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Il Canale è pronto a cavalcare l’onda AI

Il Canale è pronto a cavalcare l’onda AI, Il Canale è pronto a cavalcare l’onda AI

Questo è l’inizio dell’era dell’AI. Per alcuni rappresenta il futuro, ma in realtà è già presente tra noi sotto diverse forme. Il dibattito sui vantaggi, gli svantaggi e le implicazioni sociali è in corso, ma oggi tutte le principali realtà del settore IT offrono soluzioni in cui l’AI diventa un valore aggiunto per cambiare marcia e ottenere sempre di più dai dati e dalle risorse umane. In Italia, gli analisti indicano che l’AI è sempre più adottata: secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2024 il mercato ha raggiunto un valore di 1,2 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto al 2023, e la Generative AI è stata il traino principale. Anche se in Europa l’Italia è indietro nei progetti legati all’AI, in particolare nel settore delle piccole e medie imprese. Per il Canale questa può essere una opportunità, ma come sta affrontando questo periodo di cambiamento? Abbiamo chiesto ad alcuni dei principali operatori del settore come l’AI ha impattato e impatterà sul loro business.

Il Canale è pronto a cavalcare l’onda AI, Il Canale è pronto a cavalcare l’onda AI
Massimiliano Bellifemine, head of digital factory cloud & data driven applications di Exprivia

Apre le danze Massimiliano Bellifemine, head of digital factory cloud & data driven applications di Exprivia, che pone l’accento su come il Canale deve guidare questa trasformazione, anche in considerazione delle potenzialità del mercato italiano. “L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando il settore ICT, ridefinendo l’intera catena del valore, dall’infrastruttura alle applicazioni finali. Come evidenziato nel rapporto Il mercato dell’IA in Italia (Anitec-Assinform, gennaio 2025), al quale ho contribuito, le imprese si trovano di fronte a un’opportunità senza precedenti per innovare, ma anche a sfide significative in termini di governance, sicurezza e integrazione. L’AI generativa accelera l’automazione, migliora l’efficienza e abilita nuovi modelli di business. Oltre il 75% delle grandi imprese italiane sta già investendo massicciamente in questa tecnologia, mentre le PMI, che rappresentano la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale, faticano a tenere il passo. Il mercato dell’AI in Italia ha raggiunto i 909 milioni di euro nel 2024, ma il divario tra grandi e piccole imprese resta significativo. Il Canale ICT può facilitare questa trasformazione supportando le aziende nell’integrazione strategica dell’AI. I system integrator, i fornitori di soluzioni cloud e le software house devono offrire soluzioni scalabili, formare le imprese e garantire un uso sicuro dell’AI. È fondamentale anche promuovere ecosistemi di innovazione aperta, coinvolgendo start-up, università e centri di ricerca. Per valorizzare appieno l’AI generativa, il Canale ICT deve guidare la transizione digitale, colmando il gap tecnologico e garantendo un’adozione etica e sostenibile. È essenziale ottimizzare gli investimenti pubblici e privati, poiché chi saprà governare questa rivoluzione ne determinerà il successo sul mercato italiano”.

Emanuele Caronia, CEO di Exelab

Anche per  Emanuele Caronia, CEO di Exelab, l’AI generativa è qualcosa di dirompente, ma ancora poco sfruttata. Compito del Canale diventare advisor dell’innovazione. “L’intelligenza artificiale generativa è molto più di una tecnologia emergente: è la leva che sta ridefinendo il rapporto tra imprese e innovazione. Secondo Gartner, entro il 2026 oltre il 50% delle aziende globali utilizzerà quotidianamente strumenti basati su AI generativa, ma oggi solo poche ne sfruttano pienamente il potenziale. In questo scenario, troppo spesso vedo innovatori, interni o esterni all’azienda, concentrarsi esclusivamente sulla complessità delle sfide tecnologiche, perdendo di vista l’obiettivo finale: creare valore concreto e misurabile. Il risultato sono progetti costosi e complicati, con scarso impatto sulle performance aziendali. Per questo motivo, il ruolo strategico del Canale è sempre più simile a quello di advisor dell’innovazione: persone che sanno come far convergere visione di business e tecnologia, che comprendono profondamente i modelli operativi dei clienti e che trasformano la promessa della tecnologia in una crescita reale.  La prossima frontiera dell’innovazione sarà dunque vinta da chi saprà connettere efficacemente tecnologia e business, orchestrando competenze e governance per generare crescita sostenibile”.

