Per capire l’impatto dei nuovi processi serve visibilità dei modelli di approvvigionamento e capacità di analisi dei dati. I suggerimenti di Ally Consulting
La pressione del mercato e eventi imprevisti come quello che si sta affrontando suggeriscono, o forse sarebbe meglio dire obbligano, a ripensare la supply chain in chiave digitale facendo ricorso il più possibile alle tecnologie intelligenti ora disponibili.
Vanno però abbattute barriere mentali in molti casi consolidate. Per molto tempo, osserva ad esempio Paolo Aversa, Managing Director di Ally Consulting, il Responsabile Acquisti è rimasto concentrato sul risparmio dei costi e sulla fornitura di prodotti che potessero rispondere alle esigenze aziendali.
Si è assistito ad una evoluzione graduale. Il punto di partenza è stato spesso legato all’efficienza, con la riduzione dei costi nei servizi di approvvigionamento orientata a massimizzare il valore aziendale.
Negli ultimi anni poi, l’attenzione è andata oltre la contrazione dei prezzi, per soffermarsi sull’impatto del TCO e sulla gestione complessiva della domanda.
L’interesse oggi appare invece focalizzarsi sull’esperienza del valore e viene valutata l’ottimizzazione delle relazioni per l’approvvigionamento, il commitment e la collaborazione tra dipendenti, clienti e fornitori.
Ciò detto la cosa appare indubbiamente attraente ma il diavolo, come è noto, si nasconde nei dettagli, e i dettagli sono in questo caso che per comprendere l’impatto dei nuovi processi occorre poter avere la visibilità dei modelli di approvvigionamento con capacità avanzate di analisi dei dati.
In proposito, Ally Consulting, attiva nella consulenza IT per le imprese del manifatturiero discreto, suggerisce tre modelli per assicurare che la rete digitale della propria catena di distribuzione possa acquisire l’intelligenza necessaria. Vediamoli in dettaglio
Informazioni e contesto
Concesso che i dati non sono mai stati così importanti, oggi ne sono a disposizione in abbondanza, persin troppi verrebbe da aggiungere, e di vario livello di dettaglio.
E’ però indispensabile, suggerisce Ally, valutarli con attenzione, condividendoli su una piattaforma unica, confrontandosi con clienti e fornitori per prendere decisioni in modo rapido e preciso.
Un’Intelligent Supply Chain Network, ha infatti lo scopo di digitalizzare i processi della catena di distribuzione end-to-end, ottenere una visibilità in tempo reale di tutti gli eventi e sfruttare le intuizioni guidate dai dati, sia nei sistemi interni che in quelli dei partner della rete.
Capacità predittiva
Allineare al meglio i dati e avere tutte le informazioni raccolte in un unico repository può rendere l’impresa più produttiva e in grado di prendere decisioni migliori ma non necessariamente ciò corrisponde ad essere allineati alla velocità del business.
Cosa fare allora? Un aiuto, suggerisce Ally, è disporre di modalità di visualizzazione avanzate e capacità di AI all’interno della rete. Questo perché le moderne catene di approvvigionamento hanno bisogno non solo di una visibilità end-to-end, ma anche di un’intelligenza accurata, descrittiva e predittiva.
Le Digital supply chain che sfruttano le potenzialità di AI elaborano grandi set di dati ottenendoli da tutte le funzioni, e di conseguenza forniscono una migliore visibilità e una supply chain autonoma.
Metriche misurabili
Il modo più efficace per mostrare il valore in un’organizzazione è quello di prevedere modelli che combinano sia la strategia sia il processo e, nel farlo, creano una velocità accelerata sul ritorno dell’investimento (ROI).
Con una Supply Chain Network Digitale e Intelligente che assicura visibilità sui processi in entrata e in uscita, si inizia non solo a raccogliere ma anche a misurare in modo adeguato, come ad esempio, i tempi del ciclo di produzione, la puntualità delle consegne e l’elaborazione degli ordini.
Queste metriche orientano la conversazione verso i vantaggi e si allontanano dai risparmi sui costi, mentre il rafforzamento delle relazioni con i fornitori consente di migliorare l’esperienza del cliente lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Mettere i dati su un’unica piattaforma in cui tutte le parti condividono le stesse informazioni critiche necessarie per l’esecuzione, consente a tutti gli attori coinvolti di sperimentare i benefici orchestrati attraverso l’allineamento dei dati e la collaborazione.
“Sempre più ci troviamo a parlare con imprese del comparto manifatturiero che confermano di avere peculiarità di ingegno, inventiva e produttività insite nel proprio DNA ma che possono essere spaventate dai cambiamenti repentini e dalla trasformazione digitale che si sta sviluppando. La nostra mission è quelle di aiutare le aziende a dare forma al futuro puntando sostanzialmente sui nuovi strumenti di connettività e di innovazione. Aiutiamo ad affrontare i cambiamenti affinché tutto possa funzionare ancora meglio e in modo più efficiente”, osserva Aversa.

