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Next 25, Google Cloud inaugura una nuova era per l’AI

Next 25, Google Cloud inaugura una nuova era per l’AI

Protagonista assoluto del Google Cloud Next 25, che si sta tenendo in questi giorni a Las Vegas, è l’intelligenza artificiale, in ogni sua forma e implementazione. “L’opportunità che l’AI ci offre è enorme e, insieme ai nostri clienti, stiamo alimentando una nuova età dell’oro dell’innovazione”, ha dichiarato Amin Vahdat, VP, ML, Systems and Cloud AI Google Cloud.

Google ha abbracciato l’AI già da oltre un decennio, vedendola come la chiave per realizzare la sua missione: organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili. Ora il colosso di Mountain View fa un passo avanti, proponendosi come partner strategico per clienti e aziende che vogliono integrare soluzioni AI avanzate.

Cuore pulsante di questa rivoluzione è la piattaforma AI di Google Cloud, ottimizzata per offrire prestazioni elevate, precisione e un rapporto qualità-prezzo competitivo. La proposta include infrastrutture avanzate, database sofisticati, modelli avanzati di intelligenza artificiale e una gamma completa di strumenti per sviluppatori, ideali per creare agenti AI generativi e sfruttare agenti preconfigurati.

Next 25 Google Cloud inaugura una nuova era per l’AI, Next 25, Google Cloud inaugura una nuova era per l’AI
Amin Vahdat, VP, ML, Systems and Cloud AI Google Cloud

Un fondamentale contributo nello sfruttare al meglio la piattaforma di AI di Google Cloud arriverà da Ironwood, la TPU (Tensor Processing Unit) di settima generazione progettata da zero per offrire inferenza su larga scala. “Ironwood introduce i nostri clienti nell’era dell’inferenza, dove non conta più solo quali dati si inseriscono nel modello, ma cosa il modello è in grado di fare con quei dati dopo l’addestramento”, ha spiegato Vahdat. Cha ha sottolineato come Ironwood sia in grado di raggiungere 42,5 exaFLOPS di potenza di calcolo per pod, superando di oltre 24 volte la capacità del supercomputer El Capitan, attualmente il numero uno al mondo con 1,7 exaFLOPS per pod. Inoltre, Ironwood è due volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla generazione precedente (Trillium) e quasi 30 volte più efficiente rispetto alla prima Cloud TPU del 2018.

L’innovazione di Google non si ferma ai chip: il colosso ha potenziato anche la sua rete globale, ora accessibile ai clienti tramite Cloud WAN, una rete privata planetaria che garantisce fino al 40% di miglioramento delle prestazioni e una riduzione equivalente del costo totale di proprietà.

A Next 25, Google ha annunciato altri nuovi miglioramenti per il software del suo AI Hypercomputer, tra cui capacità avanzate di inferenza e aggiornamenti di Google Kubernetes Engine, che promettono di ridurre i costi operativi fino al 30% e aumentare la velocità di risposta fino al 60%

Con Vertex AI la produttività aziendale

Amin Vahdat ha svelato anche la visione strategica di Google Cloud per il futuro dell’intelligenza artificiale generativa, ponendo Vertex AI al centro dell’ecosistema. “Vertex AI è la nostra piattaforma completa per creare e gestire applicazioni, agenti, nonché per l’addestramento e il deployment dei modelli – ha affermato Vahdat –. Abbiamo registrato una crescita di 20 volte nell’utilizzo di Vertex AI solo nell’ultimo anno“.

Attualmente, Vertex AI offre accesso semplificato a oltre 200 modelli di base, tra cui quelli proprietari come Gemini 2.5 e i modelli di generazione multimediale, oltre a modelli selezionati come Anthropic, Mistral, AI21 Labs e open-source come Gemma e Llama. Attraverso alcune collaborazioni, Google arriva però a mettere a disposizione dei clienti centinaia di migliaia di modelli, garantendo che tutti abbiano accesso alle informazioni giuste, al momento giusto.

