Dassault Systèmes è una realtà globale da 20mila dipendenti, con 200 uffici a livello globale, 70 Laboratori dedicati al modeling 3D, 300mila clienti e un fatturato da 4 miliardi. In Italia cresce a doppia cifra da oltre 4 anni (di più rispetto al resto del mondo) e dispone di una rete di 50 partner per seguire le piccole e medie aziende sul territorio.
Nata nel 1981 sul tema del 3D design e, nel corso degli anni, cresciuta implemenetando i pardigmi di innovazione collaborativa e Product lifecycle management, a partire dal 2012 propone la 3D Experience Platform per approdare ora a una fase che il vendor chiama Virtual Twin Experience.
Soluzioni per creare un mondo virtuale
“Oggi ciò che conta non sono più le funzionalità del prodotto, ma la creazione di un modello di esperienza – afferma Guido Porro, Managing Director Europa area mediterranea di Dassault Systèmes –. Per questo in Dassault Systèmes creiamo mondi virtuali che estendono e migliorano il mondo reale creandone un gemello virtuale. Abbiamo la profonda convinzione che il mondo virtuale estenda e migliori la vita reale perché nel mondo virtuale possiamo simulare i prodotti prima dell’esperienza.
E’ imporante sottolineare che virtuale è diverso da

digitale: digitalizzare significa trasferire il reale per descriverlo mentre per noi è importante descrivere non il reale ma alcuni stati simulativi del reale”.
Quella che a potrebbe sembrare un’affermazione pretenziosa, in realtà, signifca che Dassault Systèmes sposta il suo posizionamento rispetto alla concorrenza da un mero confrnto di funzionalià a un modello di visione e obiettivo.
Ne consegue un progetto strategico con una forte e definta visione per il futuro, che estende la presenza dell’azienda a settori che finora sembravano alieni alle sue soluzioni e ne traccia in modo netto e vincolato i prossimi traguardi.
Una rivoluzione le cui ricadute sono già visibili nel settrore manifatturiero.
“In ambito manifatturiero la creazione di un gemello virtuale può interessare una linea di produzione così aprire la strada a una maggiore sostenibilità ambientale – precisa Chiara Bogo, direttore marketing EuroMed -. Lo sviluppo di un nuovo prodotto, migliorato nel virtuale, lo può, infatti, rendere anche più sostenibile e aprire la strada a un modello di economia circolare”.
Un rinascimento industriale
Porro parla di “nuovo rinascimento industriale” in distinzione dal concetto di Industria 4.0 per sottolineare come i temi della digitalizzazione e dell’automazione ovvero dell’incremento di efficienza dei processi, non siano sufficienti, da soli, per affrontare le sfide future.
“Attraverso il gemello virtuale – sostiene Porro – si può creare qualcosa di nuovo che prima non esisteva: nuove categorie industriali, che creano nuovi prodotti, per clienti che prima non esistevano”.
Dassault Systèmes parla, dunque, dell’industria del 21 secolo come di un processo di creazione di valore in cui va superata l’idea di prodotti e servizi, profetizzando uno scenario prossimo venturo di sistemi altamente interconnessi in cui sarà fondamentale la disponibiltà di una piattaforma comune e integrata.
Una piattaforma, molte soluzioni
Il perno centrale della visione di Dassault Systèmes è la 3D Experience Platform che costituisce la fonte dei dati e delle informazioni, costantemente aggiornati e condivisi tra tutti gli attori coinvolti in un processo, ciascuno in modo conforme al suo ruolo.
Alla piattaforma si “agganciano” le soluzioni brand di Dassault Systèmes, organizzate sui seguenti temi:
- social e collaboration;
- modellazione 3D;
- simulazione;
- information intelligence.
La piattaforma 3D Experience è dunque il collante per le diverse soluzioni applicative di Dassault Systèmes (Catia, Enovia, Delmia, Simulia, 3dvia, Dymola, Icem, Exalead, Netvibes) per un’integrazione senza soluzione di continuità, in un unico ambiente collaborativo e con un solo database.
Dassault Systèmes ha anche definto un target fatto di 11 settori industriali differenti a cui mette a disposizione soluzioni pacchettizzate (Industry Solution Experience) e team focalizzati su ciascun settore.
Obiettivo leadership nelle bioscienze
La strategia di Dassault Systèmes si concretizza con un focus su tre aree: industria manifatturiera (che rappresenta per il vendor il settore storico e più consolidato), infrastrutture e smart city, scienze biologiche e salute.
E’ proprio quest’ultimo tassello la principale novità nella strategia dell’azienda, supportato dalla recente acquisizione per 5,8 miliardi di dollari di Medidata e delle sue soluzioni in ambito clinico e commerciale utilizzate da oltre la metà delle sperimentazioni cliniche mondiali.
Con l’acquisizione dell’azienda statunitense Dassault Systèmes ha consolidato ulteriormente il suo ruolo di “azienda scientifica” mettendo a disposizione del settore delle bioscienze una piattaforma integrata per attività di ricerca e scoperta, sviluppo, test clinici, produzione e commercializzazione di nuove terapie e tecnologie per la salute.
“Abbiamo l’ambizione di diventare il leader mondiale in tre settori – precisa Porro – e uno di questi riguarda le bioscienze, per aiutare a sviluppare terapie più intelligenti per persone più sane atraverso un approccio integrato che parta dallo sviluppo delle nuove molecole fino alla commercializzazione del farmaco”.
L’ambizione è di realizzare un trasferimento delle innovazioni sviluppate dall’azienda negli ultimi anni nel mondo biologico, passando da una modellazione delle cosa a una modellazione della vita.
Un obiettivo tanto complesso quanto interessante, la cui natura obbliga a procedere all’insegna dei pardigmi di unicità, interconnessione e personalizzazione perchè nella vita non c’è standardizzazione.
Tra le iniziative già avviate segaliamo Living heart project un progetto per realizzare un modello virtuale completamente configurato e simulato non del cuore, ma del cuore di uno specifico individuo. L’obiettivo è sviluppare nuovi paradigmi di test, per esempio per ottimizzare l’inserimento di dispositivi cardio vascolari.

