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Robotica: boom globale dell’automazione

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Spinto dalle opportunità che crea l’evoluzione tecnologica, e che favoriscono la ricerca dell’efficienza e dell’innovazione in ogni settore, il mercato globale della robotica e dell’automazione sta vivendo un’importate fase di crescita. Non deve quindi stupire se le installazioni di robot industriali hanno raggiunto record storici. Lo provano i numeri: l’International Federation of Robotics (IFR) affema che le installazioni annuali globali superano le 500.000 unità. Questo si traduce in un giro di affari prossimo ai 20 miliardi di dollari. E ciò considerando solo i robot industriali. Se si includono anche i software, i servizi e la robotica professionale, il mercato totale stimato da IFR supera ampiamente i 50 miliardi di dollari. I mercati asiatici, in particolare Cina, Corea del Sud e Giappone, rimangono i principali hub per l’adozione e la produzione, con la Cina che da sola assorbe oltre la metà di tutte le nuove installazioni globali. In Europa, le installazioni di robot industriali si sono attestate attorno alle 85.000 unità nel 2024, il secondo numero più alto mai registrato. L’80% di tutte le installazioni di robot in Europa ha avuto luogo nell’Unione europea (67.800 unità). Il tasso di crescita medio annuo dal 2019 al 2024 è stato del 3%.

La Germania è il più grande mercato di robot del Vecchio Continente e il quinto al mondo. Le installazioni sono state 26.982 unità nel 2024, il secondo miglior risultato dopo quello dell’anno record del 2023. Questo rappresenta una quota di mercato del 32% del totale annuo in Europa. Il numero di installazioni in Italia è stato di 8.783 unità, che ci porta a essere il secondo mercato europeo. La Spagna è ora al terzo posto (5.100 unità), con una forte domanda da parte dell’industria automobilistica. Posizione acquisita a discapito della Francia che è scesa al quarto posto (4.900 unità), con un calo del 24%.

Strumento strategico per la competitività

La riorganizzazione delle supply chain e le necessità di reshoring (riportare la produzione in patria) in diversi Paesi occidentali hanno dato ulteriore slancio agli investimenti in automazione, vista come strumento chiave per mantenere la competitività dei costi pur operando in aree con un prezzo della manodopera più elevato.

Oggi, il mercato della robotica e dell’automazione si articola principalmente in robot industriali, robot per servizi professionali (come quelli medici o logistici) e l’ecosistema di software e componenti (sensori, attuatori, sistemi di visione). Il settore che guida la domanda è storicamente l’automotive, ma quelli dell’elettronica e della metallurgia stanno rapidamente aumentando il proprio tasso di adozione. Sono però i settori alimentare e farmaceutico a distinguersi maggiormente per i tassi di crescita elevati, spinti dalla necessità di rispettare rigorosi standard igienici e di tracciabilità.

Italia, hub di eccellenza e modelli produttivi avanzati

La densità robotica (numero di robot ogni 10.000 dipendenti) è un indicatore chiave, con la Corea del Sud che detiene il primato mondiale, seguita da Singapore e Germania, a dimostrazione di quanto l’automazione sia intrinseca alla loro strategia manifatturiera.

L’Italia si posiziona come uno dei paesi leader in Europa per l’adozione della robotica, specialmente nel settore manifatturiero. La sua forte tradizione industriale, in particolare nel machinery, nell’automotive e nel food & beverage, ha creato un terreno fertile per l’integrazione di sistemi avanzati. Il nostro Paese vanta una densità robotica tra le più alte d’Europa e un parco installato di robot industriali che supera le 90.000 unità, confermandosi tra le nazioni più automatizzate a livello globale. Il mercato italiano è caratterizzato da un’elevata specializzazione e da una catena del valore complessa.

Aziende italiane di grande rilievo internazionale contribuiscono a questo ecosistema, offrendo soluzioni all’avanguardia: si pensi a realtà come Comau, tra i leader globali nell’automazione industriale avanzata e nella robotica, che fornisce soluzioni chiavi in mano per i principali produttori mondiali, oppure Gefran e SECO, che operano nel campo dei componenti per l’automazione e l’elettronica industriale. Un altro esempio è dato dalla forte presenza di PMI innovative specializzate in nicchie di automazione e sistemi di visione, come le aziende che producono AGV (Automated guided vehicles) o AMR (Autonomous mobile robot) per la logistica interna.

Gli incentivi governativi, come i piani di Transizione 4.0 (ex Industria 4.0), hanno giocato un ruolo fondamentale nel catalizzare gli investimenti, rendendo l’acquisto di beni strumentali avanzati economicamente più vantaggioso. Questi modelli produttivi evoluti si basano sul concetto di smart factory, in cui tutte le macchine, robot inclusi, sono interconnesse, permettendo la simulazione virtuale dell’intero processo produttivo prima dell’avvio fisico, riducendo i setup time e i rischi di errore.