Mario Gennari, sales director & team member board DGS Factor-IA

Mario Gennari, sales director & team member board DGS Factor-IA, nel suo intervento ha sottolineato come il Canale può guidare la trasformazione digitale senza stravolgimenti. “Da anni ci confrontiamo con imprese, università, istituzioni pubbliche e private su tematiche di trasformazione digitale che riguardano piattaforme e soluzioni AI; negli ultimi anni, poi, con l’AI generativa la sfida si è fatta ancora più stimolante. Il nostro ruolo di system integrator ci porta a supportare le imprese nella sua adozione e a farlo nel modo migliore, affrontando temi cruciali come governance dei dati, sicurezza e uso trasparente e responsabile: si possono creare soluzioni su misura che migliorano produttività e riducono costi, oppure integrare l’AI nei processi aziendali per offrire servizi sempre più proattivi. Il Canale ha la possibilità di diventare il vero abilitatore della trasformazione, portando l’AI dentro gli ecosistemi aziendali esistenti senza stravolgerli. Per trasmettere l’impatto dell’AI, uso spesso il paragone con l’elettricità: all’inizio si usava in poche situazioni particolarmente innovative, poi è diventata la base di tutto (il telegrafo, i lampioni, gli elettrodomestici, i robot). L’AI è in una fase simile, ma con un’accelerazione esponenziale tanto che l’AI Gen sta rivoluzionando il modo di interagire con i sistemi e le informazioni stesse. La vera sfida per il Canale? Essere i primi a farla propria, sfruttarne i benefici e trasformarsi alla velocità necessaria per continuare ad essere un partner affidabile e competente, capace di guidare le imprese verso un’adozione efficace e sostenibile nel bel mezzo di una rivoluzione artificiale”.

Marco Ferrando, head of data science di Var Group

L’AI generativa ha un impatto molto forte sulle aziende e sul mercato secondo Marco Ferrando, head of data science di Var Group. “È evidente come queste tecnologie possano migliorare l’efficienza operativa e la qualità del servizio nel Canale, con applicazioni iniziali nell’automazione di processi ripetitivi, nel supporto clienti e nelle decisioni aziendali grazie all’accesso alle informazioni. L’AI generativa apre anche opportunità di consulenza e formazione per supportare l’adozione e il change management. Non vanno trascurati i servizi critici legati alla gestione dei dati, alla privacy e alla cybersecurity, incluse le nuove minacce, come i deepfake avanzati. L’impatto indiretto è altrettanto rilevante: ci saranno interventi sulle infrastrutture obsolete e sull’integrazione dell’AI generativa con gli applicativi aziendali. Così, i partner specializzati potranno sviluppare soluzioni verticali ad alto valore aggiunto. Il ruolo del Canale ICT insomma sarà strategico non solo nella trasformazione dei propri servizi, ma anche nel garantire un’adozione dell’AI generativa etica, sicura e sostenibile, diventando un advisor di fiducia per le aziende”.

Romeo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Axiante

Interviene sul tema anche Romeo Scaccabarozzi, amministratore delegato di Axiante, che sottolinea come il Canale deve trasformare l’entusiasmo per la novità in progetti concreti. “L’adozione dell’AI generativa sta rendendo le tecnologie digitali una priorità strategica per le aziende, che vedono nell’innovazione un’opportunità per ottimizzare i processi e sviluppare nuovi business. Ciò accelera la trasformazione digitale, ma gli operatori e i partner di Canale devono gestire le aspettative dei clienti, spesso influenzate da un eccessivo entusiasmo. È essenziale mostrare esempi pratici di utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, superando l’idea di una soluzione universale per ogni problema. L’AI Gen sta trasformando il business dei partner di Canale, accelerando la prototipazione e lo sviluppo del software e riducendo il ciclo di vita delle applicazioni. Per le aziende clienti, ciò significa poter accedere a software più aggiornati e performanti. Inoltre, l’espansione dell’AI sta cambiando l’equilibrio dei ruoli all’interno delle organizzazioni: lo sviluppo sarà sempre più automatizzato, mentre la progettazione e l’evoluzione delle competenze diventeranno cruciali per rimanere competitivi. Gli operatori e i partner di Canale giocano un ruolo chiave nella diffusione responsabile dell’AI Gen, trasformando il suo potenziale in valore concreto per le imprese. In ambito tecnologico, un compito cruciale è la preparazione dei dati, che devono essere puliti, strutturati e sufficientemente rappresentativi per garantire soluzioni efficaci, condizione essenziale per il successo di qualsiasi progetto basato sull’AI”.

