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Come l’AI trasforma l’industria

Come l’AI trasforma l’industria, Come l’AI trasforma l’industria

Floriano Masoero, amministratore delegato di Siemens Italia sul palcoscenico del recente Tech Talxs 2025

Durante i recenti Tech Talxs promossi da Siemens Italia, il tema centrale non poteva che essere l’intelligenza artificiale e il suo impatto trasformativo nel mondo industriale. Un’occasione per esplorare, attraverso la voce di alcuni tra i principali protagonisti del settore, il ruolo sempre più decisivo delle tecnologie AI nei processi produttivi, nelle infrastrutture e nell’organizzazione del lavoro.

Floriano Masoero, amministratore delegato di Siemens Italia, ha aperto i lavori sottolineando che “il nostro Paese dispone di un know-how incredibile sul versante industriale, con una presenza molto forte nella componente legata alla costruzione di macchinari ed è in grado di utilizzare queste nuove tecnologie per produrre un’accelerazione importante sul versante dell’innovazione”. Un’opportunità che, secondo Masoero, si lega alla possibilità concreta di “costruire un ecosistema fatto da aziende con un know-how elevato e molto illuminato, capaci di portare benefici importanti e farci conquistare ruoli internazionali, all’interno dell’Europa”.

Quando l’AI diventa infrastruttura: la visione di Siemens e Microsoft

Nel corso dell’evento è stata richiamata anche l’alleanza tra Siemens e Microsoft, concretizzata nello sviluppo di Industrial Copilot, piattaforma che permette di affiancare gli operatori industriali attraverso strumenti conversazionali e predittivi a supporto di attività avanzate di progettazione e organizzazione dei processi industriali.

Vincenzo Esposito, CEO di Microsoft Italia, ha sottolineato che “c’è uno straordinario interesse da parte del tessuto economico italiano, incluse le piccole imprese, verso i Copilot di intelligenza artificiale”, aggiungendo però che “si comincia a percepire l’esigenza di gestire la possibile ricollocazione del personale e del tempo che l’AI, dati alla mano, fa certamente risparmiare”.

Accenture: attenzione ai falsi miti e ai percorsi disarticolati

Un contributo particolarmente lucido è arrivato anche da Accenture, che ha posto l’accento su uno degli ostacoli culturali ancora diffusi nell’adozione dell’intelligenza artificiale: l’incapacità di superare la fase sperimentale.

“Siamo ancora in una fase che potremmo definire di pilotite – ha osservato scherzosamente Mauro Marchiaro, senior managing director Industry X Accenture ICEG – . Le aziende, infatti, si cimentano con entusiasmo in iniziative di AI, ma troppo spesso si fermano ai progetti pilota, senza arrivare a un’implementazione strutturata”.

Un altro rischio segnalato è quello di un approccio rovesciato, dove si parte dalla tecnologia anziché dalle reali esigenze operative.

“Molte imprese – ha continuato Marchiaro – cominciano dall’intelligenza artificiale invece che dallo use case. Si tratta di un errore strategico: occorre prima comprendere con chiarezza il problema da affrontare, poi individuare la soluzione tecnologica più adatta. In un contesto tecnologico in rapida evoluzione, è anche inevitabile fare i conti anche con progetti che non raggiungono immediatamente gli obiettivi attesi. Alcuni investimenti possono non generare il ritorno previsto, ma questo non deve diventare un freno. La trasformazione digitale richiede flessibilità, capacità di adattamento e soprattutto un’apertura convinta alla collaborazione con l’ecosistema di partner tecnologici”.

Per rendere davvero efficace il processo di trasformazione, secondo Accenture è indispensabile il coinvolgimento diretto del vertice aziendale.

“Non si può pensare a un cambiamento suddiviso per funzioni, dove ogni area procede per conto proprio – ha concluso Marchiaro -, ma serve un piano trasversale, validato dal consiglio di amministrazione e sostenuto dal top management”.

Nvidia e Siemens: un’alleanza storica per digital twin e metaverso industriale

Riccardo Bernasconi, senior sales manager NVIDIA Networking South Europe ha ricordato con orgoglio le radici della collaborazione tra le due aziende, mostando le foto di un computer Siemens del 1992, Synapse One, che all’epoca rappresentava un’accelerazione di 8000 volte rispetto a un computer generico.