La data economy

Gli strumenti di automazione, in particolare quelli connessi all’Industrial IoT (IIoT), producono un numero di dati senza precedenti. La vera rivoluzione per il business non risiede solo nell’esecuzione fisica del compito da parte del robot, ma nella capacità di sfruttare questi big data. L’analisi predittiva, alimentata da AI sui dati raccolti, permette di ottimizzare i cicli produttivi in base alla domanda in tempo reale e migliorare la gestione energetica. Questo porta a un vantaggio competitivo sostenibile, in quanto l’azienda acquisisce una conoscenza profonda dei propri processi, permettendo decisioni aziendali più informate e strategiche. Per esempio, i dati sulla performance dei robot possono essere utilizzati per calcolare l’OEE (Overall equipment effectiveness) e identificare esattamente i colli di bottiglia, aumentando l’efficienza della linea.

In pratica, il dato assume il ruolo di materia prima (aspetto per il quale è spesso definito il “nuovo petrolio”) e l’automazione è lo strumento che lo genera e lo rende utilizzabile, creando un circolo virtuoso di miglioramento continuo che è il vero motore della competitività nell’era digitale e la base per la creazione di nuovi servizi di valore basati sulla performance e l’efficienza garantita.

Trend e strumenti di prossima generazione

L’attuale ondata di innovazione è alimentata da una convergenza di tecnologie avanzate. L’intelligenza artificiale e il machine learning sono al centro di questa evoluzione, consentendo ai robot di apprendere, adattarsi a nuovi compiti e prendere decisioni in autonomia, trasformandoli da semplici esecutori a sistemi intelligenti. La visione artificiale è l’elemento che permette ai sistemi robotici di “vedere” e interpretare l’ambiente circostante con un’altissima precisione, aspetto essenziale per la gestione della qualità e la manipolazione di oggetti non strutturati. Il 5G e l’edge computing garantiscono una connettività ultraveloce e a bassa latenza, fondamentale per il controllo in tempo reale di flotte di robot e la gestione remota degli impianti. La latenza ridotta è essenziale per le applicazioni che prevedono operazioni a distanza (come nel caso della robotica medica) e per garantire la sicurezza nelle interazioni uomo-robot.

Infine, la stampa 3D sta facilitando la rapida creazione di gripper e componenti robotici personalizzati, rendendo le soluzioni di automazione più flessibili e specifiche per le singole esigenze produttive. Questa combinazione di hardware avanzato (robot) e intelligenza software (AI/ML) sta portando alla creazione di innovativi sistemi di produzione, capaci di autodiagnosi, autoregolazione e riconfigurazione dinamica, un salto di qualità rispetto alla rigidità delle tradizionali catene di montaggio.

Automazione della filiera agroalimentare

Oltre al settore industriale, la robotica sta migliorando resa, sostenibilità e qualità produttiva anche del mondo agricolo, che è in forte trasformazione. I robot agricoli automatizzano attività come raccolta, semina, ispezione dei campi e irrorazione di precisione, riducendo l’uso di acqua e pesticidi grazie ad analisi basate su sensori e visione artificiale. McKinsey evidenzia come la digitalizzazione agricola possa incrementare la produttività fino al 70% entro il 2050, grazie a robot mobili e droni dotati di AI.

La carenza di manodopera stagionale, unita alla richiesta crescente di prodotti tracciabili e sostenibili, sta rendendo queste tecnologie sempre più strategiche. Startup e grandi imprese stanno introducendo soluzioni autonome capaci di operare 24 ore su 24, migliorando tanto l’efficienza quanto la sicurezza degli operatori.

Robotica educativa e formazione delle competenze

La diffusione della robotica industriale sta creando una forte domanda di nuove competenze tecniche, spingendo scuole, università e centri di ricerca a integrare la robotica nei programmi formativi. La robotica educativa, che utilizza piattaforme modulari e ambienti di programmazione semplificati, consente agli studenti di acquisire competenze in automazione, coding, elettronica e intelligenza artificiale. Secondo l’UNESCO, la diffusione degli STEM è oggi essenziale per sostenere la competitività economica e la capacità di innovazione dei Paesi. Laboratori avanzati, come i Competence Center europei e gli i-Labs delle principali università, adottano robot collaborativi e simulatori industriali per creare una formazione esperienziale in linea con gli standard della smart factory. Questo approccio riduce il divario tra scuola e impresa e rende più veloce l’inserimento nel mondo del lavoro, dove la richiesta di tecnici specializzati è in costante aumento.

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