HPE guarda con determinazione al 2025, proponendo un portfolio ricco di novità tecnologiche in diversi ambiti. L’intelligenza artificiale (AI) si conferma un tema centrale, soprattutto in relazione allo sviluppo di soluzioni infrastrutturali per il supercalcolo.
Peraltro, HPE non si limita a progettare tecnologie, ma ne realizza esempi concreti: emblematico è il nuovo supercomputer implementato per ENI in meno di un mese, capace di posizionarsi al quinto posto nella classifica mondiale dei supercalcolatori più potenti (fonte Top500 https://www.top500.org/).
L’importanza dell’hybrid cloud e GreenLake
Parallelamente, HPE si rafforza sul tema dell’hybrid cloud, una visione che da otto anni rappresenta il fulcro strategico per raccordare le soluzioni on-premise con il public cloud. GreenLake, la proposta as-a-service del vendor, si sta ampliando sia sul fronte dei componenti disponibili sia sul piano della presenza sul mercato.
Di rilievo anche l’annuncio di soluzioni dedicate alla “sovranità”, che rispondono alle normative europee e asiatiche emergenti in materia di protezione dei dati, con la possibilità di avere infrastrutture “disconnected” per chi necessiti di piena riservatezza a livello applicativo e di dati. Sul versante virtualizzazione, HPE ha annunciato un nuovo stream di HPE VM Essentials (soluzione per gestire i carichi di lavoro virtualizzati e migrare alla piattaforma HPE VME), pensato per supportare infrastrutture ibride e multi-cloud.

“Tutte queste novità si inseriscono in una visione strutturata di HPE fondata sull’automazione, l’orchestrazione e la flessibilità delle infrastrutture. Intendiamo semplificare l’evoluzione delle architetture dei nostri clienti, aiutarli a ridurre i costi di gestione, supportarli nel percorso verso il cloud native e metterli in grado di lavorare con l’AI e grazie all’AI” sottolinea Claudio Bassoli, presidente e AD di Hewlett Packard Enterprise Italia.
Uno storage sempre più flessibile
Tra gli ultimi annunci si evidenzia anche l’evoluzione della piattaforma HPE Alletra Storage, con il modello MP X10000 che introduce per la prima volta il supporto per l’object storage nella linea HPE Alletra, offrendo uno storage a oggetti di livello enterprise con scalabilità fino a Exabyte e gestione semplificata tramite il cloud HPE GreenLake.
“Alletra non è soltanto una famiglia di prodotti – spiega Bassoli – ma una vera e propria architettura pensata per supportare applicazioni tradizionali, cloud native e AI, in cui coesistono soluzioni per il block storage, il file storage e ora anche l’object storage, rispondendo a esigenze sempre più differenziate sul fronte applicativo e dimensionale. In questo modo offriamo ai nostri clienti la certezza che il loro investimento sia al passo con l’evoluzione futura, qualunque direzione prenda il mercato.”
La leadership nel supercalcolo
Una parte fondamentale della strategia di HPE riguarda i supercalcolatori, elementi imprescindibili per lo sviluppo delle tecnologie di AI e per la ricerca in settori come farmaceutica, spazio, meteorologia e cybersecurity.
“Nella classifica Top500 della seconda metà di novembre – prosegue Bassoli – , HPE risulta l’unica azienda al mondo che fornisce tre supercalcolatori sopra la soglia dell’Exaflop (1 miliardo di operazioni al secondo): si tratta di Capitan (1.7 Exaflop), Frontier (1.3 Exaflop) e Aurora (oltre 1 Exaflop), tutti collocati negli Stati Uniti. È un risultato che dimostra la nostra capacità di mettere a disposizione dei clienti potenza computazionale di primo piano per affrontare le sfide che il mondo ha davanti come la meteorologia e i cambiamenti climatici, l’innovazione farmaceutica o la scoperta di nuovi materiali.”
Bassoli sottolinea con orgoglio il posizionamento di Eni HPC6, realizzato in tempi record in Italia e ora quinto al mondo.