David Iarriccio, business unit & recruiting manager di Aton IT

Si inserisce David Iarriccio, business unit & recruiting manager di Aton IT, con una riflessione su quale dovrebbe essere il ruolo del Canale: educativo, tecnico e strategico. “Per il Canale ICT, l’AI generativa rappresenta contemporaneamente un’opportunità di differenziazione e una sfida di trasformazione. I system integrator possono evolvere verso soluzioni AI-native, i distributori possono creare marketplace specializzati, mentre gli MSP possono offrire servizi di AI-as-a-Service. Le principali sfide includono il gap di competenze, la gestione dei costi infrastrutturali e le questioni etiche. Sul fronte business, l’AI ha ridefinito i processi decisionali, potenziato la customer experience e creato nuovi spazi competitivi, con un impatto sul ROI quantificabile in incrementi del 15-30%. Il ruolo del Canale nella diffusione responsabile è triplice: educativo (formazione dei clienti), tecnico (implementazione sicura) e strategico (allineamento dell’AI con gli obiettivi aziendali). Agendo come “custodi dell’innovazione”, i player del Canale possono garantire che l’adozione dell’AI generativa sia sostenibile, etica e orientata al valore, contribuendo a costruire un ecosistema digitale più avanzato e responsabile”.

Matteo Ghiringhelli, innovation research manager di Elmec Informatica

Niente deve essere lasciato al caso secondo Matteo Ghiringhelli, innovation research manager di Elmec Informatica, che nel suo intervento evidenzia il ruolo fondamentale delle competenze in questo mercato. “Oggi l’AI generativa sta sicuramente rivoluzionando il settore ICT, introducendo nuove opportunità di business e migliorando l’efficienza operativa. Tuttavia, la sua adozione non può essere lasciata al caso, perché senza una strategia chiara e un’adeguata formazione le aziende rischiano di farne un uso improprio, con conseguenze sulla sicurezza e sulla governance dei dati, oppure di abbandonare la tecnologia per mancanza di competenze. È quindi necessario essere molto preparati sull’argomento e sapere di cosa si sta parlando. In questo scenario, il Canale ICT ricopre un ruolo fondamentale, perché deve supportare le imprese nel processo di integrazione strutturata dell’AI, superando la fase sperimentale e ottenendo risultati concreti. Solo adottando un approccio consapevole, che preveda l’identificazione di casi d’uso specifici e la gestione dei rischi, sarà possibile valorizzare appieno il potenziale di strumenti come l’AI generativa. Pertanto, è essenziale formare team capaci di gestire questa tecnologia, garantendo sicurezza, efficienza e crescita sostenibile, trasformandola in un vero vantaggio competitivo per le aziende”.

