di identità, frodi finanziarie e profilazioni algoritmiche in grado di influenzare decisioni personali e professionali.

Primo scudo digitale: sì alla VPN, ma con criterio

Di fronte alla complessità degli scenari attuali, sempre più persone scelgono di tutelare le proprie connessioni tramite reti private virtuali (VPN). Non tutte offrono però lo stesso livello di protezione. Il fenomeno delle VPN gratuite, spesso percepite come soluzione immediata, nasconde insidie che possono aggravare il problema.

Tra i rischi più frequenti associati a questi servizi emergono:

  • Schemi di crittografia deboli o non aggiornati

  • Conservazione dei log di navigazione

  • Inserzioni pubblicitarie invasive e sistemi di tracciamento

  • Possibile installazione di malware

“Se non paghi per il prodotto, probabilmente il prodotto sei tu”, avverte Briedis. Molti provider gratuiti monetizzano i dati degli utenti rivendendoli a inserzionisti o terze parti, alimentando il circolo vizioso della sorveglianza digitale.

Come proteggere davvero la propria privacy online

L’evoluzione delle minacce rende imprescindibile puntare su strumenti di protezione affidabili, dotati di politiche no-log, crittografia avanzata e protocolli sicuri. Una buona VPN a pagamento può offrire un livello di tutela molto più solido, permettendo all’utente di riprendere il controllo delle proprie attività online in modo intuitivo ma concreto.

Non occorre essere esperti di cybersicurezza per tutelare le proprie informazioni: serve consapevolezza del rischio, attenzione nella scelta degli strumenti e la capacità di diffidare da soluzioni apparentemente gratuite che potrebbero compromettere proprio ciò che promettono di proteggere.

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