Una caratteristica distintiva di Vertex AI è il grounding, che consente ai modelli di attingere a dati in tempo reale, migliorando l’accuratezza delle risposte. “Offriamo l’approccio più completo al grounding disponibile sul mercato, integrando Google Search e numerose fonti di dati aziendali“, ha sostenuto Vahdat. In più, l’integrazione con Google Maps, consente agli sviluppatori di arricchire le risposte dell’AI con informazioni geolocalizzate su milioni di luoghi negli Stati Uniti.

Un altro grande protagonista è il sistema di agenti AI. “Gli agenti possono pensare a più passi avanti e operare su diversi software e sistemi per portare a termine i compiti degli utenti“, ha precisato Vahdat. Grazie ad Agent Development Kit (ADK), le aziende possono ora costruire sistemi multi-agente con meno di 100 righe di codice, gestendo flussi complessi e assicurando interoperabilità tra agenti di diversi fornitori tramite il nuovo protocollo A2A (Agent-to-Agent).

Vahdat ha evidenziato: “Una delle maggiori sfide per l’adozione dell’AI in azienda è far comunicare agenti costruiti su framework differenti. Con A2A, superiamo questo ostacolo, offrendo un linguaggio comune tra gli agenti dell’intero ecosistema aziendale“.

All’evento Next 25, Google ha anche presentato l’AI Agent Marketplace, per permettere alle aziende di trovare e distribuire rapidamente agenti preconfigurati per attività specifiche. Con la nuova Agent Space, invece, ogni dipendente può accedere e utilizzare gli agenti AI, indipendentemente dal livello di competenza tecnica, con sicurezza e conformità garantite.

È arrivato il momento in cui vedere davvero l’intelligenza agentica prendere forma“, ha concluso Vahdat.

Modelli generativi per immagini, audio, video e ora anche musica

Nenshad Bardoliwalla, director, product management, Vertex AI, ha illustrato i nuovi progressi nella gamma di modelli generativi di Google, che si spingono ben oltre Gemini, puntando in particolare sulle potenzialità per i team creativi nei settori dei media, del marketing, della pubblicità e del design.

Nenshad Bardoliwalla, director, product management, Vertex AI

Abbiamo compiuto enormi passi avanti nei nostri modelli generativi multimediali – ha dichiarato Bardoliwalla –. Questi modelli sono pensati per potenziare i team creativi nella produzione di contenuti, offrendo strumenti di altissimo livello per realizzare asset visivi, sonori e video“.

Attualmente, Vertex AI offre già un ventaglio di modelli specializzati: Imagen 3 (per la generazione di immagini), Chirp 3 (dedicato all’audio) e Veo 2, (il modello per la creazione di contenuti video). La novità annunciata durante Next 25 è Lyria, il modello di Google per trasformare il testo in musica, che è ora integrato nella piattaforma.

L’inserimento di Lyria è un traguardo importante – ha precisato Bardoliwalla –. Questo rende Vertex AI l’unica piattaforma capace di riunire in un unico ambiente tutti i modelli generativi dedicati ai media: video, immagini, voce e musica“.

Grazie a questa integrazione completa, le aziende e i creativi possono realizzare un progetto di produzione completo partendo da un semplice testo. Dalla generazione di un’immagine, alla creazione di un video completo, arricchito con musica e parlato, tutto può essere sviluppato senza uscire dalla piattaforma di Google Cloud. Una visione ambiziosa che punta a rivoluzionare i processi creativi aziendali, rendendoli più fluidi, rapidi e accessibili a una platea sempre più ampia di utenti, indipendentemente dal loro livello tecnico.

Anche Google Workspace punta tutto sull’intelligenza artificiale

Google Workspace si prepara a una nuova era della produttività, puntando con decisione sull’intelligenza artificiale per rendere più fluido ed efficiente il lavoro di milioni di utenti in tutto il mondo. A raccontarlo è stata Kristina Behr, VP, product management, Collaboration Apps, Google Workspace, Google Cloud.