Aureliano Leone, head of indirect channel di Archiva Group

Il Canale è protagonista di questa innovazione anche per Aureliano Leone, head of indirect channel di Archiva Group, e deve essere sempre al fianco del cliente. “L’adozione dell’AI generativa sta trasformando il settore ICT e i system integrator, i distributori IT e i MSP non sono solo facilitatori tecnologici, ma veri protagonisti dell’innovazione, capaci di tradurre il potenziale dell’AI in soluzioni concrete per le imprese. L’AI generativa permette di sviluppare servizi avanzati come chatbot intelligenti, automazione dei processi e analisi predittiva, consentendo alle aziende di migliorare efficienza e competitività. Il Canale ha la responsabilità di integrare queste soluzioni nei vari settori, personalizzando le applicazioni in base alle esigenze specifiche del mercato e offrendo soluzioni scalabili. Le sfide non mancano: la necessità di competenze specializzate, il rispetto delle normative e la sicurezza dei dati. Inoltre, la resistenza al cambiamento può ostacolare l’adozione dell’AI, rendendo il ruolo del Canale cruciale nell’educare il mercato. L’uso di modelli generativi impone alle aziende di rispettare le normative sulla privacy e sulla gestione dei dati. Il Canale deve quindi supportare le aziende nella conformità legale, garantendo che le soluzioni adottate rispettino i requisiti di trasparenza, etica e sicurezza. Il Canale si trova quindi in una posizione strategica, offrendo consulenza e supporto per una corretta implementazione dell’AI. Se integrata con i sistemi aziendali esistenti, l’AI consente alle aziende di adottare queste tecnologie senza complicazioni operative e di creare un ecosistema AI accessibile anche alle PMI. L’AI generativa rappresenta una svolta epocale e il Canale ICT ha l’opportunità di guidare questa trasformazione”.

Massimiliano Salin, sales director di FAR Networks

Massimiliano Salin, sales director di FAR Networks, invece, spiega quello che loro stanno facendo con l’AI per migliorare i propri servizi e i vantaggi che sta dando. “FAR Networks studia e applica l’AI per migliorare i propri servizi e prodotti, e supportare i clienti nell’adozione di soluzioni innovative e strategiche. Nei primi mesi del 2025, abbiamo gestito una media di 3.000 richieste al mese grazie all’AI, ottimizzando i tempi di risposta e migliorando la qualità del supporto. L’intelligenza artificiale nei nostri sistemi di ticketing per la gestione dei problemi (trouble ticketing) assegna i tecnici più qualificati e suggerisce soluzioni mirate, rendendo il processo più efficiente. Sempre più vendor stanno integrando l’AI nei propri sistemi, in particolare nel settore della sicurezza informatica, dove è diventata essenziale per proteggere le infrastrutture IT. Tuttavia, la capacità di utilizzo da parte dei clienti è ancora limitata. Per questo motivo, FAR Networks promuove un percorso di adozione consapevole, al fine di ridurre il rischio di investimenti poco efficaci e massimizzare il valore delle soluzioni AI. Oggi l’AI è ovunque: dalle piattaforme di collaborazione ai sistemi CRM, ERP e PC di ultima generazione. Questa evoluzione sta trasformando il ruolo dei system integrator, che diventano consulenti strategici per aiutare le aziende a sfruttare appieno l’AI, ottimizzando i processi, riducendo i costi e aumentando produttività e sicurezza. La scelta del giusto prodotto IT non dipenderà più solo da prezzo e funzionalità, ma dall’impatto reale sulla produttività e sull’efficienza aziendale”.

Stefano Lopiano, chief technology officer di Anylink Group

Interviene anche Stefano Lopiano, chief technology officer di Anylink Group, che pone l’accento su come le aziende vogliano soluzioni concrete basate sull’intelligenza artificiale. “L’AI generativa sta trasformando il settore ICT e noi di Anylink siamo in prima linea in questo cambiamento. Le imprese non sono alla ricerca di “AI”, ma di soluzioni concrete, affidabili e integrate. Il nostro ruolo di system integrator e Managed service provider si evolve: non ci limitiamo a essere fornitori, ma ci poniamo come veri e propri guidatori digitali. Le opportunità? Automazione avanzata per semplificare i processi, cybersecurity potenziata per proteggere i dati e analisi predittiva per ottimizzare le performance aziendali. Le sfide? Queste includono l’integrazione con sistemi esistenti, la sicurezza dei dati e l’evoluzione delle normative. Il nostro obiettivo è adottare l’AI senza bias, vulnerabilità o inefficienze. Ad esempio, la utilizziamo nel monitoraggio IT (RMM) per prevenire anomalie e nel private cloud per ottimizzare l’uso delle risorse e la sicurezza. Quale altro ambito strategico? La business intelligence. Grazie all’AI, le aziende possono trasformare dati complessi in insight operativi, prevedere trend di mercato e prendere decisioni più rapide e informate. In qualità di MSP e system integrator, abbiamo una visione olistica delle infrastrutture IT, il che ci permette di individuare criticità nascoste e integrare l’AI in modo armonico nei processi aziendali. L’AI da sola non basta: servono competenza, strategia e una gestione unificata per trasformarla in un vantaggio concreto. Anylink guida le PMI nell’adozione di soluzioni AI scalabili e sicure, garantendo innovazione, protezione e competitività. L’AI non è il futuro, è il presente. E noi siamo pronti».

