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Innovaway: digital solution integration made in Italy

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Innovaway, nata a Napoli oltre 25 anni fa, è oggi una realtà italiana consolidata nel mondo dei servizi IT e della digital transformation. Conta circa 800 persone, con poco meno della metà tra Napoli e Benevento e il resto distribuito fra Milano, Roma e Torino.

Il fatturato, in crescita, si avvia a una chiusura di poco inferiore a 60 milioni di euro e si accompagna a una costante dinamica di ampliamento delle competenze interne, acquisizione e al progressivo riposizionamento dell’azienda verso progetti a maggiore valore aggiunto.

Alla base di questo percorso c’è una forte cultura del servizio, eredità del nucleo originario dell’azienda, da sempre focalizzato sul supporto ai clienti.

“Siamo nati facendo questo, abbiamo una grossa cultura del servizio” racconta Antonio Burinato, direttore generale di Innovaway, che definisce l’azienda come una sorta di “blue collar della digital transformation” che rende operative le soluzioni, lavora con le persone in azienda e fa sì che i benefici attesi dalle iniziative digitali vengano davvero conseguiti.

“Cambiare pelle – spiega Burinato – per noi significa passare da chi supporta i clienti nell’uso delle soluzioni digitali a chi è anche in grado di disegnarle, progettarle e realizzarle insieme a loro, mantenendo però la cultura di base che quelle soluzioni devono funzionare in azienda”.

Antonio Burinato, Direttore Generale di Innovaway
Antonio Burinato, Direttore Generale di Innovaway

Da service provider a digital solution integrator

La rapida evoluzione tecnologica e la diffusione dell’AI stanno ridisegnando le esigenze di imprese e Pubbliche Amministrazioni, chiamate a governare infrastrutture, applicazioni, sicurezza e dati in modo integrato.

“In questo contesto il ruolo dei partner IT diventa strategico – sottolinea Burinato -. Le imprese e le Pubbliche Amministrazioni cercano interlocutori in grado di accompagnarle in un percorso di innovazione continua; non semplici fornitori di tecnologie ma digital solution integrator capaci di guidarle in uno scenario complesso, dove infrastrutture, applicazioni, sicurezza e dati devono operare in modo integrato e sinergico”.

Per Innovaway, questo modello significa seguire i clienti lungo tutto il ciclo di vita dei progetti, garantendo continuità tra disegno, delivery e gestione operativa. Il valore sta nella capacità di assicurare coerenza e visione end-to-end, conoscere in profondità i contesti in cui si opera, anticipare le esigenze, intervenire rapidamente sulle criticità per ridurre inefficienze, accelerare il time-to-value e ottimizzare il Total Cost of Ownership.

“Quello che si faceva tre anni fa è profondamente diverso da quello che si fa oggi, e le differenze con quello che si farà tra altri tre anni saranno altrettanto marcate” osserva il direttore di Innovaway, sottolineando la necessità di progetti flessibili e modificabili nel tempo.

In quest’ottica, il digital solution integrator lavora su due piani paralleli: ottimizzare l’esistente, integrando la tecnologia nei processi in essere e rivedendo, quando serve, infrastrutture e modalità operative, e operare sul futuro, sfruttando nuove tecnologie e AI per espandere il business e abilitare modelli più data-driven.

“Il ruolo del digital solution integrator si misura sulla capacità di generare valore concreto e tangibile per i propri clienti, non attraverso un’implementazione di tecnologie fine a sé stessa, ma grazie a un affiancamento continuo e proattivo nel percorso di evoluzione digitale”.

Grandi clienti, PA e progetti di qualità del software

La crescita di Innovaway passa anche da alcuni clienti e progetti chiave.

Il primo grande cliente nel settore privato di Innovaway è il gruppo Intesa Sanpaolo, acquisito nel 2019 a seguito di un’acquisizione che oggi vale per l’azienda poco meno di 10 milioni di euro l’anno. Innovaway si occupa del supporto alle filiali bancarie, delle operazioni della banca online DigiBank, di servizi di BPO per il polo assicurativo e per Fideuram.

“In questi ambiti siamo praticamente l’unico fornitore di Intesa Sanpaolo”, evidenzia Burinato.

A questa componente di servizio si affianca un crescente impegno nella quality assurance delle soluzioni applicative, tema che Innovaway considera sempre più centrale per ridurre il rischio operativo e garantire affidabilità ai sistemi core.

La stessa logica si ritrova nella Pubblica Amministrazione, dove l’azienda realizza circa 25 milioni di euro di fatturato lavorando con grandi enti come INPS, in cui gestisce attività in ambito reddituale e pensionistico, e nel settore sanitario. Qui, fra i progetti più significativi, Burinato cita la messa in sicurezza dei backup dell’intero ambiente sanitario di Regione Lombardia, realizzata in partnership con Rubrik, e la partecipazione, in collaborazione con Engineering, al progetto nazionale di Telemedicina promosso da Agenas per la costruzione dello strato centrale di governo dei servizi.

Partnership tecnologiche, OpenText e AI come leva trasversale

Il posizionamento di Innovaway è sostenuto da un ecosistema di partnership tecnologiche che comprende aziende del calibro di Rubrik, Huawei, HCL Software e OpenText.

Con HCL Software, parte di HCL Tech, multinazionale indiana da 250mila persone, la collaborazione è particolarmente stretta e a Ottobre Innovaway ha ricevuto il premio come miglior partner europeo di servizi gestiti.

Accanto a HCL, la partnership con OpenText amplia ulteriormente il perimetro tecnologico a disposizione di Innovaway.

“OpenText, copre molte aree avendo acquisito il ramo delle soluzioni di sicurezza di HP – ricorda Burinato – che include anche suite di network e system management e una componente molto sviluppata di testing applicativo”. Questa combinazione si integra con la specializzazione di Innovaway nella quality assurance e nel ciclo di vita applicativo, offrendo una base tecnologica robusta sia per il controllo delle infrastrutture sia per la verifica e il collaudo delle applicazioni in ambienti complessi.

Il piano industriale 2026-2028: una crescita che parte dall’identità

Il mercato IT italiano in cui Innovaway si muove è ancora frammentato, con molti player e un numero crescente di operazioni di aggregazione. Il piano industriale 2026-2028 nasce proprio dalla riflessione sul ruolo dell’azienda in questo contesto.

“Oggi, con 60 milioni di euro di fatturato, siamo troppo piccoli – ammette Burinato -. L’indice di frammentazione del mercato italiano in ambito IT è ancora elevato, c’è spazio per consolidamenti, ma alcuni dei processi di aggregazione del passato stanno già mostrando criticità. Non basta più l’aggregazione: bisogna avere un DNA chiaro e una presenza riconoscibile sul mercato.”

Il primo asse strategico è quindi interno: rafforzare e rendere esplicita l’identità di Innovaway, per evitare di comprare e aggregare realtà diverse e tra loto disomogenee, senza costruire un disegno industriale.

“Il nostro obiettivo – conclude Burinato – è dunque di aumentare la scala mantenendo la coerenza con il proprio modello: un digital solution integrator che parte dalla cultura del servizio, gestisce l’intero ciclo di vita delle soluzioni, utilizza AI e nuove tecnologie per rendere più efficienti processi e infrastrutture e si propone a imprese e PA come partner di lungo periodo nella loro evoluzione digitale”.

Sulla base di queste premesse, nelle ambizioni del fatturato futuro dell’azienda si legge il numero 100.

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