Kristina Behr, VP, product management, Collaboration Apps, Google Workspace, Google Cloud.

Oggi più di 3 miliardi di utenti e oltre 11 milioni di clienti paganti si affidano a Google Workspace – ha spiegato Behr –. Sappiamo che l’intelligenza artificiale è più potente quando tutti possono accedervi facilmente”. Da gennaio, infatti, Google ha integrato le migliori capacità della propria API direttamente nei piani di Workspace, eliminando le barriere dei costi premium e delle configurazioni complesse.

I numeri parlano chiaro: oltre 2 miliardi di interventi mensili di AI stanno già supportando le aziende, portando a miglioramenti tangibili. Tra gli esempi di successo citati da Behr, Etsy ha sperimentato l’utilizzo di Workspace con Gemini, registrando che il 95% degli early adopter ha riscontrato un notevole risparmio di tempo. Inoltre, gli sviluppatori di Athies riescono a generare fino al 70% del codice necessario semplicemente interagendo con Gemini.

In ambito Workspace, Google ha annunciato a Next 25 l’introduzione di nuove funzionalità avanzate, come Help Me Refine in Google Documenti, pensato per migliorare la struttura e la chiarezza dei testi, e la generazione di panoramiche audio, trasformando i documenti in letture audio complete o riassunti in stile podcast. In Fogli Google, arriva Help Me Analyze, una funzione che consente di estrarre informazioni chiave dai dati senza necessità di formule o grafici complessi.

Tuttavia, l’annuncio che è destinato a destare più sensazione è di sicuro Google Workspace Flows, una nuova piattaforma di automazione pensata per tutti, non solo per gli esperti IT. “Con Workspace Flows democratizziamo la capacità di creare flussi di lavoro sofisticati – ha sottolineato Behr -. Basta descrivere ciò di cui hai bisogno in un linguaggio semplice e i flussi progetteranno la logica per te”.

Google Cloud rivoluziona l’esperienza applicativa

Durante Next 25, Brad Calder, vice president e general manager di Google Cloud, ha presentato una serie di innovazioni che ridefiniscono l’esperienza cloud, mettendo al centro le applicazioni e i loro sviluppatori.

Brad Calder, vice president e general manager di Google Cloud

Stiamo trasformando Google Cloud con un’esperienza cloud centrata sulle applicazioni – ha dichiarato Calder –. Vogliamo che gli sviluppatori si concentrino sulla creazione di soluzioni di valore per il business, senza doversi preoccupare dell’infrastruttura sottostante”.

Una delle novità più attese è l’Application Design Center, ora in anteprima pubblica. Si tratta di un’interfaccia visiva che guida gli sviluppatori nella progettazione e distribuzione delle applicazioni cloud, garantendo sicurezza, affidabilità e aderenza alle best practice. Insieme a questo, Google ha presentato anche il nuovo Cloud Hub, una dashboard che fornisce insight cruciali su deployment, salute delle applicazioni, troubleshooting, ottimizzazione e gestione dei costi.

Non mancano le novità nell’ambito dell’intelligenza artificiale: Google ha annunciato Gemini Code Assist, un agente AI progettato per aiutare gli sviluppatori nella scrittura di codice, migrazioni, revisioni, test e documentazione, supportato da una Kanban board interattiva. “Con il nostro Code Assist, gli sviluppatori possono visualizzare e gestire in tempo reale le attività AI“, ha spiegato Calder.

Per la gestione cloud, è arrivata anche Gemini Cloud Assist, che include funzionalità avanzate come la nuova modalità Investigations, un flusso di lavoro AI che accelera il troubleshooting identificando rapidamente le cause dei problemi.

Infine, Google ha esteso le sue capacità anche ai clienti on-premise: “Portiamo Gemini su Google Distributed Cloud, grazie alla collaborazione con NVIDIA e Dell, per offrire intelligenza artificiale avanzata anche negli ambienti più regolamentati“, ha concluso Calder.

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