“Il rapporto tra NVIDIA e Siemens oggi trova concretezza in soluzioni come i digital twin, ovvero modelli digitali capaci di replicare fedelmente l’ambiente fisico industriale  – ha spiegato Bernasconi -. Oggi riusciamo a mettere a disposizione di un’industria che deve creare una nuova fabbrica una replica digitale che simula l’intera struttura, rispettando le leggi della fisica. Questo permette di anticipare problemi, ottimizzare la produzione e prevedere i flussi di lavoro”.

Secondo il rappresentante di NVIDIA questo obietivo è realizzabile solo attraverso un approccio  congiunto che punti all’integrazione verticale tra hardware e software: “non possiamo affidarci all’hardware general purpose. L’unica via è quella di un’integrazione hardware/software tale per cui ogni componente sia ottimizzato per la generazione successiva”, ha aggiunto.

Sebbene l’Italia stia mostrando segnali di forte dinamismo, esistono ancora alcuni freni.

Masoero è chiaro: “il contesto è complesso e le aziende devono imparare a navigare. La burocrazia è ancora un ostacolo, ma l’Italia ha le capacità per svolgere un ruolo da protagonista, a patto di operare dentro un’Europa che deve accelerare anche sul fronte della semplificazione”.

Eppure, il fermento è evidente anche tra le PMI e gli esempi sono molteplici. Tra questi anche il caso di GAI, azienda piemontese che produce imbottigliatrici per vino, che ha utilizzato Omniverse per realizzare il digital twin della macchina per l’applicazione di etichette che ora è in grado di imparare a riconoscere nuove bottiglie in autonomia, senza dover ricaricare manualmente il software, allenandosi sola nel metaverso industriale.

Agenti AI, orchestratori e automazione del lavoro: la nuova era dell’industria

Masoero ha anche descritto lo scenario evolutivo relativo all’AI che si sta delineando.

“Oggi gestiamo persone, ma domani non gestiremo solo persone – ha osservato il CEO di Siemens Italia -. I manager di domani gestiranno persone e agenti, quindi persone e tecnologia. Gli agenti AI saranno sempre più simili a orchestratori digitali capaci di coordinare modelli verticali altamente specializzati: un po’ come il medico di famiglia che raccoglie diagnosi e risultati da più specialisti e li integra per trovare la cura. Così l’orchestratore AI metterà insieme dati, software e progettazione per intervenire in modo coordinato su macchinari, documentazione e flussi”.

Una delle applicazioni più promettenti riguarda il controllo qualità, ambito in cui Siemens ha già sviluppato una soluzione AI pre-addestrata e scalabile.

“Abbiamo creato un’applicazione standard che usa milioni di esempi industriali e che può essere installata direttamente sulla macchina, nello shop floor, nel cloud o in edge – ha spiegato Masoero –. In questo modo i nostri clienti non devono più sviluppare da zero il proprio progetto di AI: basta installare il prodotto, configurarlo e iniziare”.

Edifici, energia e data center: AI e sostenibilità convergono

Il tema dell’ottimizzazione energetica è stato al centro dell’intervento di Claudia Guenzi, head of Smart Infrastructure Siemens Italia: “I numeri parlano chiaro: gli edifici rappresentano il 40% del consumo energetico globale e il 27% delle emissioni di CO2. Eppure il 75% degli edifici nel mondo è inefficiente. Se non interveniamo, la superficie costruita raddoppierà entro il 2060”.

L’AI, affiancata all’Internet of Things, consente oggi di digitalizzare e ottimizzare interi impianti, trasformando ambienti passivi in infrastrutture intelligenti e sostenibili.

Una nota importante riguarda anche il bilancio energetico globale.

“Oggi i data center consumano il 3-4% dell’energia elettrica mondiale – ha ricordato la Guenzi –, ma potrebbero arrivare al 10-12%. Tuttavia, stimiamo che con l’uso dell’AI nelle fabbriche e nelle infrastrutture, il consumo totale possa essere ridotto del 30-40%”.

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