“Si tratta del primo supercalcolatore a livello europeo e della principale installazione privata su scala globale. Il fatto di averlo realizzato in meno di un mese dimostra la sinergia e la competenza di un gruppo di lavoro tutto italiano, un traguardo di cui andiamo fieri.”
Raffreddamento a liquido nei supercalcolatori come nei server “general purpose”
HPE enfatizza la necessità di rendere le architetture più performanti e allo stesso tempo sostenibili, in un contesto in cui la mole di dati cresce esponenzialmente e le aziende vogliono sfruttarli in modo sempre più efficace. Da anni il vendor punta sul raffreddamento a liquido nei data center, oggi introdotto anche nei server tradizionali con soluzioni 100% fanless, capaci di ridurre, secondo HPE, fino al 90% i consumi energetici rispetto al raffreddamento ad aria.
“Abbiamo sviluppato 300 brevetti specifici sul raffreddamento a liquido – osserva Bassoli –. La prima volta che lo abbiamo adottato in ambito supercalcolo è stato circa sei anni fa e ci è voluto quasi un anno per metterlo a punto. Oggi lo stiamo estendendo ai server di uso generale, non solo ai supercomputer di fascia alta, perché l’obiettivo rimane quello di abilitare prestazioni elevate e sostenibilità economica e ambientale, anche grazie alle nuove generazioni di processori.”
Secondo HPE i vantaggi non si limitano alla semplice riduzione dei costi di gestione: a detta di Bassoli, è possibile risparmiare fino al 50% di spazio fisico nei data center e diminuire drasticamente i consumi correlati alla connettività di rete.
HPE Private Cloud AI in collaborazione con Nvidia
L’altra novità, annunciata a fine novembre, è HPE Private Cloud AI, un insieme di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale sviluppate congiuntamente a Nvidia. L’obiettivo è semplificare l’accesso alle tecnologie di AI, offrendo soluzioni preconfezionate in base ai casi d’uso. Queste infrastrutture comprendono risorse di calcolo, GPU, rete e storage in un pacchetto unico, progettato per accelerare la fase di implementazione.
“Mettere insieme tutti questi componenti è una sfida avanzata dal punto di vista delle competenze e delle tecnologie – spiega Bassoli –. HPE, insieme a Nvidia, ha messo a punto pacchettizzazioni basate sul mondo applicativo: in funzione dell’applicazione AI, abbiamo predefinito la soluzione. Sono infrastrutture ritagliate in versione piccola, media e grande, che si possono istanziare in tempi molto rapidi: parliamo di settimane per la fornitura e ore o giorni per renderle operative. Questo offre un vantaggio enorme a chi vuole adottare progetti di AI.”
Questa offerta è disponibile anche all’interno di GreenLake in modalità as-a-service, evitando investimenti Capex significativi e consentendo un aggiornamento costante di hardware e software.
Innovazione a portata di PMI
“Con GreenLake – continua Bassoli – le aziende, anche di piccole e medie dimensioni, possono adottare queste soluzioni tramite un canone mensile, senza sostenere grandi spese iniziali. Un ulteriore beneficio per chi utilizza GreenLake è di disporre automaticamente, dell’aggiornamento periodico delle infrastrutture sottostanti, sia hardware che software. In un mondo sempre più veloce questo risulta essenziale per garantire il buon funzionamento delle applicazioni in costante evoluzione”.
La recente introduzione di un nuovo programma per i partner HPE offre, inoltre, la possibilità di integrare applicazioni e servizi in GreenLake, rispondendo anche alle esigenze delle PMI.
HPE non trascura i temi della cyber security e del disaster recovery. A quest’ultima esigenza il vendor indirizza Zerto, una soluzione di protezione e ripristino dei dati che sfrutta la replica continua e l’orchestrazione automatizzata per mitigare gli effetti di attacchi ransomware e disastri naturali.
“La nostra volontà – conclude Bassoli – è continuare a semplificare l’evoluzione delle infrastrutture, ridurre i costi operativi e rendere l’innovazione accessibile a un numero più ampio di aziende, dalla grande impresa alla piccola e media realtà. Siamo convinti che questa sia la strada giusta per valorizzare il potenziale dei dati e sviluppare nuove forme di competitività sul mercato.”

