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Schneider Electric al centro della trasformazione AI dei data center

Silvia Olchini, vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia

Silvia Olchini, vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole dell’elaborazione dati, imponendo carichi computazionali sempre più elevati e variabili, diventa fondamentale rispondere con architetture capaci di garantire potenza, efficienza e sostenibilità. Le priorità si concentrano sull’incremento delle capacità di alimentazione, sull’impiego di UPS ad alta efficienza energetica e sull’adozione di sistemi di raffreddamento a liquido per gestire la crescente densità termica.

Silvia Olchini, vice Presidente Secure Power di Schneider Electric Italia, delinea i nuovi requisiti tecnici e gli scenari evolutivi, spiegando come l’azienda sia in grado di supportare gli operatori del settore nella preparazione del proprio data center all’AI “from grid to chip and from chip to chiller”.

Come sta cambiando il mercato del data center alla luce dell’intelligenza artificiale?

Il mercato è in rapida trasformazione e l’intelligenza artificiale rappresenta un potente motore di cambiamento. Da osservatori attivi del settore, cogliamo sia le opportunità sia le sfide di questa evoluzione. La sfida principale oggi è riuscire a sostenere i nuovi carichi generati dall’AI, disaccoppiando la crescita dei data center dal consumo energetico. Questo comporta una crescente attenzione verso aspetti fondamentali come la disponibilità dell’approvvigionamento energetico, la decarbonizzazione e la sostenibilità dell’intero sistema.

Qual è il ruolo strategico di Schneider Electric in questo scenario?

Il nostro obiettivo è affiancare i clienti lungo l’intero percorso: dalla definizione di una strategia energetica pensata per l’era dell’AI, fino alla realizzazione di data center tecnologicamente avanzati e sostenibili. Lavoriamo su due variabili chiave: il flusso di potenza dal grid al chip e quello di calore dal chip al chiller. Offriamo un approccio end-to-end, che include prodotti, soluzioni, servizi digitali e consulenza, per supportare ogni fase del ciclo di vita del data center, dal design all’operation.

Quindi Schneider Electric non è solo un fornitore di infrastrutture?

Esatto, siamo dei partner strategici end to end. Offriamo competenze consulenziali, supporto alla progettazione e servizi di gestione operativa. Il nostro coinvolgimento va dalla fase iniziale di design fino alla gestione quotidiana, con strumenti software che ottimizzano il funzionamento del data center e supportano una gestione efficiente, anche in ottica di manutenzione predittiva.

Cosa significa concretamente essere AI ready?

Essere AI ready non è un traguardo, ma un percorso. Oggi non esistono standard riconosciuti che definiscano un data center pronto per l’AI e lo sviluppo e la curva di adozione dell’intelligenza artificiale non sono ancora totalmente delineati. Il nostro approccio si fonda su Reference architecture e Reference design che aiutano a definire i criteri di progettazione di infrastrutture in grado di gestire sia carichi tradizionali sia carichi AI sempre più esigenti, con la flessibilità necessaria per evolversi nel tempo.

Collaborate direttamente con vendor di sistemi IT?

Assolutamente sì. Le nostre partnership industriali con importanti server vendor e con Nvidia ci forniscono competenze sull’infrastruttura IT ottimizzata per i workload AI e ci aiutano a definire le modalità con cui il data center dovrà essere sviluppato nelle componenti di nostra competenza. Per esempio, abbiamo da poco rilasciato un Reference design per i data center, co-sviluppato insieme a Nvidia, a supporto di cluster AI ad alta densità, raffreddati a liquido, fino a 132 kW per rack.

Quali sfide pone l’incremento della densità di potenza per rack?

Stiamo attraversando una discontinuità importante: si passa da densità di 50 kilowatt per rack a 100 o 150 kilowatt. Questo comporta nuove sfide progettuali, tra cui la necessità di adottare sistemi di raffreddamento a liquido in affiancamento o in sostituzione di quelli ad aria. Serve una stretta collaborazione tra tutti gli attori per anticipare i bisogni futuri e garantire scalabilità ed efficienza.

Anche la componente software gioca un ruolo rilevante?

Sì, è fondamentale. Le nostre soluzioni software supportano sia la fase di progettazione sia quella operativa. Consentono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, implementare strategie di gestione intelligente dei carichi e abilitare funzionalità di manutenzione predittiva. Disponiamo, tra l’altro, di soluzioni di Critical Infrastructure Management, Power Monitoring System, Building Management System e digital twin che garantiscono una gestione intelligente e integrata dell’infrastruttura fisica.

Come interpretate il tema della sostenibilità in Schneider Electric?

La sostenibilità è parte integrante del nostro DNA. Non la applichiamo solo internamente, ma la promuoviamo anche verso i nostri clienti, supportandoli lungo il percorso attraverso gli Scope 1, 2 e 3. Schneider Electric è stata nominata nel 2025, per il secondo anno consecutivo, l’azienda più sostenibile al mondo da Corporate Knights. Ci impegniamo a fornire strumenti e strategie per ottimizzare il consumo energetico, adottare fonti rinnovabili e migliorare i sistemi di distribuzione dell’energia. Questo significa monitorare, ottimizzare e integrare l’intera infrastruttura in modo efficiente. Schneider Electric ha anche anticipato i temi della sostenibilità nel settore IT essendo stata la prima a pubblicare una “Guida alle metriche di sostenibilità ambientale per i Data Center”, in un momento in cui mancavano riferimenti standard condivisi, al fine di aiutare gli operatori a misurare e migliorare il proprio impatto ambientale.

L’Italia sta diventando un mercato rilevante per i Data Center. Che ruolo ha Schneider Electric?

L’Italia sta acquisendo un ruolo sempre più centrale nel contesto europeo, grazie a nuove dinamiche di gestione e localizzazione dei dati. Schneider Electric è partner dei principali operatori, studi di progettazione e investitori che stanno guidando questo sviluppo. Il nostro posizionamento ci consente di essere tra i player più riconosciuti sia a livello globale sia locale.

Quanto è importante l’ecosistema dei partner per Schneider Electric?

È fondamentale. Collaboriamo con una rete estesa di partner, sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione e gestione. Noi amiamo definirci una società globale che però ha radici molto locali e questa capillarità ci permette di scaricare a terra il valore delle nostre soluzioni. Investiamo in percorsi di aggiornamento continuo e di certificazione per i nostri partner al fine di trasferire know-how, con l’obiettivo di far crescere l’intero ecosistema.

In quali direzioni si muove la vostra Ricerca e Sviluppo?

Lavoriamo su molteplici fronti: dallo sviluppo di PDU modulari e ad alta efficienza, a quello di tecnologie per il raffreddamento a liquido. In quest’area abbiamo recentemente acquisito Motivair, un’azienda leader in soluzioni di liquid cooling per i chip, così da integrare la nostra offerta end-to-end in risposta ai requisiti emergenti dei data center ad alta densità.

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