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Identità digitali: la strategia di Imprivata cresce con il canale

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La trasformazione digitale procede a ritmi sempre più sostenuti, ma con l’adozione di nuove tecnologie cresce anche la necessità di garantire sicurezza, continuità operativa e semplicità di accesso ai sistemi. È su questo equilibrio che Imprivata, società specializzata nella gestione delle identità digitali e degli accessi, ha costruito la propria strategia internazionale, ora destinata a rafforzarsi anche in Italia attraverso una presenza diretta sul territorio e lo sviluppo di un ecosistema di partner sempre più ampio e strutturato.

Fondata oltre vent’anni fa, l’azienda oggi annovera circa 1.400 dipendenti, oltre 4.400 clienti e più di 13 milioni di utenti nel mondo. Per lungo tempo il focus è stato essenzialmente il settore sanitario, ma gradualmente l’azienda ha ampliato la propria presenza in numerosi comparti considerati mission critical, dalla manifattura ai trasporti, fino alle pubbliche amministrazioni, alla difesa e al retail. Contesti diversi, accomunati dalla necessità di garantire accessi rapidi, sicuri e continuità operativa.

Una piattaforma integrata per la gestione delle identità

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Gilberto Bonutti, regional sales manager & head Italia di Imprivata

Il nostro obiettivo è consentire alle organizzazioni di velocizzare l’accesso alle applicazioni senza sacrificare la sicurezza – spiega Gilberto Bonutti, regional sales manager & head Italia di Imprivata –. Oggi gli utenti utilizzano numerosi dispositivi e decine di applicazioni. Ridurre i tempi di autenticazione significa aumentare la produttività, mantenendo al tempo stesso il controllo delle identità e la governance degli accessi.

La strategia dell’azienda va oltre la semplice autenticazione. Negli ultimi dieci anni Imprivata ha progressivamente arricchito la propria offerta attraverso otto acquisizioni con l’intento di costruire una piattaforma sempre più completa e integrata.

Non vogliamo che i clienti debbano gestire soluzioni separate, vendor differenti e molteplici punti di contatto – prosegue Bonutti –. La nostra strategia punta a riunire funzionalità e tecnologie in un’unica piattaforma capace di gestire accessi fisici, mobili, virtuali, account privilegiati e identità digitali. In un mercato in continua evoluzione è necessario crescere insieme ai clienti”.

Identity-first e protezione dell’intero ecosistema

Questa evoluzione si intreccia con la diffusione dell’intelligenza artificiale e con la crescente attenzione alla cyber resilience. L’aumento della superficie di attacco richiede infatti un approccio sempre più strutturato alla gestione delle identità.

Francesco Ippolito, solution engineer di Imprivata

Le acquisizioni strategiche ci hanno consentito di ampliare la protezione all’intero ciclo di vita dell’identità digitale – osserva Francesco Ippolito, solution engineer di Imprivata –. Oggi supportiamo le organizzazioni nella gestione e nella protezione di dipendenti, collaboratori esterni, fornitori, account privilegiati e anche degli agenti AI che stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nei processi aziendali”.

Secondo Ippolito, la parola chiave è integrazione. “Preferisco parlare di una piattaforma unica e di un approccio identity-first piuttosto che di singole soluzioni. L’obiettivo è garantire l’accesso giusto alla persona giusta, sul dispositivo giusto e nel contesto corretto. Contesto ed evidenze consentono di sapere con precisione chi sta facendo cosa e rappresentano un elemento essenziale per rafforzare la sicurezza”.

La piattaforma si articola su tre aree principali: gestione degli accessi enterprise, accessi mobili e controllo degli account privilegiati. Il denominatore comune è la riduzione dei tempi di autenticazione accompagnata da un incremento del livello di protezione.

Riduciamo le frizioni operative e la password fatigue – precisa Ippolito –. Automatizziamo workflow anche su applicazioni legacy presenti da molti anni nelle organizzazioni e supportiamo compliance e audit senza trasformare i controlli in un elemento di complessità”.

L’Italia come mercato strategico

Per Imprivata l’Italia rappresenta uno dei mercati più promettenti. Gli investimenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno accelerando i processi di digitalizzazione, in particolare nel settore sanitario, creando nuove opportunità ma anche nuove esigenze di sicurezza.

Non si tratta più di decidere se digitalizzare, ma di capire come sostenere la trasformazione senza introdurre fragilità operative – sottolinea Bonutti –. L’aumento di sistemi, integrazioni e credenziali rischia di produrre l’effetto opposto a quello desiderato. È necessario lavorare contemporaneamente su digitalizzazione, flessibilità operativa e resilienza cyber”.

A rendere ancora più urgente il tema contribuisce il livello di esposizione del Paese alle minacce informatiche. “Una quota significativa degli attacchi sfrutta credenziali compromesse e circa due terzi degli incidenti derivano da password sottratte. La sanità resta tra i comparti più colpiti, ma anche la manifattura rappresenta un bersaglio privilegiato”.

La crescita passa dall’ecosistema dei partner

Per sostenere lo sviluppo sul mercato italiano, Imprivata punta con decisione sulla costruzione di un ecosistema di partner capace di accompagnare le organizzazioni nei percorsi di trasformazione digitale.

Abbiamo già avviato collaborazioni con alcuni dei principali operatori italiani e continuiamo ad ampliare il nostro ecosistema – afferma Bonutti –. Per noi il partner non rappresenta semplicemente un canale commerciale, ma un elemento strategico per creare valore sul territorio e costruire relazioni durature con i clienti”.

La centralità del canale emerge anche dagli obiettivi della filiale italiana. Oggi la maggior parte delle opportunità nasce ancora da attività dirette, ma il traguardo è aumentare progressivamente il contributo dei partner.

Attualmente circa due opportunità su tre sono generate direttamente da Imprivata e una dai partner – conclude Bonutti –. L’obiettivo è ribaltare questo rapporto e costruire una vera simbiosi, rendendo la lead generation sempre più condivisa e affidando ai partner un ruolo da protagonisti nella crescita dell’azienda in Italia”.

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