Michele Puccio, country manager Italia di Arrow

Da Michele Puccio, country manager Arrow Enterprise Computing Solutions Business, arriva il forte segnale che l’AI è entrata in modo prepotente dentro l’offerta rivolta al cliente e ormai non ci si può più tirare indietro. “In un’epoca in cui l’AI generativa sta rivoluzionando i modelli di business, i prodotti e i servizi erogati da Arrow vogliamo contribuire non solo a sviluppare le relazioni tra i partner all’interno del Canale, ma anche a promuovere il dialogo tra chi sviluppa la tecnologia e chi la utilizza quotidianamente. Le opportunità offerte dal settore IT sono molte e, per poter essere sfruttate adeguatamente, richiedono conoscenze, competenze e capacità di adattamento rapide. Su questo fronte, Arrow si posiziona come distributore tecnologico all’avanguardia nelle innovazioni per l’AI e il cloud. Recentemente abbiamo lanciato ArrowSphere Assistant, il primo assistente AI per il settore della distribuzione IT, ora disponibile sulla nostra piattaforma ArrowSphere Cloud. Un ulteriore tassello che si aggiunge al nostro valore aggiunto: essere in grado di fornire soluzioni che combinano infrastrutture di cloud ibrido, intelligenza artificiale e sicurezza, offrendo maggiore flessibilità e scalabilità alle aziende che affrontano le sfide della trasformazione digitale. Tra le criticità riscontrate, spiccano la crescita del numero di soluzioni tecnologiche e la necessità di gestire ecosistemi sempre più complessi, nonché la grande attenzione alla sicurezza dei dati e alla conformità normativa. Arrow si propone come partner ideale per affrontare queste sfide. Il nostro approccio è consulenziale e personalizzato, e consente ai clienti di navigare in un contesto tecnologico in evoluzione, riducendo la complessità e garantendo un’implementazione efficace delle tecnologie più avanzate”.

Simone Ponzoni, CEO di Quanture

Il finale se lo prende Simone Ponzoni, CEO di Quanture, che nel suo messaggio sottolinea come il Canale abbia il compito di guidare questa transizione verso l’AI. “L’AI generativa sta rivoluzionando il settore ICT, creando un forte interesse tra aziende e utenti. Tuttavia, ci troviamo ancora in una fase in cui mancano le competenze e casi d’uso consolidati. È una nuova frontiera in continua evoluzione, e questo rende la sua adozione sia un’opportunità che una sfida per il Canale. Dal punto di vista del business, l’AI non è solo un’innovazione tecnologica, ma un vero e proprio acceleratore strategico. Nei processi operativi, rappresenta una leva di efficienza sia per le persone che per le aziende, consentendo di raggiungere gli obiettivi con maggiore rapidità e precisione. Tuttavia, il rischio più grande è quello di rimanere fermi: chi oggi non investe in AI, domani potrebbe trovarsi tagliato fuori da un mercato sempre più competitivo. In questo contesto il Canale gioca un ruolo fondamentale. Non si tratta solo di adottare una nuova tecnologia, ma di accompagnare le imprese in un percorso di trasformazione, aiutandole a comprendere come ottimizzare i processi. In Quanture vediamo l’AI generativa come un alleato, oltre che come un’opportunità. È un “secondo collega” che supporta e velocizza le operazioni, permettendo alle persone di concentrarsi su ciò che davvero conta: innovazione, strategia e valore per il business. Il Canale ha la responsabilità di guidare questa transizione, trasformando l’AI da semplice trend tecnologico a una risorsa concreta e misurabile per le imprese”.

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