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Cisco ridefinisce Internet con Agenti AI

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Il futuro è AI-Ready. Il futuro si sta facendo adesso. Oggi le attuali reti presenti nei data center non soddisfano appieno i requisiti che l’uso di agenti AI richiede e per questo è stata annunciata al Cisco Live, l’evento internazionale dove sono presentate le ultime novità tecnologiche, la Piattaforma Unificata “AI-Ready Secure Network“: una nuova strategia di piattaforma progettata per supportare le aziende nei loro ambienti di lavoro. Permetterà di realizzare infrastrutture di rete moderne e AI-Ready. Reti che devono essere affidabili, resilienti e sicure per supportare gli agenti AI che opereranno su di esse. Perciò dovranno essere veloci e con una latenza bassissima, ed efficienti dal punto di vista energetico. Soprattutto dovranno adattarsi a ogni tipologia di architettura presente, dal Cloud all’on-premise, passando per soluzioni ibride.

Usare l’AI per gestire l’infrastruttura

Un punto fondamentare di questa strategia sarà la semplicità operativa, grazie all’integrazione con l’AI sarà più facile gestire reti, anche complesse. È stato creato il Deep Network Model, un LLM (Large Language Model) addestrato con l’esperienza quarantennale di Cisco in materia di gestione delle reti, che operando assieme a specifici agenti (AgenticOps) in AI Canvas (un’interfaccia collaborativa per workflow agentici in linguaggio naturale) permetterà operare sulle reti sfruttando al massimo le potenzialità dell’AI. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto con una nuova linea di dispositivi di rete realizzati con i chip Silicon One A100L e K100L così da offrire le migliori prestazioni per il mondo AI.

Sicurezza a prova di quanti

La sicurezza merita un discorso a parte, in quanto Cisco vuole portare all’interno della rete stessa soluzioni per renderla molto più sicura e per permettere agli agenti di operare su dati sensibili senza problemi. Per rispondere alle richieste fatta da diversi clienti, Cisco ha reso sicuri agli attacchi fatti con computer quantistici i propri dispositivi e le proprie architetture, perché i primi elaboratori quantistici saranno in mano a strutture statali che potrebbero avere interesse a mantenere segreta la loro esistenza. La società californiana, inoltre, ha dotato ogni porta dei dispositivi di un firewall per aumentare ulteriormente il livello di sicurezza. con l’ottica di offrire soluzioni AI chiavi in mano nasce la partnership con Domyn. Grazie a questo accordo sarà possibile creare una infrastruttura di rete e implementare una soluzione AI all’interno di essa: in questo modo le aziende sono sicure di poter addestrare con tutti i propri dati, compresi quelli sensibili, in tutta sicurezza. Questa soluzione consente di sfruttare la potenza dell’AI in pochi mesi, con la certezza di controllare tutto il processo di implementazione e addestramento.

Con l’AI nulla sarà più come prima

Cisco ridefinisce Internet con Agenti AI, Cisco ridefinisce Internet con Agenti AI
Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia

Per capire se questa è una evoluzione o una rivoluzione abbiamo parlato con Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia, che ha dipanato questo dubbio: «È quasi un dibattito accademico. Alcuni dicono è una rivoluzione, perché fa parte della più grande rivoluzione digitale che è ancora in corso e forse, dal punto di vista strettamente accademico, è anche giusto. Tuttavia, anche nell’ambito di una rivoluzione che dura decenni, perché le rivoluzioni industriali sono durate decenni, ci sono dei momenti di accelerazione. Quello che è fuori di dubbio che questo è un momento di incredibile accelerazione che equivale o forse supera quella che abbiamo vissuto quando si è diffusa internet».

Dunque è il momento di cavalcare l’onda, ma l’Italia è pronta per farlo? «Dalle ricerche che abbiamo c’è consapevolezza del momento, oltre il 90% delle aziende intervistate hanno detto “Io devo avere un piano per introdurre l’intelligenza artificiale all’interno della mia organizzazione per aumentare l’efficienza e le performance”, ma meno del 10% lo sta già facendo. La cosa positiva è che che più del 90% dice lo devono fare entro 18 mesi perché è un fattore competitivo. Noi stiamo cercando di comunicare ai nostri clienti che non dobbiamo cambiare completamente il funzionamento dell’azienda per introdurre l’AI. È possibile prendere un processo specifico e migliorarlo nettamente grazie all’intelligenza artificiale. Una stima dice che il 60% delle applicazioni di intelligenza artificiale che verranno realizzate saranno applicazioni specifiche».

L’universo dei partner Cisco che ruolo avrà in questa rivoluzione? «Alcuni di loro stanno sviluppando da soli soluzioni AI specifiche per risolvere esigenze molto ben definite, ma possono anche cogliere l’opportunità offerta dalla nostra partnership con Domyn, perché è a disposizione anche dei nostri partner. Non vediamo limiti allo sviluppo di soluzioni AI, non c’è un problema di mancanza di opportunità. La vera esigenza è la capacità di produrre soluzioni di intelligenza artificiale perché riteniamo che ben presto qualsiasi applicazione realizzata con una combinazione delle nostre infrastrutture e piattaforme, del nostro software e di quello dei nostri partner avrà sempre un contenuto di intelligenza artificiale. Presto non ci sarà applicazione e soluzione digitale senza AI. E allora avremo raggiunto l’obiettivo che ci siamo prefissati».

L’obiettivo, visione, di Cisco è quella di un mondo dove uomini e AI lavorino in sinergia, dove la persona coordina, mette in campo la competenza e l’intelligenza artificiale, Agenti AI e AI generativa, fanno il lavoro “sporco” sia nel virtuale sia nel reale attraverso il controllo di dispositivi e di robot.

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