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Molex MiniMix: connettività più compatta per i robot umanoidi di nuova generazione

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La robotica sta entrando in una nuova fase di sviluppo, nella quale alla crescita delle capacità di elaborazione e dell’intelligenza artificiale si affianca la necessità di rendere i sistemi più compatti, leggeri e, soprattutto, più semplici da produrre su larga scala. Un passaggio particolarmente importante per i robot umanoidi, caratterizzati da architetture meccaniche complesse e da un numero crescente di giunti e attuatori.

In questo scenario, anche la connettività diventa un elemento determinante. All’interno di polsi, gomiti, ginocchia, caviglie e altri meccanismi articolati devono infatti transitare contemporaneamente alimentazione e dati di controllo ad alta velocità, spesso attraverso spazi estremamente ridotti.

È a questa esigenza che risponde Molex con i nuovi connettori ibridi MiniMix per alimentazione e segnali, una piattaforma di interconnessione sviluppata per i robot umanoidi di nuova generazione, gli AMR (Autonomous Mobile Robots) e i sistemi avanzati di automazione industriale.

La soluzione combina alimentazione fino a 15 A e comunicazione Ethernet ad alta velocità in un’unica interfaccia ultra-compatta, con l’obiettivo di semplificare l’installazione all’interno di giunti, attuatori e meccanismi robotici con forti vincoli di spazio, riducendo contemporaneamente il numero di connettori, la complessità dei cablaggi e i tempi di assemblaggio.

Dalla prototipazione alla produzione su larga scala

Uno dei problemi che l’industria della robotica umanoide deve affrontare riguarda proprio il passaggio dai prototipi alla produzione commerciale. Con l’aumentare della complessità dei sistemi, infatti, gli approcci tradizionali al cablaggio rischiano di trasformarsi in un collo di bottiglia.

“Le aziende produttrici di robot umanoidi stanno passando rapidamente dalla realizzazione di prototipi alla produzione commerciale su larga scala, ma gli approcci tradizionali al cablaggio dei giunti generano importanti colli di bottiglia nei processi produttivi”, spiega Brian Hauge, presidente e senior vice president della divisione Consumer and Commercial Solutions di Molex.

Secondo Hauge, MiniMix permette di sostituire le complesse operazioni di assemblaggio manuale con una soluzione integrata per la trasmissione di alimentazione e segnali, favorendo la progettazione di piattaforme autonome più compatte e leggere e maggiormente adatte alla produzione su larga scala.

Il problema dello spazio nei giunti robotici

Integrare alimentazione e connettività dati all’interno di giunti, attuatori e meccanismi articolati sempre più compatti, senza compromettere le prestazioni, rappresenta una delle principali sfide progettuali.

Il problema diventa particolarmente evidente nei giunti articolati multiassiali dove i sistemi di attuazione devono convogliare alimentazione e dati di controllo ad alta velocità attraverso canali molto ridotti.

Le soluzioni tradizionali, basate su connettori separati per alimentazione e segnali, possono risultare troppo ingombranti e pesanti. In alcuni casi i produttori sono quindi costretti a far passare manualmente cavi privi di terminazione e a saldare successivamente i terminali durante l’assemblaggio finale, aumentando sia i tempi produttivi sia i potenziali punti di guasto.

Alimentazione e dati in un unico connettore

MiniMix punta a superare questa criticità integrando in un’unica interfaccia contatti di alimentazione fino a 15 A e comunicazione Ethernet 1000BASE-T1 a 1 Gbps.

Uno degli elementi distintivi riguarda soprattutto le dimensioni: il connettore presenta un ingombro di passaggio di 5,65 mm e, secondo Molex, richiede fino al 50% di spazio in meno per l’instradamento dei cablaggi rispetto alle soluzioni alternative.

Una caratteristica che consente ai cablaggi preterminati di attraversare più facilmente gli stretti canali interni degli attuatori, degli arti e delle articolazioni robotiche e degli effettori finali.

I connettori MiniMix sono inoltre disponibili con orientamento di accoppiamento verticale o ad angolo retto, così da adattarsi a differenti configurazioni progettuali, ottimizzare l’utilizzo dello spazio interno e ridurre le sollecitazioni sui cavi.

Il design meccanico resistente alle vibrazioni è stato sviluppato per sopportare movimenti continui e flessioni ripetute, requisiti particolarmente importanti nelle applicazioni robotiche caratterizzate da cicli di movimento frequenti e prolungati.

La connettività diventa parte della progettazione del robot

L’importanza di ridurre dimensioni, peso e complessità dei cablaggi cresce parallelamente al numero di attuatori presenti nei robot umanoidi.

Nel comunicato Molex cita un’analisi della supply chain realizzata nel 2026 da McKinsey & Company, secondo la quale i sistemi di attuazione a giunto rappresentano dal 40% al 60% della distinta base (BOM) di un robot umanoide.

Considerando che l’evoluzione di queste piattaforme può portare all’integrazione di circa 50 attuatori per giunti articolati, l’ottimizzazione dei sottoassiemi e la riduzione delle attività manuali di cablaggio diventano fattori rilevanti anche in termini produttivi.

In questo contesto, soluzioni integrate come MiniMix puntano a favorire assemblaggi plug-and-play, ridurre il peso complessivo dei cablaggi e limitare i potenziali punti di guasto nelle architetture robotiche.

Un’architettura di connettività per la robotica

MiniMix si inserisce in una proposta Molex più ampia dedicata ai robot umanoidi, agli AMR e ai sistemi avanzati di automazione industriale.

L’offerta comprende i connettori mezzanine ad alta densità Mirror Mezz, utilizzabili come interfaccia ad alta velocità per piattaforme di elaborazione AI come NVIDIA Jetson Thor, i connettori board-to-board Quad-Row e il sistema di interconnessione High-Speed FAKRA-Mini (HFM) per sistemi di visione tridimensionale, LiDAR e matrici di sensori tattili.

A questi si aggiungono i connettori ad elevata corrente Mega-Fit e quelli di potenza EXTreme Ten60. L’obiettivo è fornire agli OEM della robotica un’architettura hardware in grado di collegare elaborazione AI centrale, sistemi di percezione e movimento meccanico multiassiale attraverso un’unica infrastruttura di connettività.

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