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La sfida dei dati è essere pronti per l’AI

Syam Nair, executive vice president e chief product officer di NetApp

Syam Nair, executive vice president e chief product officer di NetApp

L’enorme quantità di dati non strutturati generati dall’AI non ha un significato se non vengono letti attraverso metadati e un modello semantico. E se la complessità aumenta, aumentano anche i costi. Syam Nair, executive vice president e chief product officer di NetApp, descrive le nuove sfide che le imprese affrontano sul fronte dei dati e l’approccio con cui NetApp intende rispondere.

Cosa significa per voi “intelligent data infrastructure”?

L’intelligent data infrastructure non riguarda solo un processo o una tecnologia. Significa sbloccare ciò che organizzazioni e team possono fare. Non riguarda solo come i dati risiedono, ma come si muovono e come vengono “attivati” per generare i prodotti che contano per il business. Perché i risultati non arrivano dalle tecnologie da sole ma dai team e dalle organizzazioni che spingono in avanti i limiti di ciò che è possibile realizzare.

Come cambia l’approccio ai dati con l’AI?

I dati sono il fondamento della conoscenza e l’obiettivo di NetApp è, da sempre, quello di trasformare i dati in conoscenza. Siamo passati dallo storage in rete, al consolidamento nei data center e poi al cloud e Ontap, che è la piattaforma di storage più diffusa e collaudata al mondo, è sempre stata presente. Oggi vogliamo costruire la prossima generazione di prodotti, tecnologie e partnership per rendere i dati AI ready. È un compito complesso e articolato che richiede, innanzitutto, di individuare i dati e organizzarli, poi di governarli e infine di contestualizzarli e arricchirli, creando i metadati necessari per renderli attivi per l’uso con l’AI. Un ulteriore step richiesto è la trasformazione, per esempio su testo, PDF, audio e video. Una volta esauriti questi passaggi è indispensabile continuare a ripetere il ciclo, perché i dati non sono statici, ma cambiano continuamente.

Come è possibile riuscire a governare dati strutturati e non strutturati?

Nel nuovo mondo caratterizzato da un’enorme quantità di dati non strutturati, semi-strutturati e strutturati, serve una piattaforma diversa. Per questo NetApp ha sviluppato una data platform che supporta e gestisce in modo unificato storage a file, a oggetti e a blocchi. Su questa piattaforma NetApp mette a disposizione direttamente le soluzioni per semplificare la preparazione dei dati e per assicurare che possano generare valore e risultati. Sulla data platform si appoggiano poi i nostri servizi, a partire da quelli di protezione dei dati, sia “a riposo” sia “in movimento”, per arrivare a quelli specifici per l’AI.

Quali sono i passaggi chiave del vostro percorso verso l’AI?

In NetApp proponiamo un percorso in cinque passaggi per l’AI Agentic legata ai dati attraverso la nostra data platform, sia on-premise sia nel cloud. Il primo è unificare i dati, che siano file, blocchi od oggetti, in un’unica piattaforma. Il secondo è integrare una cyber resilience nativa. Il terzo è assicurare che i dati siano sempre pronti, indipendentemente da dove risiedono. Il quarto è poter scalare in modo indipendente capacità e performance secondo le esigenze dell’utente finale. Il quinto è concentrarsi sugli “outcome” e sui risultati, non sulle “pipeline” dei dati.

Che tecnologia utilizzate per ottenere questi obiettivi?

Per rendere i dati pronti per l’AI abbiamo integrato un motore AI direttamente nella piattaforma basata su ONTAP e integrata con il cluster NetApp AFX. Questo NetApp AI data engine costituisce un elemento d’innovazione della piattaforma che assicura che ogni dato sia pronto per l’AI, dalla preparazione e “ingestion” dei dati fino ai risultati prodotti dall’AI generativa. Il nostro Ai data engine fornisce una vista globale e aggiornata dell’intero patrimonio dati ed elimina i duplicati. Include “guardrail” integrati, guidati da policy, che seguono i dati: indipendentemente da come vengono usati, restano sotto lo stesso controllo che avevano all’inizio.

Quali sono le ultime novità annunciate?

Google Cloud NetApp Volumes (GCNV) introduce ora anche il supporto allo storage a blocchi, rendendo disponibili sia i protocolli NAS (Network Attached Storage) sia quelli SAN (Storage Area Network). In parallelo, abbiamo esteso la disponibilità di NetApp FlexCache e SnapMirror su GCNV, su Azure NetApp Files (ANF) e su Amazon FSx for NetApp ONTAP, oltre che sui sistemi NetApp All-Flash FAS (AFF) installati nei data center dei clienti. Stiamo anche rilasciando nuove funzionalità integrate nella piattaforma. Un nuovo servizio è NetApp Ransomware Resilience, che include rilevamento di violazioni dei dati, un ambiente di recovery isolato e prevenzione autonoma del ransomware, con una copertura completa della data platform.

Cosa significa per NetApp cyber resilience?

Si traduce in due ambiti complementari: threat management e risk management. L’obiettivo è mitigare le minacce e ridurre il rischio e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto operativo se qualcosa riesce a superare le difese.

Sul fronte del disaster recovery, l’RPO (Recovery Point Objective) è una capacità chiave. Sul fronte ransomware, la protezione autonoma delle nostre soluzioni aiuta a prevenire gli attacchi, con una capacità di rilevamento integrata che supera il 99%. In genere, quando c’è una minaccia ransomware, l’attaccante cifra i dati e spesso li copia anche all’esterno. LA tecnologia di NetApp prevede uno snapshot “tamper-proof”, a prova di manomissione. Di conseguenza, anche se un attacco ransomware andasse a segno, è possibile effettuare un ripristino da un ambiente certamente pulito.

Come affrontate il tema della sovranità dei dati?

Nel contesto attuale, la sovranità del dato è diventata davvero importante. Lo scenario geopolitico continua a cambiare e ogni Paese si interroga su come proteggere infrastrutture e asset. Quella di NetApp è l’unica data platform “hyperscaler neutral” che si integra con i tre hyperscaler e che opera nello stesso modo in qualsiasi cloud o data center.  capacità che integriamo nella nostra piattaforma facilitano il compito di chi deve implementare soluzioni che garantiscano risposta alle esigenze di sovranità del dato, privacy e sicurezza.

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