I limiti delle soluzioni software Out-Of-The-Box

Dante Cislaghi, General Manager di Aras, azienda che propone una piattaforma aperta per realizzare applicazioni industriali digitali, spiega perchè ritiene che le soluzioni software enterprise OOTB (Out-Of-The-Box) non possano adattarsi al futuro delle aziende

I software out-of-the-box (OOTB) sono soluzioni complete, intese come “pronte all’uso” che si propongono l’obiettivo di fornire una soluzione ai diversi problemi di un’azienda. Questa aspirazione si basa, però, sull’assunto che tutte le aziende siano uguali sottovalutando, invece, l’unicità di ogni singola realtà che si manifesta anche all’interno dello stesso settore di mercato.

Inoltre, i sostenitori delle soluzioni aziendali PLM o ERP Out-of-The-Box (OOTB) sostengono che le si dovrebbe usare “così come sono, senza doverle personalizzare, proprio perché atte a fornire le “best practice” utili a garantire il successo di un’azienda, una volta approntate e utilizzate appieno.

La tentazione è forte, il concetto potrebbe sembrare vincente nella teoria, ma nella realtà le aziende progettano, producono e forniscono prodotti e servizi complessi utilizzando una pluralità di applicazioni che gestiscono dati per una utenza eterogenea operante nei diversi settori aziendali.

Ammesso poi che questa strategia possa funzionare, non tiene conto della continua necessità di adeguare il tutto ai vari cambiamenti richiesti dal mercato e da altri fattori contingenti.

Processi in continuo cambiamento, altre tecnologie e modelli di dati in trasformazione, partnership e fusioni, nuove normative; insomma inserire una tecnologia OOTB, rigida in quanto legata a una certa versione di quel software che richiede il passaggio a una nuova versione (da personalizzare nuovamente), non solo è poco pratico, ma rischia di rendere i processi aziendali ingessati nel tempo e di gravare le aziende di un debito tecnologico che potrebbe pregiudicare futuri risultati.

Il business e l’importanza delle competenze

I fornitori di software OOTB sostengono di conoscere le necessità aziendali di oggi e di domani, ma è impossibile poter anticipare le necessità di ogni singola realtà, considerata la rapida evoluzione dei mercati. Un’azienda moderna ha, infatti, la necessità di disporre di strumenti flessibili, che consentano di aggiungere e/o modificare e aggiornare ciò che è importante per il business, in modo sostenibile.

Come si può pensare che un software OOTB possa essere predisposto a servire i bisogni di un’azienda del settore automobilistico e allo stesso tempo quelli di un’azienda del settore dell’elettronica, il tutto condito infine con funzioni utili al settore dei beni di consumo?

Ogni industria è unica, con punti di forza distintivi, diversa complessità dei prodotti, opportunità di mercato in costante cambiamento che richiedono agilità per essere il più possibile innovativi e competitivi.

Chi fornisce soluzioni OOTB sostiene che strutturare un sistema di questo tipo sia più immediato, affermando al contrario che le soluzioni PLM aperte, flessibili, aggiornabili e personalizzabili siano una perdita di tempo, risorse e denaro. Vi solleveranno il dubbio sul motivo per cui vi orientate in tale senso: “Il vostro business è realizzare i vostri prodotti o personalizzare il PLM?”.

Quando i produttori di soluzioni OOTB dichiarano di conoscere le tendenze prima di voi e di aver lavorato per incorporarle nei loro prodotti, l’obiezione più logica è: come è possibile, dato che i processi digitali di domani oggi non esistono ancora?

Una cosa che possiamo prevedere con sicurezza è che non siamo a conoscenza di cosa riservi il futuro e di conseguenza nemmeno dei processi di cui le aziende avranno bisogno per essere competitive, quindi, non ci si può aspettare che un software OOTB supporti le funzionalità e i processi non ancora definiti.

La conclusione inevitabile è che la personalizzazione sarà necessaria con qualsiasi soluzione scelta per supportare i processi proprietari e continuare ad essere competitivi sul mercato.

La visione a lungo termine del valore aziendale sostenibile

Ottimizzare i processi per incrementare la propria capacità di competere è la motivazione principale che spinge verso la scelta di una piattaforma PLM: per migliorare il modo in cui si sviluppano, si consegnano e si forniscono servizi per i propri prodotti e clienti, per velocizzare il time-to-market nel modo più efficiente possibile.

Se è necessario sub-ottimizzare i processi per far funzionare efficacemente una tecnologia, si sta rendendo l’intero business meno efficiente.

L’obiettivo è quello di utilizzare il PLM per ottenere un vantaggio competitivo, e i processi dovrebbero essere quel fattore chiave di differenziazione. Non è quindi razionale orientarsi verso una soluzione OOTB, ma la decisione più logica è, invece, quella di configurare, personalizzare e migliorare senza soluzione di continuità.

La scelta di non affrontare debitamente la trasformazione digitale rappresenta in pratica la deriva verso l’obsolescenza. È necessario trasformare radicalmente i processi attraverso un approccio iterativo, dall’interno verso l’esterno, facendo progressi incrementali e potenziando il personale per garantire che il business rimanga competitivo, attuale e continui a fornire valore ai propri clienti.

In sintesi, per essere competitiva sul mercato, un’azienda deve essere in grado di cambiare rapidamente e continuativamente i processi, anche grazie al PLM, affinché sia in grado di capitalizzare le opportunità e affrontare la concorrenza.

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