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Snom guarda al futuro tra continuità, innovazione e nuovi mercati

Snom guarda al futuro tra continuità innovazione e nuovi mercati, Snom guarda al futuro tra continuità, innovazione e nuovi mercati

Fabio Albanini, senior vice president sales & operations EMEA & APAC e managing director Italy di Snom Technology

Presente in Snom dal 2009, Fabio Albanini ha progressivamente ricoperto ruoli di crescente responsabilità assumendo la guida del Sud Europa, poi dell’area EMEA con l’aggiunta nel novembre 2024 della regione DACH e, da aprile 2025, anche della regione APAC, consolidando così un incarico globale.

Che cambiamenti intende portare in Snom?

Snom è già un’azienda solida, con responsabili per ogni area e processi ben strutturati. Il mio obiettivo è garantire continuità, ma con spirito critico: ho già individuato alcune aree su cui intervenire per migliorare l’efficienza interna e rendere i processi ancora più affidabili. Non intendo cambiare per il gusto di farlo, ma ottimizzare dove serve, con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi offerti e raggiungere con più agilità i nostri obiettivi annuali.

Come sta evolvendo il posizionamento dell’azienda?

Snom ha lanciato nel 2000 il primo telefono SIP commerciale al mondo: è un primato che ci definisce. Ma oggi la comunicazione aziendale è profondamente cambiata. Il nostro approccio si sta quindi ampliando: da marchio premium della telefonia IP ci stiamo trasformando in uno specialista delle telecomunicazioni a 360 gradi, pur mantenendo l’anima VoIP. Offriamo telefoni da tavolo, dispositivi DECT per ambienti complessi, dispositivi per audioconferenze, cuffie professionali, endpoint certificati per ambienti Microsoft Teams e molto altro. Il nostro obiettivo è coprire tutte le esigenze del moderno workplace.

Parlando di tecnologia: come si inserisce oggi il telefono nella comunicazione aziendale, tra smartphone e piattaforme collaborative?

Il telefono fisso ha ancora un ruolo centrale, soprattutto in ambito business. C’è chi parla della sua scomparsa, ma i numeri ci dicono altro e le vendite continuano a crescere. Per molte figure professionali, ad esempio penso a chi lavora in finance, nel customer service o nella logistica, il telefono fisso resta insostituibile e offre stabilità, qualità audio e facilità d’uso ineguagliabili.

Anche dal punto di vista economico ha un ciclo di vita molto più lungo rispetto a uno smartphone aziendale.

E per quanto riguarda il DECT?

È una categoria a parte, con dinamiche molto diverse. I terminali DECT sono essenziali per chi lavora in mobilità: per esempio magazzinieri, infermieri, personale tecnico.

Abbiamo una gamma completa, dai modelli base fino ai rugged IP65 per ambienti difficili, passando per dispositivi con funzioni di emergenza. Recentemente abbiamo lanciato anche un multicharger molto apprezzato in ambito retail e sanitario. Il nostro portafoglio DECT è maturo e stabile ed è importante garantire la continuità, perché spesso si tratta di installazioni complesse caratterizzate da molte celle.

Nel 2023 avete lanciato una nuova linea per il settore hospitality. Come sta andando?

Con grande soddisfazione, posso dire che è stata una delle sorprese più interessanti dell’ultimo anno. Abbiamo iniziato con telefoni IP per hotel, ma ci siamo presto resi conto che nel mondo alberghiero l’analogico è ancora dominante. Così abbiamo lanciato una linea analogica dedicata e oggi il mercato hospitality ci sta aprendo molte porte, anche grazie a una strategia commerciale basata sul Canale, che ci distingue dai concorrenti.

Che impatto ha avuto l’acquisizione di Gigaset sul vostro assetto?

L’acquisizione è stata decisa da VTech, il nostro gruppo di riferimento, che ha salvato Gigaset da una situazione critica. È un segnale forte: VTech punta molto sul settore VoIP e ora vanta due brand tedeschi di primo piano nel proprio portafoglio. Detto ciò, Snom e Gigaset continueranno a operare in modo totalmente indipendente.

Non c’è alcuna strategia di rebranding né di fusione tra le due entità.

L’interoperabilità è una chiave strategica nel vostro modello di prodotto?

La compatibilità con le principali piattaforme di Unified Communication (UC) rappresenta uno dei nostri punti di forza.

Tutti i nostri dispositivi, sono certificati o compatibili con le principali piattaforme UC a livello globale. Collaboriamo con oltre 70 partner tecnologici, tra cui Microsoft, Zoom, Cisco Broadsoft, 3CX, Yeastar e molti altri, anche a livello locale.

Abbiamo un team dedicato all’interoperabilità che interviene fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto. È fondamentale per garantire il successo commerciale delle nostre soluzioni.

Qual è la posizione dell’Italia nello scenario europeo?

L’Italia è storicamente uno dei mercati principali per Snom, dove continuiamo a investire in modo significativo. Siamo secondi in Europa solo all’area DACH (Germania, Austria e Svizzera). Abbiamo una rete consolidata di distributori come Allnet Italia e V-Valley, partner da molti anni, e vantiamo un team commerciale e tecnico altamente stabile e competente. Prima della pandemia eravamo un po’ indietro rispetto a Francia e Germania, ma oggi il gap è colmato. Certo, nei Paesi nordici la transizione al VoIP è più avanzata, ma l’Italia resta centrale.

Ci indica tre obiettivi prioritari per il futuro?

In primo luogo, ottimizzare i processi interni per rendere l’organizzazione ancora più efficiente. In secondo luogo, rafforzare la nostra strategia commerciale puntando sulla ricerca di nuovi rivenditori a valore aggiunto in grado di operare come veri consulenti tecnologici, senza trascurare i partner esistenti che rappresentano la nostra base solida. Infine, vogliamo massimizzare il potenziale della nuova linea hospitality, che ci sta già aprendo nuove opportunità commerciali, spesso accompagnate da progetti di up-selling su telefoni da tavolo e altre soluzioni core.

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