Site icon bizzIT.it – Magazine di Information Technology B2B

Kaspersky: GenZ bersaglio ideale per i cybercriminali

kaspersky-genz-bersaglio-ideale-per-i-cybercriminali

Chi lavora nel campo della sicurezza informatica sa bene che la superficie d’attacco si evolve insieme ai comportamenti degli utenti. Un esempio interessante arriva da un’iniziativa pensata per la Generazione Z: giovani iperconnessi, competenti sul piano digitale, ma spesso inconsapevoli delle vulnerabilità create dalle loro stesse abitudini online.

Il progetto si chiama Case 404 ed è un gioco interattivo ideato da Kaspersky. L’obiettivo? Trasformare un’esperienza ludica in un’occasione concreta di educazione alla cybersecurity. I giocatori, nei panni di un’intelligenza artificiale con compiti investigativi, esplorano scenari in cui shopping online, condivisione e uso disinvolto dei social diventano canali di accesso per minacce sofisticate.

Questo approccio evidenzia un punto spesso trascurato anche nei contesti aziendali: le vulnerabilità non sono solo tecniche, ma anche comportamentali. Capire come le nuove generazioni interagiscono con il digitale permette di anticipare modelli d’attacco e progettare strategie di difesa più aderenti alla realtà.

Per chi si occupa di sicurezza, sviluppo software o gestione di infrastrutture IT, iniziative come questa offrono spunti utili anche in ottica formativa interna: la consapevolezza dell’utente resta uno dei principali fattori di successo nella protezione degli asset digitali.

Aumento dell’oversharing e della Digital Footprint

Per la Generazione Z, condividere di vita online fa parte della normalità. Piattaforme come Instagram, TikTok e Snapchat sono piene di selfie geotaggati, aggiornamenti quotidiani e storie personali. Tuttavia, questa costante condivisione lascia online un’impronta digitale rilevante, che i criminali informatici possono sfruttare per il furto d’identità o per attacchi di social engineering.

L’oversharing può inavvertitamente rivelare dettagli sensibili, dagli indirizzi di casa sullo sfondo delle foto alle routine quotidiane che rendono gli utenti prevedibili. Anche contenuti apparentemente innocui, come una foto del proprio partner o del proprio animale domestico, possono fornire indizi utili per domande di recupero password.

Fear of missing out (FOMO)

La FOMO (Fear of Missing Out) si riferisce all’ansia o al disagio causati dal timore di essere esclusi dagli ultimi aggiornamenti o dalle connessioni sociali se non si segue ciò che fanno gli altri sui social media. La FOMO è un potente motore per la Generazione Z, alimentato dagli aggiornamenti su lanci di prodotti, concerti ed eventi.

Vedere i coetanei partecipare a eventi, acquistare nuovi prodotti o raggiungere traguardi importanti può generare sentimenti di inadeguatezza o esclusione per la GenZ. Che si tratti del lancio di un nuovo iPhone, dell’Eras Tour di Taylor Swift o di un evento sportivo rilevante, la FOMO può spingere gli utenti a cliccare su link non verificati che promettono accessi anticipati o offerte esclusive.

I cybercriminali sfruttano questo senso di urgenza creando schemi di phishing clickbait, che indirizzano gli utenti verso siti dannosi in grado di rubare le credenziali di accesso o di distribuire malware. Biglietti falsi per eventi, truffe di preordini e informazioni privilegiate “trapelate” sono solo alcune delle tattiche utilizzate che sfruttano la FOMO.

Nostalgia della moda Y2K e della cultura dei primi anni 2000

La Generazione Z, nata intorno o dopo il 2000, percepisce la moda Y2K come un mix di nostalgia per un’epoca più semplice e meno digitale, accompagnata dal desiderio di reinterpretare quegli stili con un tocco moderno. Piattaforme come TikTok e Instagram hanno amplificato questa rinascita, grazie a influencer che ricreano look vintage e condividono capi d’abbigliamento d’epoca. Hashtag come #Y2Kfashion e #Y2Kaesthetic hanno raccolto miliardi di visualizzazioni.

L’interesse della Gen Z per la cultura dei primi anni 2000, dall’estetica ai giochi dell’infanzia, ha riportato in auge titoli retrò come The Sims 2, Barbie Fashion Designer e Bratz Rock Angelz. Tuttavia, mentre questi giochi suscitano nostalgia, la ricerca di download non ufficiali espone spesso gli utenti a siti infettati da malware. I cybercriminali sfruttano questa nicchia di interesse inserendo software dannosi all’interno di file di gioco contraffatti. Quello che sembra un viaggio nella memoria può così trasformarsi in un rischio per i dispositivi e la sicurezza dei dati.

