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Acronis accelera su AI, sicurezza gestita e cyber economy

Acronis accelera su AI sicurezza gestita e cyber economy, Acronis accelera su AI, sicurezza gestita e cyber economy

Denis Cassinerio, senior director and general manager Southern EMEA di Acronis

All’interno della cyber security, l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente sia le modalità di attacco sia gli strumenti di difesa, imponendo a imprese e service provider un’evoluzione rapida verso modelli basati su resilienza operativa, automazione e sostenibilità economica.

Per supportare partner e aziende, Acronis punta su innovazione tecnologica, AI integrata e nuovi strumenti e, Denis Cassinerio, senior director and general manager Southern EMEA dell’azienda, approfondisce il tema.

Quali sono oggi i trend più rilevanti in ambito cybersecurity?

Gli attaccanti stanno sfruttando strumenti sempre più sofisticati per automatizzare campagne di phishing, vulnerabilità e attacchi mirati, rendendo la minaccia più veloce, precisa e difficile da intercettare. Questo impone alle aziende un cambio di paradigma: non basta più proteggere semplicemente dati o infrastrutture, ma occorre realizzare una vera cyber resilience, cioè la capacità di garantire continuità operativa anche durante incidenti o compromissioni.

II nostro più recente report evidenzia una crescita significativa degli attacchi phishing a livello globale, con un aumento sensibile verso sia i singoli utenti sia le organizzazioni. Le email continuano a rappresentare il principale vettore di rischio, ma si osserva anche uno spostamento importante verso piattaforme collaborative come Microsoft Teams, SharePoint e OneDrive, spesso meno presidiate dal punto di vista della sicurezza.

L’AI come sta trasformando le strategie di attacco e di difesa?

Chi attacca utilizza l’AI con meno vincoli, generando campagne di phishing altamente personalizzate, automatizzando exploit e migliorando la capacità di colpire in modo mirato. Per chi si difende, diventa quindi fondamentale adottare la stessa velocità tecnologica per non restare indietro.

Acronis considera il 2026 un anno chiave per l’adozione strutturale dell’AI. Abbiamo implementato l’intelligenza artificiale in modo massiccio non solo nello sviluppo prodotto, ma anche nelle operation interne, nel marketing, nelle vendite e nei processi amministrativi. Questo approccio ha consentito una riduzione drastica dei cicli di innovazione: processi che prima richiedevano mesi possono ora essere compressi in pochi giorni, mentre lo sviluppo software ha raggiunto velocità fino a dieci volte superiori rispetto al passato.

L’obiettivo è trasformare l’AI in uno strumento nativo della cyber protection, capace di identificare vulnerabilità, accelerare patching, prevedere criticità e automatizzare remediation. Questo libera gli operatori da gran parte delle attività ripetitive, permettendogli di concentrarsi su governance, strategia e ottimizzazione della postura di sicurezza.

In che modo partner e aziende reagiscono a questa evoluzione?

Molte aziende e partner si trovano ancora in una fase di transizione. La pressione normativa, in particolare l’arrivo della NIS2, ha spinto gran parte del mercato a concentrarsi soprattutto sulla compliance, ma da sola non rappresenta una risposta sufficiente alle sfide attuali.

Il vero nodo riguarda la cyber economy, ovvero la capacità di garantire sicurezza e resilienza mantenendo sostenibilità economica. Se il costo operativo della compliance o della protezione cresce troppo rapidamente, il modello rischia di diventare inefficiente. Per questo Acronis sta lavorando con i propri partner per favorire una trasformazione dei managed services orientata all’automazione, alla riduzione dei costi operativi e al miglioramento della marginalità.

La piattaforma evolve dunque non solo come strumento di sicurezza, ma anche come leva di business, permettendo ai partner di monitorare redditività, ottimizzare servizi e migliorare la competitività in un mercato sempre più sotto pressione.

Quali i settori che mostrano maggiore dinamismo?

Uno dei settori più dinamici è certamente quello manifatturiero, dove cresce rapidamente l’attenzione verso la OT security. Le aziende industriali non cercano più soltanto strumenti di rilevamento degli attacchi, ma soluzioni che garantiscano continuità produttiva e resilienza delle fabbriche.

Questo significa proteggere non solo dati o sistemi IT tradizionali, ma anche impianti, macchinari, PLC, SCADA e tutti gli elementi che governano la produzione. Il focus si sposta quindi dalla semplice detection alla capacità di ripartenza immediata, riducendo al minimo interruzioni operative.

In concreto, con quali strumenti pensate di supportare partner e clienti nella nuova fase di cyber security?

Le innovazioni annunciate da Acronis segnano un’evoluzione strategica particolarmente importante. Una delle principali novità riguarda l’introduzione di agenti virtuali AI direttamente all’interno della piattaforma. Questi agenti potranno supportare processi di customer service, operation di sicurezza, orchestrazione dei servizi e automazione avanzata, interagendo in linguaggio naturale con gli operatori e suggerendo o validando azioni critiche.

Parallelamente, l’AI verrà utilizzata per migliorare in modo significativo il patch management e la remediation predittiva. La piattaforma sarà capace di verificare preventivamente l’impatto di aggiornamenti o patch, prevedendo eventuali criticità prima della loro applicazione e riducendo così rischi e costi.

Un’altra innovazione di rilievo è GenAI Protection, un modulo progettato per governare l’utilizzo dei Large language model all’interno delle organizzazioni. Questo strumento consentirà di monitorare prompt, prevenire la condivisione impropria di informazioni sensibili e proteggere dati strategici o proprietà intellettuale. Anche l’utilizzo dell’AI diventa un perimetro di sicurezza da controllare.

Avete novità anche sul fronte infrastrutturale?

Sul piano infrastrutturale, abbiamo di recente introdotto Cyber Frame, una nuova soluzione di virtualizzazione iperconvergente destinata a rappresentare un’alternativa strategica in un mercato in forte evoluzione, anche a seguito dei cambiamenti in ambito commerciale introdotti da Broadcom sul fronte VMware.

Cyber Frame punta a offrire ai service provider e alle aziende una piattaforma multi-tenant integrata con Cyber Protect Cloud, con maggiore controllo sulla sovranità del dato, gestione locale delle infrastrutture e ottimizzazione economica. Oggi che la data sovereignty sta diventando sempre più importante, la possibilità di mantenere dati e servizi sotto controllo diretto rappresenta un elemento di forte valore competitivo.

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