Il Gruppo Ansaldo Energia è uno dei principali attori internazionali nel settore della generazione di energia, in cui introduce un modello integrato che comprende impianti chiavi in mano, componenti (turbine a gas, turbine a vapore, generatori e microturbine), manutenzione e operation nel settore dell’energia nucleare. Impiega oltre 4.500 persone e ha una presenza globale in Italia, Cina, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, Russia, Emirati Arabi e negli Stati Uniti.

L’esigenza

L’IT di Ansaldo è una struttura centralizzata di shared services che opera da Genovapertuttoilgruppo,intuttiicontinenti.

Lasuaattivitàsisvolgesiaverso i sistemi tradizionali, (come, ad esempio quelli rappresentati da soluzioni enterprie per la gestione dei processi tecnici o gestionali), sia per la gestione deisistemiconnessiaimpiantiinesercizio.

Nell’arco di una decina d’anni il team ha vissuto la trasformazione dell’IT di Ansaldo da locale a globale, con il passaggio da un IT che seguiva prevalentemente le attività basate a Genova a uno di shared services di Gruppo che segue le attività di tutto il gruppo – che oggi vanta una presenza globale in tutto il mondo – con una forte centralizzazione di servizi, infrastrutture e competenze.

Tra i compiti più critici, nell’area del supporto alle operation, le attività di monitoraggio e diagnostica garantiscono la raccolta dei dati da più di 200 power plant connessi con il centro di controllo di Genova.

“Con la gestione delle infrastrutture di monitoraggio e diagnostica non offriamo solamente supporto ma diventiamo parte integrante del processo di business, in quanto forniamo gli strumenti che fanno parte del nostro stesso prodotto”, precisa Ivan Monti, Head of ICT Infrastructures and Operations in Ansaldo. “In questo, le sfide che affrontiamo sono complicate da fattori ambientali, geografici e geopolitici, considerando la collocazione di alcuni impianti sparsi nei cinque continenti in zone a volte poco servite da infrastrutture. L’accesso ai dati in tempo reale sull’operatività delle centrali è un vincolo forte per il servizio che eroghiamo ai nostri clienti: in alcuni casi, la continuità del servizio diventa un vincolo contrattuale. Per questo dovevamo garantire un servizio 24/7 che fosse indipendente da eventuali shut down  dovuti a condizioni esterne. Occorreva trovare una soluzione per garantire questo accesso 24/7 ad Ansaldo e ai clienti”.

Ivan Monti, Head of ICT Infrastructures and Operations in Ansaldo

Il cloud sembrava la soluzione naturale per questa sfida, ma che tipo di cloud?

Risale al 2016 la decisione di spostare questi sistemi dalle infrastrutture on premise verso un cloud pubblico targato Amazon Web Services.

La Soluzione

A Ivan Monti e al suo team è affidata nello specifico la gestione dei sistemi di cui parliamo.

“Il cloud pubblico ci garantiva livelli di servizio eccellenti, ma dopo il primo periodo di esercizio ci eravamo accorti che il livello di flessibilità e di nostra capacità di gestione era inferiore rispetto a sistemi on premise”, spiega Monti. “La gestione, ad esempio, nel caso di problemi non era così trasparente come avremmo voluto, attività in precedenza normali come clonare una virtual machine o migrare i dati da un’istanza all’altra diventavano complesse, ci mancava la necessaria autonomia di gestione e, a migrazione completata, i costi delle cloud IT operation si rivelavano piuttosto onerosi”.

Per rimediare a questa situazione, all’interno dell’IT di Ansaldo circolavano ipotesi diverse, come il passaggio a un modello di cloud PaaS, che però avrebbe rappresentato un impatto significativo, che occorreva ridurre.

A Genova avevano un obiettivo in testa: ritrovare nel cloud le caratteristiche dell’architettura già realizzata on premise. Si trattava anche di salvaguardare le competenze di tipo sistemistico già presenti in azienda, valorizzando l’investimento effettuato negli anni sul personale IT.

Quando VMware e AWS annunciano la disponibilità in Europa di un nuovo servizio di cloud ibrido, “VMware Cloud on AWS”,  in Ansaldo Energia    raccolgono la sfida.

La soluzione “permette ai clienti di far girare le applicazioni  in ambienti cloud privati, pubblici e ibridi basati su VMware vSphere”. È la possibilità di realizzare quella continuità tra on premise e cloud, da loro   invocata, con la ben conosciuta tecnologia di virtualizzazione e gestione dei sistemi adottata da tempo in Ansaldo.

Il progetto viene affidato a Storm Reply, che già aveva contribuito a gestire la prima migrazione verso AWS. Il resto è storia di questi ultimi mesi, con una nuova migrazione, più rapida e semplice della prima, dal cloud pubblico di AWS a VMware Cloud on   AWS.

Risultati e Benefici

“Con VMware Cloud on AWS abbiamo ritrovato la dinamicità e l’autonomia della nostra architettura on premise, con tutti i benefici che ne derivano, sia in termini di migrazione, sia in termini di manutenzione e gestione successiva. Oggi possiamo trasferire a caldo e senza interruzioni di servizio un workload da un data center verso il cloud e vice versa, così come siamo abituati a fare, in ambiente on premise, da un cluster all’altro, cosa che con il cloud pubblico non è possibile”, spiega Monti.

La disponibilità delle risorse elaborative e di storage rimane comunque a carico del cloud AWS sottostante, ma l’architettura delle installazioni on premise è interamente rispecchiata, con hardware dedicato e con caratteristiche specifiche.

In più, Ansaldo Energia ha la possibilità di aggiungere nuovi host fisici, come se fossero istanze virtuali su AWS in maniera del tutto dinamica e istantanea.

“Siamo partiti con tre host ma quando abbiamo aggiunto il quarto sono bastati davvero due clic”, racconta Monti. “La stessa semplicità di orchestrazione ci garantisce che se volessimo cambiare macchine in diverse regioni potremmo usare più istanze VMC in regioni diverse, senza alcun disservizio, il che sarebbe impossibile con un approccio IaaS tradizionale su qualsiasi vendor di cloud pubblico”.

Grande flessibilità e sicurezza, quindi, con la capacità di rimodulare la configurazione del datacenter a seconda delle esigenze e con la garanzia dell’affidabilità del cloud a livello globale.

Altro aspetto importante è quello dei costi.

“Rispetto alla configurazione offerta dal cloud pubblico, con VMware Cloud on AWS abbiamo raggiunto importanti elementi di efficienza relativamente alla capacità operativa, con una riduzione dei costi superiore al 30% a parità di potenza elaborativa installata”, dichiara Monti. L’ottimizzazione dei costi riguarda anche il personale sistemistico, le cui competenze vengono valorizzate dalla nuova soluzione, a differenza del cloud pubblico, che richiedeva un livello di cambiamento nei processi interni per la gestione del Servizio e l’acquisizione di nuove competenze non presenti in azienda”.

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