L’evento ha riunito oltre 100 professionisti ed esperti del settore, confermando un forte interesse verso un approccio più maturo e orientato al business. Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa è caratterizzato da una crescita costante e significativa delle minacce, che a livello globale superano ormai il mezzo milione di nuove varianti, mentre l’evoluzione dell’AI e dei modelli agentici introduce contemporaneamente opportunità e nuove superfici di rischio. In questo scenario, l’idea di una cybersecurity basata esclusivamente sulla difesa del perimetro e su una presunta inviolabilità dei sistemi si dimostra sempre più fragile.
CyberRes™2026 ha messo in evidenza come la cyber resilience rappresenti un cambio di paradigma, in cui la priorità non è più evitare ogni possibile attacco, ma garantire la continuità operativa del business anche in presenza di incidenti. Il tema centrale della giornata ha riguardato proprio la capacità delle organizzazioni di mantenere operativi processi, servizi e supply chain anche in condizioni di compromissione, definendo modelli di ripristino strutturati e gerarchici in funzione dell’impatto sul business.
Un approccio che segna un passaggio netto dal dominio esclusivo dell’IT a una dimensione pienamente integrata con le logiche aziendali, coinvolgendo direttamente governance, risk management e decision making. L’evento è stato aperto da un videomessaggio istituzionale di Alessio Butti, che ha sottolineato la rilevanza strategica della resilienza digitale nel contesto economico e infrastrutturale attuale (qui il video integrale del videomessaggio).
Sul palco si sono alternati interventi di alto profilo, a partire da Matteo Flora, che ha offerto una lettura aggiornata sull’impatto che le nuove funzionalità di intelligenza artificiale stanno già avendo e avranno sempre più sul rischio aziendale e sul concetto stesso di “verità”.
Raoul Chiesa ha portato una visione prospettica dei possibili rischi di attacchi multipli coordinati basata sull’analisi delle minacce e sull’esperienza maturata in contesti internazionali, mentre Andrea Veca ha focalizzato l’attenzione su un aspetto particolarmente rilevante per le imprese: la coerenza tra IT e business come condizione necessaria per sbloccare i budget necessari per favorire la resilienza.
Il contributo di Ernesto Damiani, professore ordinario di Informatica all’Università degli Studi di Milano, ha messo l’accento sui temi tecnologici più complessi, offrendo indicazioni operative di grande utilità. Riccardo Florio, general manager di Reportec, ha svolto il ruolo centrale di regia e coordinamento, guidando l’interazione tra palco e platea e assicurando coerenza di visione e focalizzazione sugli obiettivi concreti dell’evento.
Determinante il contributo delle aziende partner, Acronis, OpenText, SentinelOne e WatchGuard, che hanno integrato la discussione con esperienze operative, tecnologie e casi d’uso reali. L’interazione continua con il pubblico ha rappresentato uno degli elementi distintivi del format, con momenti di confronto diretto finalizzati a identificare criticità concrete e condividere best practice applicabili.
A partire dalle domande raccolte prima dell’evento, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici precise che riflettono le priorità attuali delle organizzazioni:
- Business resilience & risk management,
- Governance & compliance,
- AI & Autonomous security,
- SecOps & recovery.
Un impianto tematico che ha contribuito a rendere CyberRes™ 2026 non un semplice momento di aggiornamento, ma un ambiente di lavoro orientato alla costruzione di risposte operative.

