Il mondo intorno a noi è sempre più interconnesso grazie alla crescita dell’Internet of Things, una vasta rete di oggetti fisici, dispositivi e macchine dotati di sensori, software e connettività Internet. Questi dispositivi intelligenti raccolgono e scambiano dati, potendo prendere decisioni autonome e svolgere compiti per migliorare la nostra vita quotidiana.
Non stiamo parlando di robot, ma di device capaci di integrarsi perfettamente nelle nostre esperienze quotidiane. Questo può essere il caso di un’abitazione dove luci, elettrodomestici e sistemi di sicurezza sono interconnessi e controllabili tramite un’applicazione per smartphone. Oppure di una città con infrastrutture intelligenti che ottimizzano il traffico e risparmiano energia. L’IoT permette di creare un ecosistema connesso in cui convenienza, efficienza e sostenibilità coesistono armoniosamente.
IoT, un impatto a tutto tondo su ogni settore
L’impatto dell’IoT è tale che sta trasformando molteplici settori, rivoluzionando le tradizionali procedure e aprendo nuove opportunità. Per esempio, nel caso del manifatturiero, il ricorso all’IoT consente di creare fabbriche intelligenti, dove le macchine comunicano tra loro ottimizzando i processi produttivi in tempo reale. Questo migliora le operazioni, riduce i costi e aumenta la qualità del prodotto, portando a maggiori efficienza e competitività.
L’IoT rivoluziona anche il settore sanitario connettendo dispositivi medici, monitorando i dati dei pazienti a distanza e permettendo consulenze remote. In tal modo si migliora l’assistenza, si può fornire una diagnosi precoce e più precisa e si aumenta l’efficienza complessiva della cura medica.
Anche i trasporti e la logistica possono trarre benefici dal ricorso all’IoT. Si possono infatti creare sistemi di trasporto intelligenti, permettendo il monitoraggio in tempo reale dei veicoli, l’ottimizzazione delle rotte e il miglioramento della sicurezza. Inoltre, l’IoT riveste un ruolo critico nella gestione della supply chain, tracciando l’inventario, migliorando le operazioni logistiche e riducendo le interruzioni.
L’IoT non è però pensato solo per il mondo industriale. Anche l’agricoltura, un settore che sempre più spesso si avvale di infrastrutture IT, può avvantaggiarsi dell’Internet of Things. Il suo impiego, per esempio, può potenziare le coltivazioni di precisione, raccogliendo dati sulle condizioni del suolo, sui modelli meteorologici e sulla salute delle colture. Questo approccio ottimizza l’impiego delle risorse, migliora i raccolti e promuove pratiche sostenibili.
Nell’ambito del retail, l’IoT può migliorare la customer experience, consentendo marketing personalizzato, gestione intelligente dell’inventario e processi di pagamento fluidi. Inoltre, può offrire preziose informazioni sul comportamento dei clienti, aumentando la soddisfazione e le vendite.
È il momento di puntare sull’IoT
Il mondo dell’IoT sta evolvendo rapidamente e i benefici che la sua adozione può comportare sono molteplici. È il momento di agire. Le aziende che non seguono il trend rischiano di rimanere indietro rispetto ai concorrenti. E sembra che ne siano ben consapevoli. Prova ne è che il mercato dei dispositivi IoT sta conoscendo un periodo di importante crescita. IDC stima che le imprese europee dovrebbero investire circa 260 miliardi di dollari in soluzioni legate all’Internet of Things nel 2024. Dopo una leggera decelerazione negli ultimi due anni, causata dagli effetti degli eventi geopolitici e macroeconomici sull’economia europea, IDC prevede che la spesa IoT riprenderà gradualmente slancio nel 2024, registrando un tasso di crescita annuale composto (CAGR) quinquennale dell’11,8%, arrivando a sfiorare i 368 miliardi di dollari entro il 2027.
Secondo i più recenti dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, in Italia nel 2022 il mercato dell’Internet of Things è arrivato a toccare 8,3 miliardi di euro, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Un ulteriore segnale che le aziende iniziano a intravedere il potenziale legato ai dati resi disponibili dai dispositivi intelligenti. Questo si traduce in un vantaggio competitivo ottenuto attraverso l’offerta di prodotti e servizi innovativi, grazie anche al fatto che disporre di una grande quantità di dati “azionabili”, permette di prendere decisioni informate, basate su fatti concreti e non solo su intuizioni. L’IoT consente anche il monitoraggio e l’analisi in tempo reale, ottimizzando i processi, riducendo i tempi di inattività e migliorando l’efficienza complessiva. Questo si traduce in risparmi sui costi e nell’aumento della produttività.
Un aspetto cruciale: la sicurezza di dati e privacy
Assieme ai tanti vantaggi che comporta l’aumento dell’utilizzo dei dispositivi IoT, c’è anche un importante aspetto negativo: spesso i sistemi IoT presentano vulnerabilità, sia software sia hardware.
I dispositivi IoT spesso utilizzano software e firmware obsoleti non aggiornati con le ultime patch di sicurezza. I produttori devono dare priorità agli aggiornamenti e alle patch regolari del software, mantenendo così i dispositivi protetti contro le minacce emergenti.
Le pratiche di codifica inadeguate rappresentano un ulteriore problema, poiché lasciano il codice aperto agli exploit. Gli sviluppatori devono seguire le migliori pratiche, includendo test regolari e gli aggiornamenti necessari per garantire la sicurezza del software. Inoltre, alcuni dispositivi IoT possono avere backdoor inserite nel firmware per scopi di debug, ma queste possono essere sfruttate dai cyber criminali. È fondamentale eliminarle una volta terminata la fase di sviluppo.
Analogamente, l’insufficienza dei test durante lo sviluppo può far passare inosservati bug che diventano evidenti solo durante l’uso reale, rendendo inefficaci le misure contro gli attacchi zero-day. Procedure di test rigorose e continue sono necessarie per migliorare la sicurezza.
Un rischio chiave è l’uso di password predefinite o deboli, che rende i dispositivi facili bersagli per gli hacker. La mancanza di crittografia nei trasferimenti di dati espone informazioni sensibili, rendendole vulnerabili agli attacchi. È essenziale implementare protocolli di crittografia robusti per proteggere i dati sia trasmessi sia archiviati. Inoltre, l’accesso condiviso tra dispositivi intelligenti connessi amplia la superficie di attacco e implementare meccanismi di autenticazione forti, come l’autenticazione a più fattori o i certificati digitali diventa cruciale per garantire la sicurezza delle reti.
Infine, l’incoerenza degli standard di sicurezza tra le diverse regioni rappresenta una sfida globale. I produttori devono collaborare con associazioni di settore ed enti normativi per sviluppare standard comuni basati sulle best practice, promuovendo una maggiore coerenza nelle leggi globali sulla cyber security.
Questo dovrebbe valere anche per la privacy. Infatti, la raccolta massiccia di dati che consentono i dispositivi dell’Internet of Things aumenta il rischio di violazioni della privacy degli utenti. In tal senso, esistono delle normative che inducono già a una sorta di standardizzazione, che si traduce nell’obbligo per tutti di rispettare le leggi vigenti, come per esempio il GDPR. Però, di nuovo, anche se perseguono il medesimo fine, non sono esattamente uno standard a livello globale.