Il Fast Fashion

La Generazione Z predilige abiti espressivi, vuole distinguersi piuttosto che conformarsi e adotta uno stile in continua evoluzione: ciò che è di tendenza oggi potrebbe essere superato già domani. Le loro abitudini di ricerca delle mode sono sostenute da brand di fast fashion che offrono opzioni accessibili per cambiare look con frequenza. Il gigante cinese Shein, molto apprezzato dalla Gen Z, aggiunge ogni giorno circa 6.000 nuovi articoli al proprio e-commerce.

Per molti giovani, il fast fashion è più di una semplice scelta di consumo: è diventato uno stile di vita. Marchi come Shein, ASOS e Fashion Nova offrono convenienza e gratificazione immediata, diventando veri e propri punti di riferimento per questa generazione. Tuttavia, il successo di questi brand ha anche un risvolto pericoloso. Siti di shopping falsi, codici promozionali ingannevoli e annunci di phishing sfruttano la loro popolarità, utilizzando copie ben fatte per indurre gli utenti a condividere dati sensibili. Più è intenso l’impegno nello shopping online, maggiore è il rischio di imbattersi in truffe digitali pensate per sottrarre informazioni personali e finanziarie.

iDisorder

La Generazione Z è particolarmente esposta al fenomeno noto come iDisorder, una condizione in cui la capacità del cervello di elaborare le informazioni viene alterata dalla costante sovraesposizione alla tecnologia. L’uso intensivo di dispositivi digitali può portare a disturbi psicologici, fisici e sociali, tra cui ansia e depressione. Una ricerca lo conferma: un giovane su tre, tra i 18 e i 24 anni, riferisce di aver sperimentato problemi di salute mentale legati all’uso della tecnologia.

Per gestire lo stress, molti ricorrono agli strumenti digitali, utilizzando piattaforme di tele terapia e tracker per il benessere mentale. Sebbene questi strumenti offrano un supporto importante, raccolgono anche dati estremamente sensibili come stati emotivi, note terapeutiche e abitudini personali. In caso di violazione, queste informazioni potrebbero essere utilizzate per ricatti o attacchi di phishing mirati, mettendo ulteriormente a rischio la privacy e la sicurezza degli utenti.

“Le tendenze possono cambiare rapidamente, ma le minacce informatiche persistono. Che si tratti della passione della Gen Z per lo shopping online, dell’urgenza generata dalla FOMO o dell’uso crescente delle app dedicate al benessere mentale, i cybercriminali sono pronti a sfruttare questi comportamenti comuni in occasioni per diffondere phishing, truffe e violazioni dei dati”,ha commentato Anna Larkina, Privacy Expert di Kaspersky. “è importante ricordarsi di verificare sempre link e siti web prima di interagire, utilizzare password forti e uniche, e attivare l’autenticazione a due fattori per aggiungere un ulteriore livello di protezione. Fare attenzione a ciò che si condivide online e, soprattutto, ricordare che l’informazione è la miglior difesa. La sicurezza informatica non è solo reagire alle minacce, è anche la capacità di muoversi nel mondo digitale con consapevolezza e fiducia.”

Per restare al sicuro nel mondo digitale, Kaspersky consiglia alla Generazione Z di adottare le seguenti misure:

  • Scoprire il gioco interattivo onlineCase 404” di Kaspersky, progettato appositamente per la generazione Z, per imparare a proteggersi in un mondo online sempre più vulnerabile.
  • Fare attenzione a quello che si pubblica, evitare di condividere foto che rivelano la propria casa, la routine quotidiana o dettagli personali che potrebbero essere utilizzati per il recupero delle password.
  • Non farsi ingannare da offerte “urgenti”, verificare sempre gli sconti, i preordini o i link per biglietti tramite i siti ufficiali.
  • Controllare attentamente gli URL dei siti webprima di inserire informazioni personali, poiché i truffatori spesso imitano i nomi dei brand o utilizzano domini falsi.
  • Utilizzare metodi di pagamento affidabilidurante lo shopping online ed evitare offerte troppo interessanti per essere vere.
  • Scegliere app per la salute mentale con forte policy sulla privacy edevitare di condividere informazioni troppo personali su queste piattaforme.
  • Prestare attenzione alle estensioni dei file che si scaricano. I file video non dovrebbero avere estensioni .exe o .msi, tipicamente associate a programmi dannosi.
  • Utilizzare una soluzione di sicurezza affidabile, come Kaspersky Premium, per rilevare i file allegati dannosi che potrebbero compromettere i dati personali.
  • Utilizzare Kaspersky VPN per garantire una navigazione e una comunicazione sicure, proteggendo il proprio indirizzo IP e prevenendo le fughe di dati.

 

Exit mobile version